I rider genovesi sono scesi in piazza per chiedere un sostegno al reddito nei giorni di allerta per il caldo. A riportare le loro richieste è l’Ansa, che ha raccolto le dichiarazioni dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali. "In alcuni settori, come edilizia e agricoltura, sono previsti ammortizzatori sociali - spiega Jacopo Surico, ex rider e sindacalista di Si Cobas - una sorta di cassa integrazione. Se viene riconosciuto che i lavoratori del food delivery sono una categoria devono avere un rimborso anche loro".
A maggior ragione visto che la maggior parte sono lavoratori autonomi "e luglio è il mese in cui si pagano le tasse". Sollevare la questione "è importante - continua Surico - anche perché le estati diventeranno sempre più calde. Ma questa non è una battaglia solo per i rider visto che sono tante le categorie che dovrebbero fermarsi quando fa troppo caldo".
A Genova sono tra le 400 e le 600 persone impegnate a vari livelli nel food delivery. "Le ordinanze hanno bloccato il lavoro di chi usa la bici muscolare, quelli in bici elettrica hanno continuato. Qui quasi tutti hanno quella elettrica e questo dimostra quanto sia scarsa la conoscenza di quello che è la realtà dei lavoratori e delle lavoratrici del settore". Per questo "chiediamo a istituzioni e società di ascoltarci, di sederci a un tavolo ma vogliamo che questo avvenga prima delle ordinanze".
In piazza anche Faysa, rider del Bangladesh. Per lui il problema non è solo il caldo. "Prendo tre euro e trenta a ordine. Siamo pagati troppo poco e Genova è tutta salite ed è davvero difficile lavorare qui".






