Trasporti e viabilità - 07 agosto 2026, 14:49

Amt, i sindacati contro l’ipotesi di ricorso al mercato: “Il trasporto pubblico non è una merce”

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal chiedono ai Comuni di sostenere il percorso di risanamento dell’azienda: “Obiettivo deve essere salvare Amt e garantire un servizio pubblico efficiente”

Amt, i sindacati contro l’ipotesi di ricorso al mercato: “Il trasporto pubblico non è una merce”

Le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal intervengono nel dibattito sul futuro di Amt e del trasporto pubblico locale genovese, dopo le posizioni espresse da alcuni Comuni della provincia di Genova favorevoli a valutare un ricorso al mercato per l’affidamento del servizio.

Secondo i sindacati, però, un’eventuale scelta di questo tipo non potrebbe essere assunta autonomamente dalle singole amministrazioni, ma richiederebbe prima la rimessa in discussione dell’attuale affidamento in house ad Amt da parte della Città Metropolitana di Genova e successivamente l’indizione di una gara.

“Leggiamo con grande preoccupazione le posizioni espresse da alcuni Comuni della provincia di Genova, che minacciano di rivolgersi al mercato per l’erogazione del servizio di trasporto pubblico locale. Riteniamo che le amministrazioni comunali conoscano perfettamente il quadro normativo che disciplina l’affidamento e la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale. Per questo motivo, è evidente che un eventuale ricorso al mercato non possa essere deciso autonomamente dai singoli Comuni, ma richiederebbe, a monte, la messa in discussione dell’attuale affidamento in house ad Amt da parte della Città Metropolitana e, successivamente, l’indizione di una gara. Una prospettiva che come FILT CGIL, FIT CISL, UILTrasporti e FAISA CISAL non condividiamo.

Riteniamo, tuttavia, che la posizione assunta da alcuni Comuni rappresenti anche un modo per rafforzare il principio, assolutamente condivisibile, secondo cui non si devono tagliare i servizi di trasporto pubblico ai cittadini. In una condizione di normalità, questo principio non solo sarebbe condivisibile, ma dovrebbe essere ulteriormente sviluppato attraverso un incremento dell’offerta e dei chilometri di servizio.

Il problema è che oggi Amt non si trova in una condizione di normalità. L’attuale situazione economico-finanziaria dell’azienda è anche il risultato di scelte stratificate nel corso dei decenni, comprese quelle degli stessi enti locali, che hanno determinato l’estensione del servizio oltre i livelli minimi previsti dai contratti senza garantire, in maniera strutturale, le necessarie coperture economiche.

Oggi Amt si trova in una situazione estremamente delicata, all’interno di un percorso finalizzato a scongiurare il fallimento dell’azienda. È stato approvato un Piano Industriale che prevede, tra le altre misure, una riduzione di circa un milione di chilometri di servizio, con l’obiettivo di riportare la produzione entro i valori previsti dal Contratto di Servizio e, soprattutto, di consentire all’azienda di tornare ad avere un equilibrio economico e finanziario.

Il nostro obiettivo deve essere quello di salvare Amt, rilanciarla e costruire le condizioni affinché il trasporto pubblico locale genovese possa avere un futuro, garantendo ai cittadini un servizio pubblico efficiente e ai lavoratori occupazione e prospettive”.

I sindacati chiedono quindi a Città Metropolitana e Comuni del territorio di sostenere il percorso di risanamento dell’azienda, evitando iniziative che possano indebolire ulteriormente Amt. “Le prossime settimane saranno decisive per il futuro di AMT e del trasporto pubblico locale genovese – proseguono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal –. Non vorremmo che alcuni Comuni del genovesato finissero, consapevolmente o meno, per tifare per il fallimento di Amt. Se questa fosse la scelta, ciascuno dovrà assumersene la responsabilità di fronte ai cittadini, agli utenti e soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno garantiscono il servizio di trasporto pubblico locale. Il trasporto pubblico locale non è una merce da mettere sul mercato: è un servizio pubblico essenziale e come tale deve essere difeso, finanziato e rilanciato”.

Redazione

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