Attualità - 10 agosto 2026, 17:07

Scontro aperto su De André: Salvini contestato all'Agnata, la nipote Alice attacca: "Mio nonno gli avrebbe chiesto che cosa ci faceva lì"

Dopo la protesta della spettatrice che ha lasciato il concerto per la presenza 'indesiderata', è scontro social. E il ministro replica: "Nessuno decide cosa posso ascoltare"

Scontro aperto su De André: Salvini contestato all'Agnata, la nipote Alice attacca: "Mio nonno gli avrebbe chiesto che cosa ci faceva lì"

È polemica sulla presenza di Matteo Salvini al concerto di Diodato all’Agnata, la residenza di Fabrizio De André in Gallura, dove ogni anno il festival Time in Jazz, per iniziativa del direttore artistico Paolo Fresu, propone un omaggio al cantautore. A contestare la presenza del vicepremier è stata una spettatrice, che durante l’esibizione si è alzata in piedi interrompendo il concerto.

Salvini, in questi giorni in vacanza all’Agnata, era seduto accanto a Dori Ghezzi, quando la ragazza ha preso la parola rivolgendosi a Diodato: "Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui".

La contestazione ha provocato reazioni diverse tra il pubblico, con alcuni fischi e alcuni applausi. A quel punto è intervenuta Dori Ghezzi, che si è avvicinata al palco e ha preso il microfono.

"Non sono d’accordo - ha detto Ghezzi - Io la penso diversamente, sono sempre di sinistra. Ma è giusto creare un dialogo. La musica deve unire". Le sue parole sono state accolte dagli applausi del pubblico, ai quali si è unito anche Salvini.

È intervenuto anche Diodato, che ha preso le distanze dalle posizioni politiche del vicepremier ma ha scelto di proseguire il concerto: "Quante volte mi sono definito lontano anni luce da certi pensieri e certe attitudini politiche. Non credo sia giusto smettere di suonare, ma rispetto anche chi decide di andare via. Io ovviamente non sono il padrone di casa, non mi permetto di cacciare nessuno e sono un ospite. Speriamo solo che la musica di De André illumini anche un po' di più la nostra classe politica".

La vicenda è poi proseguita sui social con l’intervento di Alice De André, nipote di Fabrizio e figlia di Cristiano De André, che ha difeso la contestazione e criticato duramente la presenza di Salvini al concerto.

"Ieri all’Agnata si è tenuto come ogni anno il concerto in onore di mio nonno. Con la piccola differenza che quest’anno in prima fila c’era anche Matteo Salvini.bQuesta frase potrebbe tranquillamente già finire qui, perché io non so esattamente cosa sia riuscito a capire Salvini dei testi di mio nonno. Forse la musica. Forse i “la la la”. Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società fossero diametralmente opposti è un eufemismo. Ma il capolavoro arriva dopo. Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto. E scoppia la polemica. Per la ragazza. Non per Salvini in prima fila a un concerto di De André. A questo punto mi viene il dubbio che De André sia diventato una specie di santino nazionale: quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti, purché nessuno si azzardi a ricordare cosa diceva realmente. Perché sì che quello diventa maleducato, divisivo, fuori luogo. Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De André non è fuori luogo, è forse una delle cose più coerenti che sia successa durante tutta la serata. Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni, fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere, non indignarsi per essere stato contestato. Non farsi proteggere dal silenzio educato di un pubblico che del silenzio educato se ne faceva molto poco. Volete Fabrizio De André? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendete anche quello che pensava, quello che contestava. E soprattutto prendetevi il fatto che mio nonno davanti a quella scena avrebbe fermato il concerto e avrebbe chiesto a Salvini che cazzo ci faceva lì".

E conclude citando "La domenica delle salme": ‘Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni".

Non si è fatta attendere anche la risposta del ministro. "Ma cosa sta succedendo?" scrive sui social Salvini.  "Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno - e ripeto NESSUNO - può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare. Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori. Ho avuto la fortuna di ascoltarlo tante volte dal vivo e nel 2003 ho avuto l’onore, da consigliere comunale a Milano, di contribuire all’assegnazione dell’Ambrogino d’oro alla sua memoria. Quando passo da Genova per lavoro, cerco di trovare il tempo di portare una preghiera a Staglieno. Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione. Sapete però cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee “giuste”? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi. Parliamoci. Discutiamo, persino litighiamo. Proviamo a convincerci. Senza andare oltre. Perché in democrazia l’avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella. Lunga vita al libero suonatore Jones a cui piaceva lasciarsi ascoltare. Da tutti".

C.O.

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