La Regione Liguria stanzia 41,7 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. Di questi, 40 milioni sono destinati al Comune di Genova per gli investimenti previsti dal piano industriale di risanamento di Amt, mentre 1,7 milioni finanzieranno il pensionamento anticipato di 88 lavoratori: 63 dipendenti di Amt nel 2026 e 25 di Riviera Trasporti nel 2027. Il pacchetto è stato presentato oggi dal presidente della Regione Marco Bucci e dall'assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola.
Lo stanziamento rende operativo quanto previsto dalla legge regionale 4/2026. Nel dettaglio, 1 milione e 275 mila euro andranno alla Città Metropolitana di Genova per il pensionamento anticipato dei 63 dipendenti di Amt, mentre 425 mila euro saranno destinati alla Provincia di Imperia per i 25 dipendenti di Riviera Trasporti.
I 40 milioni costituiscono invece un contributo destinato al Comune di Genova per gli investimenti inseriti nel piano industriale di risanamento di Amt. La concessione delle risorse sarà condizionata all'omologazione, da parte del Tribunale di Genova, degli accordi di ristrutturazione dei debiti stipulati dall'azienda con i propri creditori.
Per gli esodi anticipati, la Regione ha previsto complessivamente 3,3 milioni di euro per il biennio 2026-2027. Le risorse potranno essere assegnate ai territori sulla base dei piani presentati dalle aziende di trasporto. Per Genova e Imperia, i piani già presentati saranno rimodulati.
A queste risorse si aggiungono i 159 milioni di euro destinati dalla Regione alla Città Metropolitana di Genova e alle Province di Imperia, Savona e La Spezia nell'ambito del riparto 2025 del Fondo nazionale trasporti, 16,8 milioni in più rispetto all'anno precedente.
Sul fronte degli investimenti, la Regione ha inoltre reso permanente la possibilità di anticipare il 100% delle risorse alle aziende di trasporto pubblico locale, evitando che debbano sostenere direttamente i costi in attesa dell'erogazione dei finanziamenti.
Bucci ha sottolineato che i 40 milioni rappresentano una misura legata alla situazione finanziaria di Amt e non un aumento strutturale del finanziamento al servizio. “I 40 milioni sono messi lì per coprire le eventuali mancanze di liquidità emerse da quanto dichiarato da Amt, ma i bilanci non sono ancora approvati. Quando avremo i bilanci reali vedremo quanti soldi serviranno; probabilmente ne serviranno molti meno”, ha dichiarato.
Il presidente della Regione ha quindi distinto il contributo una tantum dalle risorse strutturali. “Questi 40 milioni non sono la parte strutturale: la parte strutturale sono i 110 che abbiamo dato tutti gli anni per poter risolvere il problema. Con questi 110 l’azienda deve andare alla grande, deve ridare tutti i servizi”, ha affermato.
Bucci ha citato anche il caso di Milano, dove il Comune contribuisce con circa 200 milioni di euro al trasporto pubblico locale, per sottolineare la necessità di un impegno condiviso: “Tutti devono tirarsi su le maniche e lavorare per risolvere un problema che è strutturale”.
Sul mantenimento degli impegni assunti dalla Regione, il governatore è stato netto: “Noi manteniamo tutte le promesse che abbiamo fatto”. Bucci ha confermato anche i 15 milioni aggiuntivi previsti dal contratto di servizio per la Città Metropolitana.
Il presidente ha inoltre spiegato che, una volta approvato il piano di risanamento dal tribunale, previsto tra settembre e ottobre, bisognerà definire come impiegare al meglio le risorse e chi assumerà la responsabilità della governance di Amt. Tra le ipotesi indicate anche un possibile ingresso diretto della Regione nel capitale dell'azienda oppure un contributo al Comune accompagnato da un comitato di sorveglianza regionale.
Scajola ha illustrato nel dettaglio la composizione del pacchetto. “40 milioni sono destinati al Comune di Genova per interventi strutturali che ricadranno su Amt, servizio regionale e provinciale nella città metropolitana. È un importante impegno con fondi interamente regionali”.
Sui prepensionamenti l'assessore ha precisato: “1,7 milioni andranno alle realtà imperiese e genovese per il prepensionamento. Un accordo fatto su richiesta dei sindacati, per aiutare le persone che abbiano fatto richiesta di andare in prepensionamento. Sono 88 in totale, prevalentemente dipendenti dell’azienda genovese, ma una parte importante sono anche imperiesi”.
Il dato è stato successivamente precisato nel comunicato ufficiale della Regione: i 63 lavoratori genovesi sono dipendenti di Amt e i 25 imperiesi di Riviera Trasporti.
Scajola ha poi ricordato che la Regione ha reso strutturale l'anticipo del 100% delle risorse alle aziende di trasporto per gli investimenti. “Prima era solamente annuale, rinnovabile; adesso è strutturale”, ha detto.
L'assessore ha sottolineato anche il contributo diretto della Regione al settore: “Ogni anno la Regione Liguria di fondi propri mette oltre 50 milioni a disposizione del trasporto pubblico locale. Quello che presentiamo oggi è qualcosa che non spetterebbe a noi, ma lo facciamo per senso di responsabilità, per aiutare i territori, le amministrazioni locali, le aziende e soprattutto i cittadini”.
Scajola ha inoltre confermato che le risorse sono già disponibili, attraverso il Fondo Strategico regionale, e che non è necessario attendere altri enti per l'erogazione.
Sul fronte dei pensionamenti anticipati, i due esponenti della Regione hanno ricordato che la dotazione complessiva è di 3,3 milioni di euro per il biennio 2026-2027: “Partiamo con Amt e Riviera Trasporti dando questa possibilità a 88 lavoratori, via via sosterremo tutte le altre aziende a seguito della presentazione dei vari piani”.
NATALE (PD): “BUCCI E SCAJOLA ANNUNCIANO RISORSE GIÀ PROGRAMMATE E RISAPUTE. ORA BASTA FUFFA: SERVONO RISORSE VERE PER IL TPL DI TUTTA LA LIGURIA”
“Quando Totò provava a vendere la Fontana di Trevi era più realistico e credibile di Bucci e Scajola che, sul Tpl, hanno annunciato stanziamenti risaputi e già programmati. Sarebbe ora di finirla con gli annunci e mettere in campo un piano vero per il trasporto pubblico regionale, con risorse aggiuntive e una strategia che guardi a tutta la Liguria e non soltanto ai territori che fanno più comodo al presidente della Regione e all’assessore ai Trasporti”, dichiara il segretario del PD Liguria Davide Natale su fondi per il Tpl annunciati da Bucci e Scajola. “Ricapitolando: le risorse per il fondino, le fuoriuscite e le altre misure di cui si parla sono già state ampiamente illustrate e discusse anche in consiglio regionale. I 40 milioni di euro annunciati non sono una novità: erano già stati previsti nella manovra precedente. A questi si aggiungono risorse provenienti dal Fondo nazionale che, nonostante siano complessivamente superiori rispetto all’anno scorso, non sono nemmeno sufficienti a coprire l’adeguamento derivante dal rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri. Quindi di cosa stiamo parlando? Il duo Bucci-Scajola deve avere un conto aperto con il trasporto pubblico, e in particolare con La Spezia, a cui: prima hanno tolto risorse perché più lontani dal confine francese; poi hanno rimodulato le percentuali e sottratto circa 200 mila euro; adesso intervengono sul fondino - una misura già ampiamente pubblicizzata e discussa - che per il 2026 interessa soltanto il territorio imperiese e per il 2027 ancora Imperia, lasciando a bocca asciutta La Spezia e Savona. Capisco che Bucci abbia un occhio di riguardo per Genova, così come capisco che Scajola abbia un occhio per Imperia, ma la Liguria è molto più ampia della somma dei due occhi dei due uomini di governo della Regione”, sottolinea Natale. “Se Bucci voleva annunciare le stesse cose che abbiamo sentito oggi, poteva tranquillamente continuare ancora qualche giorno la sua vacanza in barca a vela: non sarebbe cambiato nulla. Abbiamo le tasche piene di annunci. Il tema vero, invece, è un altro: servono risorse ulteriori e vere per il trasporto pubblico regionale. Se è vero che a La Spezia e Savona non ci sono esuberi, esiste comunque un problema di sostenibilità del servizio e soprattutto la necessità di implementare le corse. Perché in Liguria assistiamo ormai da tempo a una progressiva riduzione del trasporto pubblico, a partire dai Comuni dell’entroterra, come è stato denunciato anche recentemente. Bucci e Scajola sono chiamati a occuparsi di questi problemi. Servono un piano complessivo capace di garantire il diritto alla mobilità in tutta la Liguria”, conclude.
GIORDANO (M5S): “BUCCI NON PRENDA IN GIRO I GENOVESI: I 40 MILIONI NON SONO I 15 MILIONI PROMESSI. E SULLA CRISI DI AMT NON PUÒ FINGERSI UN OSSERVATORE ESTERNO”
“Bucci e Scajola possono fare tutte le conferenze stampa che vogliono, ma i numeri restano tali: i 40 milioni di euro destinati alla ricapitalizzazione di AMT non sono i 15 milioni annui promessi per il contratto di servizio. Sono due partite completamente diverse. E quei 15 milioni, ad oggi, negli atti di bilancio non si vedono”. Così il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, secondo cui “la Regione aveva assunto un impegno preciso: 15 milioni in più ogni anno per contribuire all’incremento del contratto di servizio. Se Bucci sostiene che tutti gli impegni saranno rispettati, faccia allora una cosa molto semplice: metta quei 15 milioni nel bilancio regionale e dica quando saranno erogati. In caso contrario, siamo davanti all’ennesimo gioco delle tre carte, dove si utilizzano risorse già previste per la ricapitalizzazione per far credere ai genovesi che sia stato coperto anche ciò che continua invece a mancare”. Per Giordano, “confondere un finanziamento una tantum da 40 milioni con uno strutturale da 15 milioni all’anno è politicamente scorretto e finanziariamente insostenibile. AMT ha bisogno di risorse certe e continuative, non di annunci. Ricordiamo, peraltro, che cambiare poltrona non cancella le responsabilità politiche né la memoria di quanto avvenuto proprio durante gli anni della sua amministrazione: Bucci non può presentarsi oggi come il salvatore di AMT dimenticando il ruolo ricoperto fino al 2024, con tutti gli errori commessi. Se l’azienda si trova in questa situazione, infatti, è legittimo chiedere conto anche delle scelte, della gestione e della vigilanza esercitate come sindaco di Genova. Basta annunci riciclati e basta scaricabarile: la Regione rispetti gli impegni presi fino all’ultimo euro e Bucci si assuma fino in fondo le responsabilità del ruolo che ha avuto e di quello che ricopre oggi”, conclude Giordano.
PASTORINO (LISTA ORLANDO) E D’ACQUI (LINEA CONDIVISA): “BUCCI E SCAJOLA NON ABBIANO LA MEMORIA CORTA: MANCANO I 15 MILIONI PROMESSI DALLA REGIONE”
“C’è da sperare che Bucci e Scajola non abbiano la memoria corta. Oggi enfatizzano le risorse stanziate per consentire a una quota di lavoratori di AMT e ATP di accedere al prepensionamento, ma sembrano dimenticare un impegno ben preciso assunto dalla Regione pochi mesi fa: i 15 milioni di euro aggiuntivi all’anno destinati ad AMT per il bacino genovese”. Lo dichiarano Gianni Pastorino, consigliere regionale della Lista Orlando e rappresentante di Linea Condivisa, e Rossella D’Acqui, presidente di Linea Condivisa, intervenendo sul piano di risanamento di AMT. “Parliamo di un impegno contenuto nella lettera del 13 febbraio 2026, firmata dallo stesso presidente Bucci. Il quadro era molto chiaro: 15 milioni di euro a carico della Regione Liguria, 5 milioni del Comune di Genova e 700 mila euro della Città Metropolitana, per un incremento complessivo del corrispettivo annuale pari a 20,7 milioni di euro. Comune e Città Metropolitana hanno previsto le rispettive quote nei loro assestamenti di bilancio. Nell’assestamento regionale, invece, dei 15 milioni promessi non c’è traccia. Ed è proprio la quota più consistente, oltre che indispensabile per dare concretezza al piano di risanamento e portare il contributo complessivo annuale della Regione per l'azienda genovese a circa 110 milioni di euro. Il punto è molto semplice: il piano di risanamento di AMT non può fare a meno di quelle risorse. Piuttosto che fare annunci in pompa magna, sarebbe sufficiente mettere a bilancio quanto promesso e sottoscritto. Sarebbe un segnale molto più concreto per l’azienda, per i lavoratori e per il futuro del trasporto pubblico. Ancora una volta abbiamo l’impressione che la comunicazione politica rischi di superare la politica vera. Ma una lettera di intenti firmata a febbraio non può essere semplicemente dimenticata ad agosto. La Regione chiarisca quindi dove sono i 15 milioni e quando intende renderli effettivamente disponibili”.
AVS: “LA REGIONE NON GIOCHI SULLA PELLE DI LAVORATORI E CITTADINI: I 15 MILIONI PROMESSI VANNO STANZIATI”
La Regione non scherzi sui sacrifici dei lavoratori e delle lavoratrici AMT, le scacchiere dei partiti restino nelle aule della politica". Questa la condanna della capogruppo AVS in Consiglio comunale a Genova Francesca Ghio e delle segretarie provinciali di AVS Genova, Simona Cosso (Sinistra Italiana) e Giorgia Parodi (Europa Verde) alla notizia che Regione Liguria non darà i soldi promessi per l’incremento, a partire dal 2026, del corrispettivo annuale a favore dell’azienda di trasporto pubblico genovese. "Sul trasporto pubblico locale non si può giocare sulla pelle della cittadinanza e sui sacrifici che l’azienda sta compiendo da anni - sottolinea Ghio -. Pretendiamo serietà, impegno e responsabilità nel mantenere la parola data sull’impegno dei 15 milioni aggiuntivi”. “Sarebbe paradossale, oltre che gravissimo, se proprio Marco Bucci, dopo avere contribuito con le scelte scellerate delle sue amministrazioni a portare AMT nella situazione drammatica che conosciamo, oggi da presidente della Regione venisse meno agli impegni presi per consentire all’azienda di risollevarsi. Quei 15 milioni di euro non sono una concessione alla Giunta Salis: sono una parte fondamentale del piano di risanamento e un impegno che lo stesso Bucci aveva pubblicamente garantito. Adesso quelle parole devono trasformarsi in risorse concrete” dichiarano congiuntamente la segretaria provinciale di Sinistra Italia - AVS Genova, Simona Cosso e la co-portavoce provinciale di Europa Verde Genova - AVS Giorgia Parodi. “Deve essere chiaro a tutti che non stanziare quei 15 milioni non significa fare un dispetto politico al Comune di Genova o alla nuova amministrazione. Significa rischiare di dare il colpo di grazia ad AMT, un’azienda già duramente provata dalle conseguenze delle scelte compiute negli anni delle giunte di centrodestra e che oggi sta affrontando un percorso di risanamento estremamente complesso. In questi mesi l’assessore Emilio Robotti si è trovato a gestire una situazione difficilissima, cercando di tenere insieme la necessità di risanare i conti con quella di garantire ai genovesi un servizio pubblico essenziale, nonostante la scarsità delle risorse, e di rispettare gli impegni nei confronti dei lavoratori e dei fornitori. Un lavoro complicato che inevitabilmente ha comportato anche scelte dolorose e sul quale non possono ora scaricarsi ulteriori incertezze finanziarie. Comune e Città Metropolitana hanno messo nero su bianco i propri impegni. Regione Liguria deve fare altrettanto. Bucci e Scajola dicano subito quando e come saranno stanziati i 15 milioni promessi. AMT, i suoi lavoratori e soprattutto le migliaia di cittadini che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico genovese non possono diventare ostaggi di uno scontro politico”. Concludono Parodi e Cosso.
BRUZZONE (LISTA CIVICA SILVIA SALIS SINDACA): “LA REGIONE RISPETTI GLI IMPEGNI: GENOVA NON PUÒ ESSERE LASCIATA SOLA”*
"Il risanamento di AMT richiede responsabilità, risorse certe e il rispetto degli impegni assunti da tutte le istituzioni. Il Comune di Genova e la Città Metropolitana hanno fatto la propria parte, prevedendo nei rispettivi assestamenti di bilancio i 5 milioni e i 700 mila euro concordati. All’appello mancano ancora i 15 milioni di euro promessi dalla Regione Liguria. Lo dichiara Filippo Bruzzone, capogruppo in Consiglio comunale della Lista Civica Silvia Salis Sindaca, intervenendo sul piano di risanamento dell’azienda di trasporto pubblico genovese. "Quelle risorse non rappresentano una concessione né una promessa generica, ma un impegno preciso, messo nero su bianco nella lettera firmata il 13 febbraio 2026 dal presidente Bucci. Sono fondi indispensabili per dare solidità al piano, tutelare i lavoratori e garantire ai cittadini un servizio pubblico efficiente. Accogliamo positivamente ogni misura che possa accompagnare i lavoratori verso il prepensionamento e contribuire al riequilibrio dell’azienda. Tuttavia, questi interventi non possono diventare il modo per distogliere l’attenzione dalla questione centrale: la Regione deve ancora stanziare la quota più consistente delle risorse concordate. L’amministrazione guidata dalla sindaca Silvia Salis sta affrontando con serietà una situazione complessa, assumendosi fino in fondo la propria responsabilità. Ci aspettiamo lo stesso atteggiamento dalla Regione. AMT è un’infrastruttura essenziale per Genova e per l’intera area metropolitana: non può essere terreno di annunci o contrapposizioni politiche. Bucci e Scajola chiariscano quindi quando i 15 milioni saranno inseriti nel bilancio regionale. Genova non chiede favori: chiede semplicemente che venga rispettato un accordo sottoscritto e che ciascuna istituzione faccia concretamente la propria parte".
BAGNASCO (FORZA ITALIA): “REGIONE LIGURIA SOSTIENE IL TPL CON RISORSE MAI VISTE PRIMA E LA SINISTRA SI LAMENTA ANCORA”
“Stupisce che, nel giorno in cui da Regione Liguria arrivano risorse straordinarie per il trasporto pubblico locale, oltre 41 milioni, la sinistra non trovi di meglio che far urlare a tutti i suoi consiglieri per chiedere ancora più soldi. I 15 milioni di cui parlano i consiglieri del Pd sono quelli che la Regione si è impegnata a garantire sulla base del prossimo riparto dei fondi statali, che verranno erogati entro l’anno solare, ancora una volta solo ed esclusivamente per garantire supporto alle aziende del Tpl ligure. Anziché ringraziare Regione che conferma uno sforzo economico mai visto e che peraltro non era tenuta a compiere, i consiglieri dem fanno polemica preventiva”. Così Carlo Bagnasco, consigliere regionale di Forza Italia, risponde alle accuse sollevate da diversi consiglieri regionali del Pd a fronte dello stanziamento di 41,7 milioni di euro da parte di Regione Liguria, che vanno ad aggiungersi ai 159 milioni del riparto nazionale, per sostenere le aziende di trasporto pubblico locale in difficoltà. “Con i fondi stanziati oggi da Regione Liguria, si danno risposte alle richieste pervenute da tutto il mondo sindacale, per agevolare anche il pensionamento di molti dipendenti. Stupisce semmai che le proteste arrivino persino da rappresentanti di enti come Città Metropolitana e Comune di Genova che dovrebbero essere chiamati a fare la propria parte per garantire un servizio che invece subisce ogni giorno tagli sul territorio genovese. Quanto alle lagnanze del consigliere Davide Natale, che contesta l’impegno per l’accompagnamento alla pensione di 88 lavoratori delle aziende di Genova e Imperia, è persino inutile ricordare che il fondo è a disposizione di tutte le aziende di Tpl ligure, che devono presentare analoghi piani per ottenere i fondi necessari”, conclude Carlo Bagnasco, ringraziando il presidente della Regione Marco Bucci e l’assessore ai Trasporti Marco Scajola per il decisivo impegno a tutela di un servizio indispensabile come il trasporto pubblico locale.
FILT CGIL: "POSITIVO L’INTERVENTO ECONOMICO E FINANZIARIO MESSO IN CAMPO DALLA REGIONE LIGURIA A SOSTEGNO DEL SISTEMA DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE LIGURE"
"In una fase estremamente delicata per il futuro della mobilità pubblica regionale, ogni risorsa destinata al settore rappresenta un elemento importante. Riteniamo tuttavia necessario fare chiarezza sulla reale portata delle risorse aggiuntive annunciate. I 15 milioni di euro aggiuntivi destinati al TPL ligure, infatti, non possono essere considerati esclusivamente come il frutto di un nuovo e straordinario impegno finanziario della Regione. Tali risorse derivano dall’incremento del Fondo Nazionale Trasporti già previsto e finanziato dalla Legge di Bilancio 2022, approvata dal Governo Draghi. Per questo motivo riteniamo che la prima scelta debba essere quella di aumentare in maniera significativa e strutturale il Fondo Nazionale Trasporti, destinando al Trasporto Pubblico Locale una parte delle risorse pubbliche oggi previste per l’incremento della spesa militare e per il riarmo. È necessario rimettere al centro le priorità del Paese: le risorse pubbliche devono essere utilizzate anche per garantire servizi essenziali e diritti fondamentali dei cittadini. Il diritto alla mobilità, la qualità del trasporto pubblico e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti devono rappresentare una priorità. Un Fondo Nazionale Trasporti adeguatamente finanziato rappresenta una condizione indispensabile per garantire stabilità e prospettiva al settore. Non è possibile continuare a chiedere alle Regioni e agli enti territoriali di far fronte alle crescenti necessità del TPL senza un adeguato finanziamento nazionale. Parallelamente, riteniamo che la Regione Liguria e gli enti territoriali – Comuni, Province e Città Metropolitana di Genova – debbano compiere un ulteriore e necessario passo in avanti, mettendo in campo maggiori risorse proprie per garantire la sostenibilità del sistema. Per garantire un futuro al TPL ligure servono quindi più risorse nazionali, attraverso l’incremento del Fondo Nazionale Trasporti, ulteriori risorse regionali strutturali in conto esercizio e un maggiore impegno finanziario degli enti territoriali. Il problema, infatti, non può essere affrontato esclusivamente attraverso interventi una tantum, risorse straordinarie o operazioni finanziarie. Il sistema del TPL ligure ha bisogno di certezza e stabilità delle risorse necessarie a garantire il servizio quotidiano, sostenere i costi del personale, mantenere adeguati livelli di manutenzione e sicurezza e programmare gli investimenti necessari per il futuro. Non è più rinviabile una discussione seria sul finanziamento strutturale del Trasporto Pubblico Locale regionale. Il TPL non è un costo da comprimere, ma un servizio pubblico essenziale per cittadini, lavoratori, studenti, anziani e per l’intero sistema economico e produttivo della Liguria. Le aziende del trasporto pubblico ligure stanno affrontando difficoltà importanti e una situazione che richiede scelte coraggiose e una prospettiva di lungo periodo. Non basta intervenire per affrontare le emergenze: occorre creare le condizioni economiche affinché il sistema possa programmare, investire, assumere personale, rinnovare i mezzi e garantire un servizio adeguato alle esigenze dei cittadini e dei territori. Per questo chiediamo alla Regione Liguria di incrementare in maniera strutturale le risorse regionali in conto esercizio destinate al TPL, accompagnando gli interventi già messi in campo con un impegno finanziario aggiuntivo e continuativo. La FILT CGIL è pronta a confrontarsi con la Regione Liguria, con i Comuni, le Province, la Città Metropolitana di Genova e con le aziende del settore, per costruire un percorso condiviso che abbia come obiettivo il rilancio complessivo del Trasporto Pubblico Locale ligure, garantendo qualità del servizio, tutela dei lavoratori e diritto alla mobilità. Perché senza risorse adeguate non esiste risanamento che tenga. E senza un TPL forte, efficiente e pubblico, la Liguria rischia di compromettere il diritto alla mobilità dei propri cittadini e lo sviluppo economico e sociale dei propri territori".