La bocciatura alla Camera della proposta di deroga al Codice della Strada - art. 157, comma 7-bis - sulla possibilità per i conducenti di mezzi pesanti sprovvisti di climatizzatore da fermo di tenere il motore acceso durante le soste, desta forte preoccupazione.
È una decisione che non tiene conto delle condizioni reali in cui migliaia di autisti lavorano ogni giorno, soprattutto con le temperature estreme di queste settimane.
Durante la pandemia sono stati definiti “eroi” perché hanno garantito il trasporto e la consegna dei beni di prima necessità. Oggi rischiano di essere lasciati soli di fronte a condizioni di lavoro insostenibili. Gli autisti dei mezzi pesanti non sostano solo nei piazzali aziendali. Spesso attendono per ore all’esterno dei porti, nelle aree di sosta, lungo le strade o davanti ai luoghi di consegna, sotto il sole e con temperature esterne che superano i 40°C. All’interno delle cabine, dove il climatizzatore può funzionare solo a motore acceso, la temperatura percepita può raggiungere livelli estremi. La cabina è a tutti gli effetti il luogo di lavoro e, in molti casi, anche di riposo dell’autista. Per chi trascorre molte ore alla guida, garantire condizioni adeguate di temperatura e vivibilità ha conseguenze dirette sul benessere psicofisico, sulla qualità del riposo e quindi sulla sicurezza stradale. Un autista che non riposa a causa del caldo eccessivo inizia le successive ore di guida in condizioni di maggiore stanchezza e stress. La sicurezza stradale va considerata nella sua complessità: non riguarda solo la marcia del veicolo, ma anche le condizioni in cui il conducente lavora, attende e riposa.
Preso atto della bocciatura, chiediamo al Governo e al Parlamento di individuare soluzioni alternative cogenti. Se non è possibile mantenere il motore acceso, va introdotto l’obbligo per i costruttori di installare di serie sistemi di climatizzazione da fermo sui mezzi pesanti, così come già avviene per i sistemi di riscaldamento.
Chiediamo inoltre che tali dispositivi siano riconosciuti, per questa categoria professionale, tra gli strumenti necessari alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Non possiamo pretendere il rispetto rigoroso dei tempi di guida e di riposo ignorando le condizioni ambientali in cui quei riposi devono essere effettuati. Un autista riposato significa maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada.
Dalla Liguria parte la nostra richiesta a tutela dei dei numerosissimi camionisti sul territorio. Chiediamo al Governo l’apertura immediata di un confronto con le rappresentanze sindacali per definire una normativa che garantisca condizioni dignitose e sicure durante le soste e i riposi. Se la deroga non è percorribile, il Governo deve indicare l’alternativa.
I camionisti non chiedono privilegi. Chiedono di poter lavorare e riposare in condizioni dignitose e sicure.
Se queste richieste continueranno a restare inascoltate, siamo pronti ad avviare con FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, a tutti i livelli, una mobilitazione condivisa e coordinata.






