Trasporti e viabilità - 11 agosto 2026, 14:22

Trasporto pubblico, la Regione stanzia 40 milioni per salvare Amt. Bucci: “Quando avremo i bilanci reali vedremo quanti soldi serviranno”

Ulteriori 1,7 milioni finanzieranno il pensionamento anticipato di 88 lavoratori: 63 dipendenti di Amt nel 2026 e 25 di Riviera Trasporti nel 2027

Trasporto pubblico, la Regione stanzia 40 milioni per salvare Amt. Bucci: “Quando avremo i bilanci reali vedremo quanti soldi serviranno”

La Regione Liguria stanzia 41,7 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. Di questi, 40 milioni sono destinati al Comune di Genova per gli investimenti previsti dal piano industriale di risanamento di Amt, mentre 1,7 milioni finanzieranno il pensionamento anticipato di 88 lavoratori: 63 dipendenti di Amt nel 2026 e 25 di Riviera Trasporti nel 2027. Il pacchetto è stato presentato oggi dal presidente della Regione Marco Bucci e dall'assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola.

Lo stanziamento rende operativo quanto previsto dalla legge regionale 4/2026. Nel dettaglio, 1 milione e 275 mila euro andranno alla Città Metropolitana di Genova per il pensionamento anticipato dei 63 dipendenti di Amt, mentre 425 mila euro saranno destinati alla Provincia di Imperia per i 25 dipendenti di Riviera Trasporti.

I 40 milioni costituiscono invece un contributo destinato al Comune di Genova per gli investimenti inseriti nel piano industriale di risanamento di Amt. La concessione delle risorse sarà condizionata all'omologazione, da parte del Tribunale di Genova, degli accordi di ristrutturazione dei debiti stipulati dall'azienda con i propri creditori.

Per gli esodi anticipati, la Regione ha previsto complessivamente 3,3 milioni di euro per il biennio 2026-2027. Le risorse potranno essere assegnate ai territori sulla base dei piani presentati dalle aziende di trasporto. Per Genova e Imperia, i piani già presentati saranno rimodulati.

A queste risorse si aggiungono i 159 milioni di euro destinati dalla Regione alla Città Metropolitana di Genova e alle Province di Imperia, Savona e La Spezia nell'ambito del riparto 2025 del Fondo nazionale trasporti, 16,8 milioni in più rispetto all'anno precedente.

Sul fronte degli investimenti, la Regione ha inoltre reso permanente la possibilità di anticipare il 100% delle risorse alle aziende di trasporto pubblico locale, evitando che debbano sostenere direttamente i costi in attesa dell'erogazione dei finanziamenti.

Bucci ha sottolineato che i 40 milioni rappresentano una misura legata alla situazione finanziaria di Amt e non un aumento strutturale del finanziamento al servizio. “I 40 milioni sono messi lì per coprire le eventuali mancanze di liquidità emerse da quanto dichiarato da Amt, ma i bilanci non sono ancora approvati. Quando avremo i bilanci reali vedremo quanti soldi serviranno; probabilmente ne serviranno molti meno”, ha dichiarato.

Il presidente della Regione ha quindi distinto il contributo una tantum dalle risorse strutturali. “Questi 40 milioni non sono la parte strutturale: la parte strutturale sono i 110 che abbiamo dato tutti gli anni per poter risolvere il problema. Con questi 110 l’azienda deve andare alla grande, deve ridare tutti i servizi”, ha affermato.

Bucci ha citato anche il caso di Milano, dove il Comune contribuisce con circa 200 milioni di euro al trasporto pubblico locale, per sottolineare la necessità di un impegno condiviso: “Tutti devono tirarsi su le maniche e lavorare per risolvere un problema che è strutturale”.

Sul mantenimento degli impegni assunti dalla Regione, il governatore è stato netto: “Noi manteniamo tutte le promesse che abbiamo fatto”. Bucci ha confermato anche i 15 milioni aggiuntivi previsti dal contratto di servizio per la Città Metropolitana.

Il presidente ha inoltre spiegato che, una volta approvato il piano di risanamento dal tribunale, previsto tra settembre e ottobre, bisognerà definire come impiegare al meglio le risorse e chi assumerà la responsabilità della governance di Amt. Tra le ipotesi indicate anche un possibile ingresso diretto della Regione nel capitale dell'azienda oppure un contributo al Comune accompagnato da un comitato di sorveglianza regionale.

Scajola ha illustrato nel dettaglio la composizione del pacchetto. “40 milioni sono destinati al Comune di Genova per interventi strutturali che ricadranno su Amt, servizio regionale e provinciale nella città metropolitana. È un importante impegno con fondi interamente regionali”.

Sui prepensionamenti l'assessore ha precisato: “1,7 milioni andranno alle realtà imperiese e genovese per il prepensionamento. Un accordo fatto su richiesta dei sindacati, per aiutare le persone che abbiano fatto richiesta di andare in prepensionamento. Sono 88 in totale, prevalentemente dipendenti dell’azienda genovese, ma una parte importante sono anche imperiesi”.

Il dato è stato successivamente precisato nel comunicato ufficiale della Regione: i 63 lavoratori genovesi sono dipendenti di Amt e i 25 imperiesi di Riviera Trasporti.

Scajola ha poi ricordato che la Regione ha reso strutturale l'anticipo del 100% delle risorse alle aziende di trasporto per gli investimenti. “Prima era solamente annuale, rinnovabile; adesso è strutturale”, ha detto.

L'assessore ha sottolineato anche il contributo diretto della Regione al settore: “Ogni anno la Regione Liguria di fondi propri mette oltre 50 milioni a disposizione del trasporto pubblico locale. Quello che presentiamo oggi è qualcosa che non spetterebbe a noi, ma lo facciamo per senso di responsabilità, per aiutare i territori, le amministrazioni locali, le aziende e soprattutto i cittadini”.

Scajola ha inoltre confermato che le risorse sono già disponibili, attraverso il Fondo Strategico regionale, e che non è necessario attendere altri enti per l'erogazione.

Sul fronte dei pensionamenti anticipati, i due esponenti della Regione hanno ricordato che la dotazione complessiva è di 3,3 milioni di euro per il biennio 2026-2027: “Partiamo con Amt e Riviera Trasporti dando questa possibilità a 88 lavoratori, via via sosterremo tutte le altre aziende a seguito della presentazione dei vari piani”.

NATALE (PD): “BUCCI E SCAJOLA ANNUNCIANO RISORSE GIÀ PROGRAMMATE E RISAPUTE. ORA BASTA FUFFA: SERVONO RISORSE VERE PER IL TPL DI TUTTA LA LIGURIA”

“Quando Totò provava a vendere la Fontana di Trevi era più realistico e credibile di Bucci e Scajola che, sul Tpl, hanno annunciato stanziamenti risaputi e già programmati. Sarebbe ora di finirla con gli annunci e mettere in campo un piano vero per il trasporto pubblico regionale, con risorse aggiuntive e una strategia che guardi a tutta la Liguria e non soltanto ai territori che fanno più comodo al presidente della Regione e all’assessore ai Trasporti”, dichiara il segretario del PD Liguria Davide Natale su fondi per il Tpl annunciati da Bucci e Scajola. “Ricapitolando: le risorse per il fondino, le fuoriuscite e le altre misure di cui si parla sono già state ampiamente illustrate e discusse anche in consiglio regionale. I 40 milioni di euro annunciati non sono una novità: erano già stati previsti nella manovra precedente. A questi si aggiungono risorse provenienti dal Fondo nazionale che, nonostante siano complessivamente superiori rispetto all’anno scorso, non sono nemmeno sufficienti a coprire l’adeguamento derivante dal rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri. Quindi di cosa stiamo parlando? Il duo Bucci-Scajola deve avere un conto aperto con il trasporto pubblico, e in particolare con La Spezia, a cui: prima hanno tolto risorse perché più lontani dal confine francese; poi hanno rimodulato le percentuali e sottratto circa 200 mila euro; adesso intervengono sul fondino - una misura già ampiamente pubblicizzata e discussa - che per il 2026 interessa soltanto il territorio imperiese e per il 2027 ancora Imperia, lasciando a bocca asciutta La Spezia e Savona. Capisco che Bucci abbia un occhio di riguardo per Genova, così come capisco che Scajola abbia un occhio per Imperia, ma la Liguria è molto più ampia della somma dei due occhi dei due uomini di governo della Regione”, sottolinea Natale. “Se Bucci voleva annunciare le stesse cose che abbiamo sentito oggi, poteva tranquillamente continuare ancora qualche giorno la sua vacanza in barca a vela: non sarebbe cambiato nulla. Abbiamo le tasche piene di annunci. Il tema vero, invece, è un altro: servono risorse ulteriori e vere per il trasporto pubblico regionale. Se è vero che a La Spezia e Savona non ci sono esuberi, esiste comunque un problema di sostenibilità del servizio e soprattutto la necessità di implementare le corse. Perché in Liguria assistiamo ormai da tempo a una progressiva riduzione del trasporto pubblico, a partire dai Comuni dell’entroterra, come è stato denunciato anche recentemente. Bucci e Scajola sono chiamati a occuparsi di questi problemi. Servono un piano complessivo capace di garantire il diritto alla mobilità in tutta la Liguria”, conclude.

Chiara Orsetti

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