Attualità - 13 agosto 2026, 09:24

Sicurezza alimentare al collasso, Cgil lancia l'allarme: "12 tecnici su 50, controlli a rischio"

Il presidio del Dipartimento di Prevenzione dell'ATS3 sotto di personale mette a rischio i controlli su bar, ristoranti, mense e filiere alimentari

Immagine di repertorio

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Una carenza di organico importante, con oltre trentacinque unità in meno rispetto al numero previsto, con conseguente rischio per i controlli su bar, ristoranti e filiere alimentari.

L'allarme arriva dal Segretario Generale della Fp Cgil Genova Luca Infantino, che denuncia una paralisi operativa ormai insostenibile nella Struttura Complessa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (IAN), presidio fondamentale del Dipartimento di Prevenzione dell'ATS Area 3 Genovese.

L'ufficio, incaricato di eseguire le verifiche igienico-sanitarie su bar, ristoranti, mense, industrie alimentari e di operare frequentemente al fianco delle forze dell'ordine nei blitz del territorio, si trova oggi ad affrontare un'incredibile carenza di personale. I numeri tratteggiano un quadro drammatico: la struttura dispone attualmente di soli 12 tecnici, a fronte dei 50 previsti dai decreti ministeriali in proporzione alla popolazione residente nel capoluogo ligure.

A complicare ulteriormente lo scenario c'è il blocco della macchina burocratica. Il piano assunzioni prevede l'ingresso di appena due nuove unità, le quali risultano tuttavia ancora congelate nei passaggi amministrativi. Nel frattempo, la gestione delle pratiche d'ufficio grava su un solo addetto part-time; questa totale assenza di supporto costringe gli ispettori sul campo a farsi carico della burocrazia, sottraendo ore preziose ai sopralluoghi e alle ispezioni sulle attività commerciali.

"I controlli sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica rischiano di subire un pesante stop", dichiara Luca Infantino, evidenziando come la mancata programmazione dell'Azienda sanitaria rischi di scaricare sulla cittadinanza le conseguenze dei ritardi e dei disservizi.

La richiesta diretta alle Direzioni competenti è chiara: serve lo sblocco immediato dei contratti in itinere, un adeguamento tempestivo dell'organico ai parametri previsti dalla legge e un deciso potenziamento degli uffici amministrativi, interventi non più rinviabili per consentire alla struttura di svolgere appieno la sua funzione a tutela della salute dei cittadini.

Redazione

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