Politica - 16 agosto 2026, 14:32

Ponte Morandi, Terrile replica a Piciocchi: “L’accordo del 2021 non è tombale. Salis ha avuto il coraggio di tutelare Genova”

Il vicesindaco interviene nello scontro sul risarcimento chiesto ad Autostrade: “Chi ha governato fino al 2025 si domandi se ha fatto tutto il possibile. Invece di fare polemica o difendere Aspi, stia dalla parte della città”

Si alza, ancora, il livello dello scontro politico sulla richiesta di un ulteriore risarcimento ad Autostrade per l’Italia per i danni subiti dal Comune in seguito al crollo del Ponte Morandi. Dopo l’attacco dell’ex vicesindaco Pietro Piciocchi alla sindaca Silvia Salis, arriva la replica dell’attuale vicesindaco Alessandro Terrile, che difende la decisione dell’amministrazione e torna sull’accordo sottoscritto nel 2021 tra Comune, Regione, Governo e Aspi.

“Leggo le polemiche sollevate dal centrodestra in merito alla richiesta di risarcimento per il crollo del Ponte Morandi annunciata dalla sindaca Silvia Salis lo scorso 14 agosto. Trovo la polemica incomprensibile, persino imbarazzante, proprio perché proviene da coloro che hanno gestito i rapporti tra Comune di Genova e Autostrade per l’Italia tra il 2018 e il 2025. Compreso l’accordo al ribasso sottoscritto ad ottobre 2021 da Comune, Regione, Governo e Autostrade”, afferma Terrile.

Il vicesindaco ricorda di aver vissuto quella fase da consigliere comunale e contesta le modalità con cui l’intesa arrivò in aula: “Lo ricordo bene, ero consigliere comunale: ci è stato sottoposto dalla sera alla mattina, senza alcuna discussione né in Comune né con la città, senza alcuna condivisione con l’avvocatura comunale, con il testo consegnato ai consiglieri comunali solo la notte prima del voto”.

Terrile punta poi il dito sugli effetti dell’accordo, a partire dal ritorno dei pedaggi: “Un accordo che ha previsto da subito, dal primo gennaio 2022, il ripristino dei pedaggi nei caselli della provincia, con un esborso a carico dei genovesi quantificato in 15 milioni di euro. Mentre, a quasi cinque anni dalla sottoscrizione, gli obblighi di Autostrade sono in gran parte ancora da attuarsi: tunnel subportuale, tunnel della Fontanabuona, nuovo svincolo di Multedo, per citare le opere principali”.

Al centro dell’intervento ci sono anche i 100 milioni di euro destinati dall’intesa a investimenti per la mobilità nel territorio comunale. Secondo il vicesindaco, “buona parte delle risorse deve ancora essere spesa”. Terrile parla di 54 milioni di euro impegnati, soprattutto per progetti legati al telecontrollo della mobilità, e solleva un ulteriore tema: “Di questi 54 milioni, più di 4 milioni tornano a società del gruppo Autostrade, che trattiene in media il 9% del risarcimento per costi generali e amministrativi. Avete capito bene: Autostrade paga un risarcimento al Comune ma trattiene presso società del proprio gruppo il 9% del risarcimento per spese generali”.

Una scelta che, ricorda Terrile, sarebbe stata assunta nel 2022 dal tavolo tecnico di coordinamento composto da Comune, Regione e Autorità portuale. Poi il riferimento alla The Ocean Race: “Non c’entrerà con quella decisione, ma l’anno successivo alcune società del gruppo Autostrade sono state tra i principali sponsor della finale di The Ocean Race a Genova”.

È questo, sostiene il vicesindaco, “il quadro dei rapporti tra Comune e Autostrade che abbiamo trovato al nostro insediamento nel 2025”. Da qui parte il lavoro svolto negli ultimi mesi dalla civica Avvocatura, che secondo Terrile avrebbe portato Palazzo Tursi a una conclusione differente rispetto a quella sostenuta dal centrodestra.

“Un grande lavoro compiuto dall’Avvocatura del Comune di Genova ci ha condotto a ritenere che l’accordo dell’ottobre 2021 non possa essere definito tombale e completamente satisfattivo. Innanzitutto perché risarcisce i danni subiti dalla collettività genovese rappresentata dal Comune, ma non del Comune stesso, che ha diritto ad essere risarcito dei maggiori costi sostenuti, delle minori entrate e del danno d’immagine conseguente al crollo del Ponte Morandi”.

Terrile conferma quindi che il 31 luglio 2026, pochi giorni dopo la lettura della sentenza del Tribunale di Genova, la sindaca Salis e la direttrice della civica Avvocatura hanno inviato ad Autostrade “una formale diffida a provvedere all’ulteriore risarcimento dei danni subiti dal Comune di Genova”.

“Silvia Salis ha preso una decisione coraggiosa e chiara, che tutela la nostra città e i suoi abitanti”, prosegue il vicesindaco, che rivolge poi direttamente la critica agli esponenti della precedente amministrazione: “Chi oggi fa polemica o ironia, specie se ha avuto responsabilità di governo della città fino a pochi mesi fa, dovrebbe domandarsi se ha fatto tutto il possibile per assicurare a Genova e ai genovesi il giusto risarcimento per la tragedia del Morandi”.

Terrile conclude elencando ciò che, a suo giudizio, avrebbe potuto essere fatto negli anni precedenti: “Avrebbe potuto pretendere che fosse versato fino all’ultimo euro, senza trattenute. Avrebbe potuto ottenere almeno la fine della progettazione delle opere previste, mentre oggi manca l’uscita intermedia del tunnel subportuale e sono fermi il tunnel della Fontanabuona e il nuovo svincolo di Multedo. Avrebbe potuto chiedere consiglio all’avvocatura del Comune, che ci ha indicato la strada. Non l’ha fatto. Ora però, invece di fare polemica o difendere Autostrade, stia dalla parte della città”.

PICIOCCHI: “NESSUN MAXIRISARCIMENTO È POSSIBILE, L’ACCORDO CON ASPI È TOMBALE”

La controreplica di Piciocchi: “Nessun maxirisarcimento è possibile”

A stretto giro è arrivata una nuova replica di Pietro Piciocchi: “Non si illudano i cittadini genovesi con false promesse. Divampa la polemica solo perché la Sindaco di Genova Silvia Salis è stata messa nell'angolo e allora la maggioranza si arrocca nel fortino. Nessun maxirisarcimento è possibile per il crollo del Ponti Morandi: l'accordo del 2021 con Aspi può non piacere ma è tombale”, afferma l’ex vicesindaco.

Piciocchi richiama poi il ruolo del Governo Draghi nella definizione dell’intesa: “Ricordo che quell'accordo è stato scritto dal Governo Draghi, sostenuto da PD e M5S che oggi fanno finta di non ricordare. Leggo le interpretazioni più fantasiose per arrampicarsi sugli specchi e cercare di superare il tenore tombale della clausola che assiste l'accordo”.

La risposta entra quindi direttamente nel merito delle parole del vicesindaco: “Terrile sostiene che questa non valga per i danni subiti direttamente dal Comune di Genova. Ma quei danni - e io posso testimoniarlo da ex assessore al Bilancio - sono stati tutti risarciti ampiamente dallo Stato”.

Da qui le domande rivolte a Salis e Terrile: “Perché non avete detto quali sarebbero i danni subiti dall'Ente Comune di Genova non risarciti dallo Stato? Perché rinnegate l'accordo che il vostro Governo ha scritto, sostenuto e sottoposto agli enti locali nel 2021?”.

Piciocchi contesta anche i tempi dell’iniziativa: “Perché vi svegliate dopo oltre un anno che governate la Città - caso strano nel giorno dell'anniversario del crollo del Ponte - per fare le vergini e chiedere i maxi-risarcimenti? E a chi farete questa fantomatica mega causa?”.

Infine l’affondo politico: “Quello che è imbarazzante - caro Vice Sindaco - è utilizzare una tragedia come questa per comunicazioni di mero opportunismo politico. E non è stato solo il centrodestra ad avervi rimproverato per questo pessimo atteggiamento ma anche persone che dalla tragedia hanno sofferto molto”.

“Sarebbe questo il coraggio di tutelare gli interessi della Città? Per me delle due l'una: o è cinismo o superficialità. Entrambe le cose sono davvero molto gravi”, conclude Piciocchi.

F.A


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