Attualità - 21 agosto 2026, 19:03

Addio a Mario Gallese, l’uomo che trasformò una piccola osteria nel Baretto di tutta Genova

Aveva 93 anni. Arrivato giovanissimo dal Piemonte nel 1948, aveva contribuito a scrivere la storia di uno dei locali simbolo della città: “Non hai semplicemente gestito un’attività, hai creato una famiglia allargata e un pezzo di storia per tutti noi”. Domani i funerali nella chiesa di Nostra Signora della Consolazione

Foto Baretto Gallese

Foto Baretto Gallese

Ci sono persone che finiscono per diventare tutt’uno con i luoghi nei quali hanno trascorso una vita e Mario Gallese era una di queste. È morto all’età di 93 anni l’uomo che per decenni ha rappresentato l’anima del Baretto Gallese, storico punto di riferimento di via San Vincenzo e locale entrato nella quotidianità di generazioni di genovesi.

Una storia che, meno di un anno fa, avevamo raccontato anche sulle pagine de La Voce di Genova nella nostra rubrica dedicata alle Botteghe Storiche e ai Locali di Tradizione. A ripercorrerla era stato il figlio Luigi, raccontando quel padre arrivato giovanissimo dal Piemonte nel 1948 e destinato a legare per sempre il proprio nome a quello di Genova.

Il locale, all'epoca, era una piccola osteria e rivendita di vino appartenente a uno zio. Mario era arrivato per dare una mano e quello che avrebbe dovuto essere un periodo temporaneo diventò invece la storia di una vita. Quando lo zio si ritirò prese in mano l'attività insieme al fratello, accompagnandone negli anni la trasformazione.

Dal vino ai primi panini, inizialmente semplici ed economici, fino alle combinazioni che sarebbero diventate il marchio di fabbrica del locale. Tra queste il celebre Misto Gallese, nato dall'incontro tra i panini e le verdure piemontesi, ma anche l'hot dog, arrivato a metà degli anni Settanta dopo il suggerimento di un giornalista e diventato da allora uno dei prodotti più richiesti.

Dietro quelle ricette c'era però soprattutto un modo di intendere il locale: un posto dove persone diversissime potevano ritrovarsi una accanto all'altra, mangiando in piedi davanti allo stesso bancone. Studenti, lavoratori, impiegati, professionisti e intere generazioni di genovesi sono passati da quei pochi metri quadrati di via San Vincenzo.

A ricordarlo sono oggi i familiari e i collaboratori del Baretto Gallese, con un messaggio affidato alle pagine social del locale. “Non basterebbero migliaia di foto per raccontare ciò che hai significato tu per noi, e ciò che il Baretto Gallese ha significato per te. Quella che nell’anteguerra era una piccola osteria dove i lavoratori si fermavano a pranzo, l’hai trasformata nel punto d’incontro di un’intera città, accompagnando le pause pranzo e gli spuntini di generazioni di Genovesi. Non hai semplicemente gestito un’attività: hai creato una famiglia allargata e un pezzo di storia per tutti noi. Il tuo sorriso resterà impresso nel cuore di chiunque abbia incrociato il tuo cammino. Buon viaggio Papà, Nonno, Sig. Mario”.

Parole che raccontano forse più di ogni altra cosa cosa abbia rappresentato Mario Gallese. Perché il Baretto, nel frattempo passato nelle mani del figlio Luigi e cresciuto fino all'apertura della seconda sede in viale Brigata Bisagno, ha continuato a cambiare senza perdere quella storia iniziata nel dopoguerra. Nel nostro incontro dello scorso anno Luigi aveva spiegato di essere cresciuto proprio lì, andando ad aiutare dopo la scuola e scegliendo poi di seguire le orme del padre fino a entrare stabilmente nell'attività.

Oggi dietro al bancone restano le ricette, i nomi dei panini, i ricordi e soprattutto una storia familiare diventata, nel tempo, un piccolo pezzo di storia collettiva della città. I funerali di Mario Gallese si terranno sabato 22 agosto alle 8.15 nella chiesa di Nostra Signora della Consolazione, in via XX Settembre.

Federico Antonopulo - Chiara Orsetti

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