Attualità - 22 agosto 2026, 10:22

In largo Caduti sul Lavoro il primo ‘tetto verde’ con arredi in materiale riciclato da reti da pesca dismesse

Approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) per l’installazione, nella zona di via Buozzi, di una pensilina con copertura a verde pensile e arredi ricavati da attività di acquacoltura. L’iniziativa finanziata con 75.000 euro di fondi europei vincolati

In largo Caduti sul Lavoro il primo ‘tetto verde’ con arredi in materiale riciclato da reti da pesca dismesse

Una pergola verde con tettoia vegetale e arredi urbani integralmente realizzati con plastiche da reti da pesca dismesse. Coniuga economia circolare, tutela della biodiversità e promozione di una maggiore vivibilità urbana la nuova iniziativa del Comune di Genova che, in largo Caduti sul Lavoro, nella zona di via Buozzi, installerà una pensilina con copertura a verde pensile e arredi realizzati con materiale riciclato.

Lo prevede la delibera, approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Massimo Ferrante, di concerto con l’assessora all’Urbanistica, Francesca Coppola, che dà il via libera al Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE). 

«Si tratta di un intervento innovativo che punta a migliorare il rapporto tra l’ambiente e il contesto urbano, in particolare quello portuale, trasformando della materia plastica inutilizzata in una nuova risorsa per la rigenerazione di una piccola ma significativa porzione di territorio a ridosso del litorale genovese – dichiara l’assessore Ferrante – Siamo soddisfatti di questa iniziativa il cui valore economico è interamente coperto da risorse europee: ciò dimostra e conferma la capacità della nostra Amministrazione di andare oltre le proprie capacità di spesa, riuscendo ad attingere ad ulteriori canali di finanziamento grazie alla bontà dei nostri progetti e alla professionalità di chi lavora negli uffici comunali». 

«Grazie a questa azione pilota nascerà in largo Caduti sul Lavoro un percorso ombreggiato realizzato con materiali riciclati e pensato, innanzitutto, per contrastare gli effetti delle isole di calore e rendere più confortevoli gli spazi pubblici nei periodi di caldo intenso – spiega l’assessora Coppola – Ciò vale soprattutto per i luoghi più esposti alla calura, dove diventa urgente creare ombra e spazi di sollievo nei mesi estivi per tutelare il benessere e la salute della cittadinanza, a partire dai soggetti più fragili. Questa nuova “infrastruttura verde”, infine, si configura non solo come una significativa isola di conservazione della biodiversità vegetale, ma anche come un’autentica installazione artistica pensata per migliorare, rigenerandolo, la percezione dello spazio pubblico».

Il valore economico dell’intervento ammonta a 75.000 euro, fondi vincolati alla realizzazione di “tetti verdi” in aree urbane marittime che il Comune di Genova andrà a coprire integralmente con il finanziamento europeo, messo a bando dalla Regione Liguria e aggiudicato nei mesi scorsi dall’Amministrazione comunale nell’ambito del progetto europeo PRiSMaMED2.

Tale progetto ha come obiettivo la tutela della biodiversità nelle zone marittime portuali grazie al riutilizzo di materie prime provenienti dal recupero di reti da pesca/acquacoltura, in una triplice ottica di incremento della sostenibilità ambientale, economia circolare e migliore fruibilità delle aree portuali.

Il bando regionale, rivolto alle città costiere liguri, prevedeva un finanziamento complessivo di 150.000 euro per la realizzazione, in aree portuali o adiacenti, di una pergola verde con tettoia vegetale e di arredi urbani realizzati con plastiche da reti da pesca dismesse. Un’installazione che vedrà quindi la luce nella zona della Darsena. 

Il progetto PRiSMaMED2 punta a favorire il riciclo delle attrezzature per le attività di pesca ed acquacoltura non più utilizzate, che rappresentano un problema ambientale molto impattante. Infatti, le attuali normative in materia considerano questi materiali un rifiuto ed il relativo smaltimento risulta integralmente a carico delle aziende ittiche.

Sono poche le realtà capaci di riutilizzare questi materiali attraverso filiere di riuso, limitando così la possibilità di una loro reimmissione nel ciclo produttivo. Il progetto PRiSMaMED2 punta quindi a sensibilizzare imprese, istituzioni e cittadini sulle opportunità economiche e di tutela ambientale legate al riutilizzo virtuoso delle reti da pesca dismesse.

Redazione La Voce di Genova

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