“Quando un privato investe e costruisce a Genova, vogliamo che quell’investimento si trasformi in qualcosa di davvero utile per tutta la città”. Ad annunciarlo, presentando il nuovo regolamento per le opere di urbanizzazione del Comune di Genova, è la sindaca Silvia Salis.
Il tema sono le cosiddette opere a scomputo, “ovvero la realizzazione di strade, marciapiedi, interventi sull’illuminazione, sulle fognature e, più in generale, tutte quelle opere che rendono possibile e funzionale un intervento edilizio privato e lo collegano realmente alla città”.
Le opere di urbanizzazione, in futuro, avranno come obiettivo anche quello della mitigazione delle alte temperature, attraverso interventi di alberatura e di depavimentazione. Sono quattro le priorità individuate dalla sindaca: “La prima è la depavimentazione: liberare il suolo dal cemento e renderlo più permeabile e più verde. La seconda è la qualità dello spazio pubblico: intervenire dove serve più decoro, più cura, più bellezza. La terza è una mobilità più sicura: percorsi pedonali e ciclabili migliori, più protetti e più accessibili. La quarta è il verde: rendere Genova più vivibile e più fresca, in un tempo segnato dal cambiamento climatico”.
Secondo Silvia Salis, “quando trasformiamo Genova, con interventi pubblici o privati, la direzione deve essere chiara: più verde, più qualità, più spazio pubblico. È questa la strada che stiamo percorrendo per la Genova che vogliamo”.
Ecco allora che, come annunciato nei giorni scorsi dall’assessora comunale al Verde Pubblico e all’Urbanistica, Francesca Coppola, il ‘depaving’ a Genova non sarà soltanto e non sarà più un intervento a spot, ma diventerà una pratica regolarmente inserita all’interno di un apposito piano.
Francesca Coppola riflette - anche sulla scorta della sua professione di architetta paesaggista - su come “diminuire le isole di calore in città. Servono strategie di lungo termine, non bastano più i singoli interventi, occorrono azioni continue e quotidiane”. Troppo cemento, poche alberature, le zone d’ombra mal gestite: l’urbanizzazione selvaggia degli anni passati diventa un problema enorme, nell’epoca del riscaldamento globale, “e la sensazione è quella che ci si trovi sempre a rincorrere, perché l’emergenza climatica va velocissima e non abbiamo veramente più tempo”. Gli uffici del Comune stanno lavorando a un piano complessivo del ‘depaving’ e “saremo pronti a presentarlo tra settembre e ottobre. Riguarderà tutti e nove i Municipi e conterrà, oltre alle zone di intervento, anche le strategie successive, come i monitoraggi delle zone depavimentate e le misurazioni delle temperature. Accanto a tutto questo, è quasi pronta anche la mappa aggiornata delle isole di calore, che intendiamo inserire sul geoportale del Comune. Ogni zona dev’essere oggetto di approfondimento”.
Secondo l’assessora Coppola, “serve un piano di largo respiro per combattere l’innalzamento delle temperature nelle grandi città. E, naturalmente, occorrono adeguate risorse: il Comune può fare la sua parte, ma via via occorre saper intercettare finanziamenti”.
Non solo depavimentazione, “perché l’altra enorme partita è quella del piano del verde pubblico che, come ha indicato l’Europa, dovrà diventare piano della natura. La legge 10/2013, che stabilisce norme per lo sviluppo sostenibile degli spazi verdi urbani, con l’obiettivo di ridurre i consumi di territorio e migliorare la qualità dell’aria, è di tredici anni fa e noi siamo ancora sprovvisti degli strumenti adeguati per poter dare un vero compimento. L’obiettivo di questi primi dodici mesi di nostra amministrazione è stato quello di mettere le basi, ma ora dovranno seguire i regolamenti”.
C’è poi tutto il tema della gestione dell’ombra: “Non possiamo più permetterci di diminuire le zone d’ombra: anche per l’Europa questa diventerà un’infrazione. Ma l’investimento su un patrimonio arboreo datato come quello di Genova dovrà essere molto ingente. È stata persa la grande occasione rappresentata dal Pnrr, e questo è stato un vero peccato”.






