Attualità - 26 agosto 2026, 10:54

La solitudine digitale si batte dal vivo: il fenomeno Eva conquista la città. “Amiche si diventa facendo cose insieme”

Il gruppo WhatsApp creato da Alice Fognani per mettere in contatto donne di età e storie diverse, attraverso esperienze, passioni e momenti da condividere oggi conta più di 600 iscritte in poco più di 10 giorni

La solitudine digitale si batte dal vivo: il fenomeno Eva conquista la città.  “Amiche si diventa facendo cose insieme”

Nel momento in cui questo articolo prende forma ci sono 623 iscritte al gruppo Whatsapp ‘Tra di Noi’ di Eva, lo spazio in cui le donne possano incontrarsi, conoscersi e soprattutto fare cose insieme. Aperitivi, yoga, laboratori creativi, sport, ceramica, cucina, arte, cinema: non importa quale sia l’esperienza che si sceglie di condividere, importa soltato l’entusiasmo di partecipare per costruire relazioni. L’idea è di Alice Fognani, 48 anni, originaria di Orbetello e genovese d'adozione da 23 anni. Una donna che si definisce, a ragione, un 'vulcano di idee', con una passione per le novità e la voglia di sperimentare, ma che a un certo punto della sua vita si è accorta di una difficoltà molto concreta: “Spesso non faccio cose nuove perché non c'è nessuno con cui farle”. La domanda, allora, è diventata: perché non creare uno spazio in cui trovare proprio quelle persone?

Dopo aver trascorso quasi vent'anni nel mondo dell'organizzazione di matrimoni, un'attività che l'ha portata a lavorare molto e a viaggiare, ma che allo stesso tempo ha assorbire gran parte della sua vita, Alice Fognani ha venduto le quote dell'azienda e si è ritrovata, per la prima volta dopo molto tempo, con tanto tempo a disposizione: “Adesso sono liberissima. Ma di fare cosa?

Con due figlie ormai cresciute e molte delle relazioni costruite negli anni cambiate, mancava una rete di persone con cui condividere la quotidianità. Poi è arrivato il Cammino di Santiago, un'esperienza affrontata quasi d'impulso, con gli scarponi comprati appena quattro giorni prima della partenza, che Fognani considera uno dei viaggi più importanti della sua vita. Un cammino fatto da sola, ma durante il quale ha incontrato persone e, soprattutto, ha avuto modo di fermarsi e riflettere. È lì che ha iniziato a prendere forma l'idea di Eva. Inizialmente legata alla possibilità di creare gruppi di donne che potessero condividere esperienze, ma ancora con una connotazione molto legata a un momento personale difficile. Con il tempo, però, quella prospettiva è cambiata. “Ho iniziato a stare bene, mi è tornata la voglia di uscire, di incontrare persone, di fare cose. E proprio quella voglia di vita è diventata il punto di partenza del progetto".

D’altronde, si sa, le amicizie adulte non sono sempre facili da costruire. A differenza di quando si è bambini, studenti o giovani universitari, da adulti le occasioni di incontro diminuiscono. Il lavoro, la famiglia, gli impegni e le abitudini finiscono spesso per restringere il proprio mondo sociale. “Amiche si diventa quando si fanno cose insieme”, è la convinzione che sta alla base del progetto, e proprio per questo Eva non vuole essere semplicemente una chat nella quale scrivere “chi c'è stasera per una birra?”. L'obiettivo è creare occasioni di incontro attraverso interessi comuni. Un laboratorio, un'attività creativa, una pratica sportiva possono diventare anche momenti di apertura e conoscenza reciproca.

E non c'è un'età precisa. Nella comunità convivono donne molto diverse tra loro, dai vent'anni fino a oltre i cinquanta. La trasversalità è considerata una delle caratteristiche più interessanti del progetto: non ci sono gruppi rigidi per età, professione o interessi, ma la possibilità di incontrare persone con cui condividere qualcosa. Il lancio vero e proprio è avvenuto il 15 agosto, quando Fognani ha deciso di provare a riattivare la pagina social di Eva, che fino a quel momento era rimasta solo un'idea. L'obiettivo iniziale era molto prudente: arrivare a 25 persone entro la fine del mese, così da poter organizzare qualcosa a settembre. La risposta è stata immediata e oggettivamente al di sopra delle aspettative: Le adesioni hanno iniziato a crescere rapidamente e quella che doveva essere una piccola sperimentazione si è trasformata in una comunità di centinaia di donne.

E nella chat non mancano storie personali, esperienze, passioni e proposte. Fognani racconta di essere rimasta sorpresa anche dal livello di apertura di alcune partecipanti, che in uno spazio frequentato da centinaia di persone hanno scelto di raccontare aspetti della propria vita.

Gli eventi dal vivo sono iniziati la settimana successiva: il primo aperitivo ha coinvolto nove donne, complice una giornata di pioggia. Altri appuntamenti sono organizzati, e tra le iniziative in via di definizione ci sono beach volley a Carignano, una serata di ballo, un corso di ceramica, un laboratorio di fluid art e appuntamenti dedicati alla cucina. L'idea è che non siano soltanto attività organizzate dalla fondatrice, ma che possano nascere anche dalle passioni e dalle competenze delle stesse partecipanti.

Mi piacerebbe che si autogenerassero all'interno di Eva queste situazioni - spiega Fognani - Chi sa fare qualcosa può metterlo a disposizione delle altre, attraverso un'esperienza gratuita oppure a pagamento: l'importante è che diventi un'occasione da vivere insieme”.

Dietro il progetto c'è anche una riflessione importante: in un momento in cui gran parte delle relazioni passa attraverso smartphone, social network e strumenti di intelligenza artificiale, Eva vuole riportare le persone fuori dagli schermi. Non per demonizzare la tecnologia, ma per creare occasioni nelle quali il telefono non sia necessario. “Creare dei momenti di comunità dove non c'è bisogno dell'AI, non c'è bisogno di stare davanti al computer, non c'è bisogno del telefono”, è una delle sfide che Fognani è decisa a portare avanti. Anche per questo non vuole trasformare Eva in una serie infinita di gruppi WhatsApp divisi per età, quartiere o singolo interesse. Piuttosto, immagina uno strumento che permetta alle persone di trovare più facilmente chi vive vicino, chi condivide una passione o chi ha semplicemente voglia di fare qualcosa.
La chat, però, ha già iniziato a mostrare i suoi limiti: con centinaia di partecipanti, trovare una conversazione, un evento o una persona non è sempre semplice. Per questo Fognani sta pensando a una struttura più organizzata, che possa in futuro superare i limiti di WhatsApp.

Il futuro, però, non è ancora scritto. Ed è forse proprio questa la parte che Alice Fognani considera più interessante. “Il Cammino di Santiago mi ha insegnato questo: la vita è un passo alla volta”. Per ora Eva è una porta aperta. Uno spazio nel quale entrare anche senza partecipare immediatamente, osservare, capire che tipo di comunità sia e, quando ci si sente pronti, portare la propria energia.

L'auspicio della fondatrice è che, con il tempo, possano nascere amicizie vere. Non soltanto aperitivi e attività, ma legami destinati a durare.
Il sogno, in fondo, è poter sentire un giorno una donna dire: “Grazie a Eva ho conosciuto la mia migliore amica”. Oppure la propria testimone di nozze. Al di là degli eventi e della chat, la ricchezza che Fognani dice di voler costruire è una forma di capitale umano e relazionale in cui “ci guadagniamo tutte”. 

Chiara Orsetti

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