Politica - 26 agosto 2026, 13:07

Crisi Amt, il centrodestra: “Commissione urgente prima dell’8 settembre”

L’opposizione porta il caso a Tursi dopo le proteste sull’urbano e sull’extraurbano e le dimissioni di Campora dalle deleghe metropolitane: “Il Consiglio deve conoscere il reale stato delle cose e le misure previste”

Crisi Amt, il centrodestra: “Commissione urgente prima dell’8 settembre”

La pressione politica sulla crisi Amt sale anche a Palazzo Tursi. Dopo le proteste dei territori contro le ipotesi di riduzione delle corse e le dimissioni di Giancarlo Campora dalle deleghe in Città Metropolitana, il centrodestra compatto chiede di convocare con urgenza la commissione consiliare competente per fare chiarezza sui tagli prospettati al servizio urbano ed extraurbano.

Lega, Fratelli d’Italia, Noi Moderati-Orgoglio Genova, VinceGenova, Forza Italia e Gruppo Misto chiedono che la seduta venga fissata prima dell’8 settembre, quando riprenderanno i lavori del Consiglio comunale, per conoscere nel dettaglio quali interventi siano realmente allo studio e quali conseguenze possano avere su cittadini, studenti, lavoratori e personale viaggiante. “La decisione di tagliare o ridimensionare le corse del trasporto pubblico locale rischia di impattare in modo devastante sulla quotidianità dei cittadini, degli studenti e dei lavoratori che ogni giorno affidano la propria mobilità ai mezzi pubblici”, affermano congiuntamente Paola Bordilli, capogruppo della Lega, Alessandra Bianchi per Fratelli d'Italia, Ilaria Cavo per Noi Moderati-Orgoglio Genova, Pietro Piciocchi per Vince Genova, Mario Mascia per Forza Italia e Sergio Gambino per il Gruppo Misto.

Per l'opposizione il problema non riguarderebbe soltanto la quantità del servizio offerto. “Non si tratta soltanto di un disservizio logistico, ma di una scelta che incide direttamente sulla qualità della vita del territorio e sulla sicurezza sia degli utenti a bordo sia del personale viaggiante, già da tempo sottoposto a forte stress operativo”.

Nel documento entra inevitabilmente anche il terremoto politico esploso nelle ultime ore in Città Metropolitana. Il riferimento è alla decisione del sindaco di Campomorone Giancarlo Campora di rimettere nelle mani della sindaca metropolitana Silvia Salis le proprie deleghe, mantenendo invece l'incarico di consigliere metropolitano, dopo lo scontro nato attorno alla protesta dei sindaci dell'Alta Valpolcevera contro i tagli all'extraurbano. “Le dimissioni dalle deleghe di un sindaco del Pd come Campora confermano la fondata drammaticità e insostenibilità dei tagli e l'urgenza di un dibattito serio”, sostengono i consiglieri di centrodestra.

La crisi di Amt e le ipotesi di revisione dei servizi stanno infatti facendo crescere la tensione sia dentro Genova sia nei Comuni dell'entroterra. Sul fronte urbano sono circolate nelle ultime settimane diverse ipotesi di razionalizzazione della rete, mentre nelle vallate la presentazione dell'orario invernale extraurbano ha provocato la protesta di numerosi amministratori locali. “Già il periodo estivo è stato drammatico per i nostri cittadini”, prosegue il centrodestra. “La cittadinanza e l'intero Consiglio comunale hanno il diritto di conoscere il reale stato delle cose e quali azioni si intendano intraprendere: è necessario scongiurare riduzioni che danneggerebbero l'intero sistema di mobilità urbana ed extraurbana”.

Ora, la richiesta è quella di accelerare i tempi: “Visto che i lavori del Consiglio riprenderanno solo l'8 settembre, chiediamo che la commissione sia calendarizzata prima di questa data”. Un ulteriore fronte che si apre per l'amministrazione Salis mentre il dossier Amt, da crisi finanziaria e industriale, sta diventando sempre più anche uno dei principali terreni di scontro politico cittadino.

BORDILLI E BEVILACQUA (LEGA): "GIUNTA E MANAGEMENT ABBANDONANO QUARTIERI E DELEGAZIONI. ECCO PERCHÉ NON VOTAMMO IL PIANO DI RISANAMENTO"

"Le notizie di queste ore sul drastico taglio al servizio di trasporto pubblico locale confermano le ragioni della nostra scelta politica e amministrativa. Ecco perché, a luglio, la Lega non ha votato a favore del piano di risanamento di AMT, scegliendo l’astensione". A dichiararlo congiuntamente sono il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Paola Bordilli, e il consigliere comunale Alessio Bevilacqua. "Avevamo già compreso a maggio che, dietro le formule contabili del piano di risanamento presentato dalla Giunta e dai vertici aziendali, si profilava la volontà dell’amministrazione di intervenire pesantemente sui servizi essenziali, penalizzando in primo luogo i quartieri periferici e le delegazioni. Per questo, come dichiarammo allora, abbiamo coerentemente rifiutato di firmare una cambiale in bianco". 

I dettagli operativi emersi dall’incontro tra azienda e sindacati "delineano un quadro preoccupante per i collegamenti dei quartieri genovesi. Le riduzioni interessano Ponente, Valpolcevera, Valbisagno e Levante, fino a coinvolgere il servizio extraurbano e l’entroterra": "La sinistra predica attenzione alle periferie, poi taglia i servizi". "Ciò che sta accadendo – proseguono Bordilli e Bevilacqua – mette in luce tutte le contraddizioni e l’incapacità gestionale della sinistra. A parole sostengono di avere a cuore periferie, delegazioni e quartieri; nei fatti, il management che hanno messo alla guida di AMT compie scelte nella direzione opposta, colpendo proprio i cittadini che vivono fuori dal centro È la solita doppia morale: sventolano la bandiera dell’attenzione ai territori e poi tagliano i servizi essenziali proprio dove ce n’è più bisogno". 

TAGLI AMT. CAVO (NOI MODERATI ORGOGLIO GENOVA): "DIMISSIONI CAMPORA CONFERMANO GRAVITA' TAGLI. SALIS FACCIA MARCIA INDIETRO E CI METTA LA FACCIA"

"Un gesto forte che non lascia spazio di replica o a interpretazioni. Un sindaco, Giancarlo Campora, esponente di spicco del Pd, ha appena deciso con grande coerenza e onestà intellettuale di rimettere le deleghe che gli erano state affidate in Città Metropolitana. Se mai ce ne fosse stata la necessità, è la conferma che i tagli delle linee del trasporto pubblico sono inaccettabili per chiunque. Il 12 maggio scorso non avevamo votato in consiglio comunale il Piano di risanamento di Amt. Per noi era irricevibile proprio per i tagli a cui avrebbe portato. Oggi la stessa risposta arriva dai sindaci dei Comuni della Città Metropolitana: irricevibile. Non possiamo accettare che l’azienda di trasporto pubblico scarichi su cittadini e Comuni il peso delle proprie difficoltà. Non è ammissibile che chi lavora, chi va a scuola, chi sceglie il mezzo pubblico per spostarsi debba vedere tagliato in maniera così pesante il servizio, mentre contemporaneamente ai sindaci vengono chiesti più soldi. Nelle audizioni dei giorni scorsi sono stati presentati conti che non hanno ragione di esistere, peraltro in maniera confusa, con riferimenti ballerini a piani, che mai erano stati consegnati ai sindaci, e a stime di riduzione di corse che non consentono analisi serie. Si è parlato di tagliare milioni di chilometri nell’extraurbano – da 1,6 a 1,8 milioni, non è ancora ben chiaro - come fossero bruscolini. Chi rappresenta i cittadini ha detto un fermo “no” senza pregiudizi politici, da destra a sinistra, inclusa la parte civica. I sindacati sono esausti e hanno indetto già uno sciopero, le associazioni dei consumatori sono infuriate. La nostra posizione è stata fin da subito in linea con chi rifiuta un piano inaccettabile nella forma e nella sostanza, sostenuto solo da chi lo ha immaginato. Amt ha ricevuto notevoli finanziamenti da Regione Liguria, sia per la ricostituzione del capitale sociale, sia sotto forma di anticipo di liquidità dei fondi del riparto per il trasporto pubblico. Adesso la responsabilità di garantire un servizio all’altezza è tutta nelle mani di Città Metropolitana e del nuovo management dell’Azienda scelto dalla nuova amministrazione comunale. Anziché cercare di puntare il dito contro i sindaci che difendono i diritti dei propri cittadini e contro Regione Liguria che sta sostenendo l’azienda, la sinistra riconosca di aver sbagliato strada e faccia retromarcia. Magari chiedendo anche alla sindaca Silvia Salis di metterci la faccia e di avere il coraggio di dire ai suoi colleghi sindaci ciò che si sono sentiti dire per interposta persona". Così Ilaria Cavo, deputata ligure di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in consiglio comunale.

ROSSO E BIANCHI (FDI): “DIMISSIONI DI CAMPORA RISULTATO DEL CAOS DEL CAMPO LARGO. TRA LE PRIORITÀ DEL SINDACO SALIS GENOVA SEMPRE ASSENTE”

“Il consigliere metropolitano Campora rimette le deleghe per il pasticcio AMT stando però attento a non intaccare l’aura di Silvia Salis sempre più impegnata sulla scena nazionale che su Genova come dimostra il tour promozionale del suo libro-manifesto, evidente antipasto di una sua discesa in campo visto che in poco più di un anno ha ben pochi risultati amministrativi di cui vantarsi. Un’amministratrice frutto di uno storytelling e di un copione dove nessuna critica è consentita. Ecco a fine estate servito l’ennesimo cortocircuito interno alla maggioranza genovese, al PD e al campo largo, ma come sempre sono i cittadini a farne le spese: le loro esigenze sono ben lontane da essere le priorità dell’amministrazione. Noi crediamo che di passerelle e di tagli di nastri non sia più il tempo e i genovesi sono stufi di vedere Salis e la sua giunta mettere la polvere sotto il tappeto solo per soddisfare le ambizioni di un sindaco che non ha mai governato davvero Genova ma usata solo come tappa di passaggio verso Roma” così l’On. Matteo Rosso, coordinatore regionale di FDI e Alessandra Bianchi, capogruppo di FDI in consiglio comunale.
 

Redazione


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