Attualità - 27 agosto 2026, 19:43

Rissa sul bus in via Cantore, i sindacati: “Sicurezza prioritaria, con mezzi sovraffollati aumenta il rischio di aggressioni”

Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal intervengono dopo quanto accaduto a Sampierdarena: “Non sono episodi isolati. Il risanamento di Amt non può essere pagato dai lavoratori”

Rissa sul bus in via Cantore, i sindacati: “Sicurezza prioritaria, con mezzi sovraffollati aumenta il rischio di aggressioni”

La maxi rissa scoppiata ieri sera a bordo di un autobus a Sampierdarena accende nuovamente l’allarme sicurezza tra i sindacati del trasporto pubblico. Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal parlano di “un’altra serata difficile per il Tpl genovese” e avvertono: episodi di questo tipo non possono più essere considerati casi isolati.

Per le quattro sigle, quanto accaduto rappresenta un ulteriore segnale delle condizioni nelle quali si trovano a lavorare gli autisti e a viaggiare i passeggeri, in una fase già segnata dalle difficoltà economiche di Amt e dalla prospettiva di una riduzione del servizio. Il timore è che autobus più affollati possano aumentare tensioni e situazioni di rischio a bordo.

“Come ribadiamo da tempo in tutte le sedi competenti, gli eventi come quello di ieri sera non sono eventi isolati, ma cronaca quotidiana di un servizio in cui la sicurezza del personale e dell’utenza rischia di venir messa continuamente a repentaglio”, sottolineano le organizzazioni sindacali.

Secondo Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal, l’escalation di episodi violenti si inserisce inoltre in un contesto sociale e aziendale particolarmente delicato. I sindacati riconoscono le difficoltà legate alle risorse disponibili per il trasporto pubblico genovese e la necessità di un piano di razionalizzazione e contrazione del servizio, auspicando però che si tratti di una fase temporanea finalizzata al risanamento dell’azienda.

“Questo percorso non può e non deve essere pagato dai lavoratori”, ribadiscono le quattro sigle.

Al centro della presa di posizione c’è soprattutto il tema della sicurezza, definita “prioritaria e non negoziabile”. Da qui la richiesta alle istituzioni e ai vertici aziendali di dare piena applicazione a tutti i protocolli già sottoscritti in materia di tutela della sicurezza del trasporto pubblico locale.

Secondo i sindacati, questi strumenti devono tradursi in interventi tempestivi, presidi adeguati e costanti e procedure chiare per prevenire e gestire le situazioni di pericolo, tutelando sia chi lavora a bordo sia chi utilizza quotidianamente il servizio.

A preoccupare è soprattutto il possibile aumento dell’affollamento sui mezzi con l’entrata in vigore delle riduzioni del servizio. “È del tutto evidente che esista una correlazione diretta tra volumi e qualità del servizio offerto e il rischio aggressioni a bordo dei mezzi”, affermano.

L’appello finale è rivolto a tutte le autorità competenti affinché mantengano alta l’attenzione sulla sicurezza di passeggeri e lavoratori, “soprattutto in un periodo in cui il probabile sovraffollamento sui mezzi potrebbe esasperare gli animi, creando ulteriori situazioni di conflittualità”.

Redazione

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