Oltre l'80% del mercato dell'editoria scolastica concentrato in quattro grandi gruppi e un giro d'affari complessivo, a livello nazionale, di circa 800 milioni di euro l'anno con quasi 8 milioni di studenti coinvolti. Dall'altra parte, una rete frammentata di librerie e cartolibrerie, chiamata a confrontarsi con margini contenuti e con una crescente concorrenza da parte di grande distribuzione e commercio online.
È il quadro emerso dall'indagine sull'editoria scolastica conclusa nel 2026 dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dal quale parte il sindacato cartolai e cartolibrai di Confcommercio Genova per richiamare l'attenzione, a due settimane dall'avvio del nuovo anno scolastico, sulla situazione delle attività di vicinato e sulla necessità di tutelare insieme imprese e famiglie.
“Sappiamo bene quanto il ritorno a scuola incida sui bilanci familiari, perché siamo noi per primi a confrontarci ogni giorno con genitori e studenti - dichiara Gabriele Benna, presidente del sindacato cartolai e cartolibrai di Confcommercio Genova -. Ma dall'altra parte del banco ci sono piccole imprese che operano in condizioni sempre più complesse. Sui libri i prezzi vengono stabiliti a monte e i nostri margini sono ridotti; contemporaneamente dobbiamo confrontarci con operatori che hanno dimensioni e capacità promozionali completamente differenti”.
Sul territorio genovese questa pressione assume caratteristiche precise. Secondo le indicazioni della categoria, sui libri di testo i margini residui possono attestarsi nell'ordine del 5-7%, sui quali incidono ulteriormente i costi fissi di gestione delle attività, particolarmente rilevanti nelle aree urbane. Sul materiale scolastico - dalla cancelleria agli zaini e ai diari - pesano invece anche gli aumenti dei costi che hanno interessato materie prime, energia e logistica.
A incidere è soprattutto la competizione sugli acquisti programmati di inizio anno. La presenza della grande distribuzione nelle vallate genovesi e delle catene nei principali poli commerciali, insieme alla crescita dell'e-commerce, ha progressivamente modificato le abitudini di acquisto. I grandi operatori possono inoltre utilizzare i libri scolastici come leva promozionale, anche attraverso buoni spesa che possono arrivare al 15-20% del valore dei testi, uno strumento difficilmente replicabile dalla cartolibreria indipendente.
“È una competizione fortemente sbilanciata - prosegue Benna -. Il piccolo esercizio non può utilizzare il libro scolastico come prodotto civetta né recuperare altrove il valore di promozioni così aggressive. Per questo il nostro terreno non può essere esclusivamente quello del prezzo”.
La conformazione stessa di Genova mantiene tuttavia centrale il ruolo della cartolibreria di quartiere per gli acquisti quotidiani e per i servizi di prossimità. Il rapporto diretto con gli istituti consente alle attività di mantenere aggiornate le adozioni classe per classe, verificare codici e ordini, gestire cambi e problemi e rispondere alle richieste specifiche delle scuole. Nei quartieri e nei centri più piccoli della provincia, inoltre, diverse attività hanno progressivamente ampliato le proprie funzioni, affiancando alla vendita di libri e cancelleria altri servizi di prossimità.
“Il valore delle cartolibrerie genovesi sta anche qui - sottolinea Benna -: nella conoscenza delle scuole, nella relazione con le famiglie e nella capacità di garantire un servizio immediato e continuativo. Un patrimonio commerciale che rischia progressivamente di indebolirsi se non si tiene conto delle condizioni nelle quali queste imprese operano”.
Altro tema significativo è quello legato al sistema delle cedole librarie per i testi della scuola primaria: le cartolibrerie che vi partecipano anticipano finanziariamente le forniture ai distributori, mentre i tempi necessari per il successivo rimborso da parte degli enti locali possono incidere sulla liquidità dei piccoli esercizi.
“Su questo fronte - evidenzia Battistina Dellepiane, presidente ALI Librai Confcommercio Genova - l’esperienza positiva del Comune di Genova sulla digitalizzazione delle cedole librarie indica chiaramente la strada: dove i processi vengono informatizzati, i tempi si accorciano e il servizio per famiglie e commercianti migliora sensibilmente. Tuttavia - prosegue - dalle segnalazioni raccolte sul territorio emergono ancora difformità operative e potenziali rallentamenti legati alla gestione delle cedole tra Comuni diversi, in particolare per i bambini non residenti. Come associazione riteniamo fondamentale che l'intero bacino della Città Metropolitana viaggi alla stessa velocità e con gli stessi standard tecnologici. Per questo motivo, l'associazione ha avviato una mappatura della situazione nei diversi Comuni del territorio metropolitano: il nostro obiettivo è verificare lo stato dell'arte dell'informatizzazione e fare da tramite con le amministrazioni locali affinché si arrivi a un sistema digitale unico, omogeneo e rapido per tutta la filiera scolastica”.
“Se vogliamo sostenere realmente le famiglie dobbiamo individuare strumenti che intervengano direttamente sulla spesa scolastica senza comprimere ulteriormente la sostenibilità delle piccole attività - concludono Benna e Dellepiane -. Per questo riteniamo importante aprire una riflessione sulla detraibilità fiscale delle spese per i libri di testo e per il materiale didattico indispensabile. Tutelare il potere d'acquisto delle famiglie e preservare la rete delle cartolibrerie di vicinato sono due obiettivi che devono procedere insieme”.






