Un centro storico soffocato tra il degrado e speculazioni immobiliari irragionevoli.
È questo il quadro amaro che emerge dalla voce di chi via del Campo la vive ogni giorno, lavorandoci e abitandoci, assistendo a un declino costante che rischia di cancellare l'identità stessa di uno dei vicoli più caratteristici di Genova.
"Questa è una via iconica per Genova, cantata da De André, con il suo museo, con Porta dei Vacca che è bellissima e non ha nulla da invidiare a Porta Soprana. Sono gemelle, ma non si capisce perché questa debba essere la gemella sfigata”. La voce che si leva da questa parte dei carruggi è una voce ferita, uno sfogo di una persona che in questa strada ha la sua vita. Anni di serranda alzata grazie al bonus Carruggi per l'attività che oggi, con la vivibilità della zona quasi inesistente, sta vivendo un momento di difficoltà molto importante tanto da mettere in discussione la permanenza lungo la via.
Sulla bilancia ci finiscono insicurezza quotidiana e costi insostenibili: "Tutti i giorni entra qualcuno a chiedere soldi. Non sono necessariamente molesti con la voce, ma lo diventano nei fatti. Chiedono l'elemosina a chi sta per entrare nel negozio, e il cliente rinuncia. I turisti assistono a scene surreali, si spaventano. Ci sono litigi ad alta voce, spacciatori che si picchiano tra loro o con i consumatori per il prezzo delle dosi. D'estate la situazione esplode".
Secondo i residenti, i recenti interventi e presidi delle forze dell'ordine in zone limitrofe come la Darsena o San Luca avrebbero finito per "comprimere" il flusso dello spaccio e della microcriminalità proprio verso via del Campo, trasformando la via in un punto di convergenza del degrado. "Chi spaccia sta seduto sui gradini davanti a vico Croce Bianca. Quando passa l'auto della Polizia non si muovono nemmeno, sanno di essere impuniti. Manca un controllo a piedi, con richiesta di documenti, che faccia sentire la presenza delle istituzioni".
Oltre ai problemi di pubblica sicurezza, a piegare il quartiere è il degrado igienico. Nonostante il costante lavoro degli operatori e delle operatrici dell'AMIU, la maleducazione e l'inciviltà continuano a dominare la quotidianità.
Basta prendersi qualche minuto e passeggiare lungo la strada per trovare cestini pubblici utilizzati impropriamente per i rifiuti domestici, un comportamento che attira topi e altri animali come accade per il cibo consumato e abbandonato sui gradini di negozi e portoni: “Raccolto più volte al giorno bucce di banana o resti vari per evitare scarafaggi e topi - continua la persona -. Non solo, continuo a passare anche per i vicoli peggiori per dimostrare che la strada è di tutte e tutti, ma è logorante”.
Accanto a questo, poi, i comportamenti più difficili da tollerare come i continui escrementi umani che tappezzano i vicoli laterali più appartati.
A completare un quadro già compromesso c'è il problema della speculazione immobiliare.
Gli affitti commerciali mettono in ginocchio chi sceglie di investire in quesa zona e le richieste appaiono sempre più sproporzionate al contesto con l’unico risultato quello di spingere quelle attività resilienti a gettare la spugna.
“I proprietari, nonostante i canoni elevati - ci viene raccontato - troveranno qualcuno che si piegherà e accetterà le condizioni senza garanzie sul futuro e rischiando di chiudere l’attività nel giro di pochi mesi. Sono costi insostenibili, soprattutto considerando quanto effettivamente è il ritorno. Senza un tessuto commerciale differenziato, la strada resta in mano solo a poche attività e, soprattutto, allo spaccio".
Stanchi di vivere in perenne stato di emergenza, i residenti e i commercianti ‘superstiti’ hanno deciso di compattarsi. È attualmente in corso una capillare raccolta firme nei condomini a sostegno di un esposto collettivo presentato nelle scorse settimane.
L'obiettivo è chiedere interventi strutturali che non si limitino a misure repressive temporanee, incapaci di risolvere la radice del problema. Serve una presa in carico reale e diffusa dei problemi di marginalità sociale attraverso strutture e personale competente fuori dal labirinto stretto dei vicoli, restituendo al contempo a via del Campo e alle strade limitrofe la vivibilità e la dignità storica che le spetta.






