È deceduto il 66enne genovese ricoverato al Policlinico San Martino dopo un arresto cardiorespiratorio e sul quale gli accertamenti avevano fatto emergere il sospetto di una infezione invasiva da meningococco.
A precisare le cause del decesso è lo stesso ospedale, che in una nota diffusa questa mattina chiarisce come la morte sia sopraggiunta a causa delle complicazioni derivanti dall’arresto cardiaco che aveva determinato il ricovero e dalla conseguente insufficienza respiratoria.
Il paziente era arrivato al San Martino nella giornata di ieri, giovedì 27 agosto, in condizioni particolarmente gravi. Nel corso degli accertamenti microbiologici era stata rilevata, su un campione di broncolavaggio, una significativa presenza di Neisseria meningitidis, circostanza che aveva portato i sanitari a formulare il sospetto di un’infezione invasiva da meningococco.
Fin dall’inizio, tuttavia, il quadro clinico era stato indicato come non riconducibile alla presentazione tipica della meningite. Proprio per questo erano stati avviati ulteriori approfondimenti diagnostici, anche sul liquido cefalorachidiano, insieme agli esami per la determinazione del sierogruppo.
Parallelamente agli accertamenti clinici erano già partite le indagini epidemiologiche. Dopo la segnalazione del caso sono state inoltre attivate le procedure di contact tracing, con la somministrazione della profilassi antibiotica prevista dalle linee guida ai contatti stretti del paziente.
La precisazione del San Martino consente quindi di distinguere il sospetto infettivologico emerso dagli esami dalla causa del decesso, ricondotta dall’ospedale alle conseguenze dell’arresto cardiaco e alla successiva grave insufficienza respiratoria.






