Cronaca - 02 settembre 2026, 18:33

Voto di scambio, slitta il processo a Cozzani: il perito chiede più tempo per trascrivere le intercettazioni

L’udienza era fissata per il 16 settembre, ma la mole di materiale non ha consentito di completare il lavoro nei tempi previsti. Dodici gli imputati, per alcuni è contestata anche l’aggravante di aver favorito Cosa nostra

Voto di scambio, slitta il processo a Cozzani: il perito chiede più tempo per trascrivere le intercettazioni

Slitta l’inizio del processo nei confronti di Matteo Cozzani, ex capo di gabinetto dell’allora presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, e di altre undici persone accusate di corruzione elettorale nell’ambito dell’inchiesta sui presunti voti ottenuti dalla comunità riesina in cambio della promessa di posti di lavoro durante le elezioni regionali del 2020.

L’udienza era stata fissata per il prossimo 16 settembre davanti al collegio presieduto dalla giudice Monica Parentini, ma il processo è destinato a essere rinviato all’autunno inoltrato.

Alla base dello slittamento c’è il lavoro sulle intercettazioni raccolte nel corso dell’inchiesta. Il perito incaricato lo scorso giugno dal gip Giorgio Morando, su richiesta della procura, di procedere alla loro trascrizione in contraddittorio non è infatti riuscito a completare l’attività entro i tempi previsti a causa dell’elevata quantità di materiale da esaminare.

Nei prossimi giorni verrà quindi formalmente chiesta al tribunale una proroga, compresa tra i 30 e i 60 giorni, con il conseguente rinvio dell’apertura del dibattimento.

Per alcuni degli imputati, tra cui lo stesso Cozzani, i gemelli Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa e l’ex sindacalista della Cgil Venanzio Maurici, il reato viene contestato con l’aggravante di aver favorito Cosa nostra.

Sei imputati hanno invece chiesto di poter accedere alla messa alla prova. Entro novembre, dopo la presentazione di un programma dettagliato concordato con l’Uepe, potrebbe arrivare il via libera del giudice.

Nello stesso filone dell’inchiesta era stato indagato anche Giovanni Toti, la cui posizione è però stata archiviata definitivamente su richiesta degli stessi pubblici ministeri Luca Monteverde e Federico Manotti.

L’ex presidente della Regione Liguria sta intanto proseguendo i lavori socialmente utili previsti dopo il patteggiamento a due anni e tre mesi per corruzione nell’esercizio delle funzioni.

Redazione

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