'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Fabìola è nata a Palermo, ma è cresciuta a Rapallo, dove ha iniziato a costruire il proprio percorso musicale. Un cammino fatto di esperienze in studio, collaborazioni, cambi di direzione e soprattutto di una lunga ricerca sul proprio stile, oggi sempre più orientato verso l'urban e l'elettronica.
La musica entra presto nella sua vita anche grazie alla famiglia. Il padre faceva il muratore, la madre è poi diventata insegnante. "L'unica cosa per cui posso riconoscere il contributo dei miei genitori è che mi facevano ascoltare tantissima musica: ricordo questi pomeriggi lunghissimi in cui mia madre metteva i dischi, da Tiziano Ferro a Gianna Nannini. Non ho mai ascoltato lo Zecchino d'Oro: fin da piccolissima ho ascoltato di tutto".

Fabìola arriva in Liguria quando ha appena due anni e mezzo e qui cresce anche musicalmente. Durante l'estate della terza media impara a suonare la chitarra da autodidatta, con un'idea già precisa: scrivere le proprie canzoni.
Al liceo iniziano i primi contatti con l'ambiente musicale del Levante ligure. Arrivano le prime collaborazioni con produttori, inizialmente amatoriali e mai pubblicate. Alcune vengono realizzate anche a distanza durante il periodo del Covid.
A 18 anni arriva una prima esperienza più strutturata in studio. Un passaggio che le permette soprattutto di conoscere meglio il lavoro che sta dietro alla produzione di un brano. "È stata utile perché ho imparato come funziona la produzione, il registrare: masticavo un po' quei linguaggi. Sono sempre stata molto curiosa, e fin da subito ho voluto essere il più indipendente possibile, anche nelle scelte di suono e di stile".
Essere indipendente, però, significa anche sostenere direttamente i costi della propria attività. "Quando sei un'artista indipendente tutto è autofinanziato: prima di fare un investimento importante, con grafiche e video, dovevo ancora capire bene chi fossi e cosa volessi raccontare".
Fabìola attraversa così una fase di ricerca, cercando di capire quale direzione prendere. Tra i riferimenti più importanti c'è Madame. "Rappresentava un po' quello che avrei voluto fare io".
Il rap diventa una scelta, ma anche una strada da difendere. "Ho dovuto lottare per fare rap, perché ogni produttore mi diceva di provare a cantare, che sarebbe stato più elegante, magari qualcosa di più indie: c'è sempre quest'idea che se sei donna e vuoi fare rap devi 'fare il maschio'. Non volevo rinunciare alla mia femminilità né alla mia eleganza, ed è stata una ricerca durata anni".
La musica procede parallelamente agli studi di psicologia, fino al lavoro nelle risorse umane. Due percorsi diversi che convivono e che hanno accompagnato anche la sua ricerca personale e artistica.
A un certo punto Fabìola torna alle proprie origini. In studio con un chitarrista che diventerà il suo produttore di riferimento nascono alcuni brani dedicati alla Sicilia, tra cui Trinacria, inserito in una playlist editoriale.

Nel frattempo arrivano i primi live a Genova e le collaborazioni con diverse realtà musicali del territorio. Il percorso, però, prende una direzione che Fabìola sente non essere completamente sua. "Volevo che la mia musica fosse urban, non che finisse lì".
Da qui parte una nuova fase di ricerca, anche attraverso l'ascolto di altri artisti. Tra i riferimenti più importanti c'è Rosalía, in particolare con Lux. "Ha conciliato tutto quello che avevo in mente a livello di immaginario".
Il progetto attuale si muove quindi verso un'urban più definita, con una forte componente elettronica e un immaginario che comprende anche una dimensione spirituale. "Ho affrontato per la prima volta in modo più esplicito il tema cristiano-spirituale: tornando a Rosalía, è stata un'ispirazione forte anche per lo stile e per la mia sensualità".
I prossimi brani sono ancora in fase di definizione. Resta da decidere se pubblicarli come singoli o raccoglierli in un EP. Per i live, invece, l'idea è di aspettare l'inverno e costruire un formato a metà tra dj set e performance dal vivo, con remix dei propri brani.
Fabìola guarda con attenzione anche alla scena musicale genovese, che considera in una fase di crescita. "Ci sono tante realtà di vita reale in cui abbiamo la possibilità di confrontarci, di entrare in contatto anche con realtà più importanti in modo semplice".
Milano resta il principale centro dell'industria musicale italiana, ma secondo Fabìola Genova può essere una palestra importante per chi è agli inizi, permettendo agli artisti di fare esperienza e costruire un percorso prima di confrontarsi con un mercato più ampio.
"Quando l'artista di Genova arriva a Milano, grazie al suo percorso ha sostanza: non è un progetto improvvisato, c'è qualcosa dietro".








