Prosegue il confronto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale sui nuovi Piani Regolatori Portuali di Genova e Savona-Vado. Dopo i primi incontri con gli stakeholder, oggi il presidente Matteo Paroli, il segretario generale Tito Vespasiani e lo staff impegnato nella redazione dei Prp hanno riunito terminalisti, associazioni di categoria e operatori ferroviari per approfondire le azioni previste nei due strumenti di pianificazione.
Al primo tavolo hanno partecipato i rappresentanti di Uniport, Assiterminal, Assologistica e Federlogistica, mentre il secondo appuntamento è stato dedicato al sistema ferroviario con Agens e Fercargo.
Sul fronte portuale, il confronto si è concentrato sulle esigenze operative e tecniche dei terminal e sulle prospettive di sviluppo dei traffici. Le ipotesi elaborate dall’Autorità partono dagli studi già realizzati, ma vengono presentate come una base ancora aperta a modifiche, integrazioni e soluzioni alternative da sottoporre alle successive verifiche tecniche e normative.
Uno dei principi attorno ai quali verranno costruiti i nuovi Prp sarà la flessibilità delle destinazioni funzionali delle aree portuali. L’obiettivo è evitare che una pianificazione destinata a regolare lo sviluppo degli scali per i prossimi 25-30 anni finisca per vincolare eccessivamente gli spazi rispetto ai cambiamenti dei mercati, dei traffici e delle modalità operative.
Gli studi economici utilizzati come riferimento indicano in particolare container, rotabili e passeggeri tra i settori con le maggiori prospettive di crescita, pur mantenendo l’obiettivo dichiarato di creare condizioni favorevoli allo sviluppo di tutte le componenti di traffico.
Una parte rilevante della giornata è stata dedicata alla ferrovia. Nel confronto con Agens e Fercargo sono state affrontate le opere necessarie per aumentare la capacità degli scali di trasferire una quota maggiore di merci dalla gomma al ferro.
Tra le priorità figurano il rafforzamento dell’ultimo miglio ferroviario, dei parchi e delle stazioni interne alle aree portuali e dei collegamenti con la rete nazionale. Un sistema che dovrà essere sviluppato anche in vista della piena entrata a regime delle opportunità offerte dal Terzo Valico, considerato uno degli elementi fondamentali per sostenere l’aumento dei traffici portuali e ridurre contemporaneamente la pressione dei mezzi pesanti sulla viabilità.
A supporto del percorso di confronto con gli operatori verrà inoltre messa a disposizione una data room, attraverso la quale tutti i soggetti coinvolti potranno accedere alla documentazione utilizzata per la costruzione dei Piani.
“Un Piano con un orizzonte di 25 o 30 anni deve evitare, per quanto possibile, che le scelte di oggi precludano le opportunità di domani”, sottolinea Matteo Paroli. Per il presidente dell’Autorità portuale la flessibilità “non significa rinviare le scelte, ma evitare rigidità nelle funzioni e nell’utilizzo degli spazi che possano limitare nel tempo la capacità dei porti di adattarsi all’evoluzione dei traffici e dei mercati”.
Paroli richiama anche la necessità di un impegno condiviso tra pubblico e privato: “L’Autorità deve pianificare e creare le condizioni infrastrutturali; gli operatori accompagnare queste opportunità con gli investimenti necessari; le istituzioni e i soggetti pubblici competenti contribuire a rendere possibili le scelte strategiche”.
Il nodo, conclude il presidente, sarà trovare un equilibrio tra crescita degli scali e territorio: “Un porto non cresce contro il proprio territorio, ma allo stesso modo un territorio che ospita un grande porto deve saper misurarsi con le esigenze del suo sviluppo”.







