Sport - 08 settembre 2026, 17:03

Dal Mondiale di arrampicata sportiva al territorio, la scalata del genovese Alessandro Sofia apre nuove prospettive per il Medio Ponente

Il giovane atleta azzurro, semifinalista ai Mondiali giovanili, celebrato dal Municipio VI. Dall’incontro emergono nuove idee per lo sviluppo della disciplina e la disponibilità del CONI Liguria a collaborare con il territorio su eventi e iniziative sportive

Dalla convocazione arrivata quasi a sorpresa durante gli esami di maturità fino alla semifinale dei Mondiali giovanili di arrampicata sportiva. Ma anche dalla storia di un singolo atleta a un ragionamento più ampio sullo sport nel Ponente, sulle strutture, sulle opportunità per i più giovani e sulla possibilità di costruire nuove collaborazioni istituzionali.

È diventato qualcosa di più di una 'semplice' celebrazione l’incontro dedicato ad Alessandro Sofia, giovane atleta genovese arrivato fino alla Nazionale nella specialità Lead, ospitato questa mattina nella Sala Consiliare del Municipio VI Medio Ponente.

Con lui il direttore di The ForGe Climb Giuseppe Sofia, il presidente del Municipio Fabio Ceraudo, il consigliere municipale con delega allo Sport Alekseij Canepa, la vicepresidente Elisa Somaglia e il presidente del CONI Liguria Antonio Micillo. A moderare l’incontro il giornalista de La Voce di Genova Federico Antonopulo.

Il punto di partenza è stato inevitabilmente il Mondiale. “Quando ho saputo della convocazione non ci credevo - ha raccontato Alessandro Sofia -. Ero a scuola, proprio nel periodo degli esami di maturità. Durante l’anno mi ero allenato soprattutto per il Boulder e invece è arrivata la convocazione per il Mondiale giovanile nella Lead”.

Una chiamata tutt’altro che scontata, considerando che Sofia aveva avuto appena cinque settimane per preparare in maniera specifica la specialità. “Gli altri atleti lavoravano sulla Lead da anni. Il percorso che affrontiamo per una gara, però, non dura settimane o mesi: dura anni. Per me la componente mentale vale almeno l’80 per cento”.

Una preparazione portata avanti insieme alla maturità e alle trasferte a Milano, anche due o tre volte alla settimana. Poi l’arrivo al Mondiale e una prima via affrontata con grande tensione. “Non sono riuscito a esprimere completamente quello che potevo dare. Prima della seconda prova ho cercato di isolarmi, rilassarmi e pensare soltanto a scalare nel modo più fluido possibile. È cambiato tutto. Quando sono sceso e mi hanno detto che ero entrato in semifinale non ci credevo”.

Una storia iniziata quasi per caso quando Alessandro aveva appena quattro anni e mezzo. Durante una giornata ad Artesina con la famiglia vide una parete artificiale e volle provare. Prima la paura dell’altezza, poi la voglia immediata di risalire. Da lì la ricerca di una palestra a Genova, gli allenamenti a Bolzaneto e le prime gare. “La cosa più bella è che nessuno mi ha spinto verso questo sport - ha ricordato -. È partito tutto da me, dalla curiosità di quel bambino che aveva visto una parete e aveva deciso di provare”.

Un percorso che negli anni ha coinvolto inevitabilmente tutta la famiglia e che ha contribuito anche alla nascita di The ForGe Climb. “Non siamo stati noi a spingere Alessandro nell’arrampicata, è stato lui a trascinare noi - ha spiegato Giuseppe Sofia -. Durante il Covid mi disse che doveva continuare ad allenarsi e che dovevo trovargli un posto. Lì abbiamo capito ancora di più quanto quella passione fosse sua”.

Da quell’esperienza è maturata anche l’idea di realizzare una struttura moderna nel Ponente. “Volevamo costruire qui quello che per anni siamo stati costretti ad andare a cercare altrove. La ricerca del locale è stata lunga. Nel 2023, davanti all’edificio che poi sarebbe diventato The ForGe, mi sono detto: ‘O lo faccio o lo faccio’. A gennaio abbiamo aperto”, prosegue Giuseppe Sofia. 

Ma avere una palestra, ha sottolineato Sofia, rappresenta soltanto una parte del lavoro necessario per costruire un atleta di alto livello. “Servono preparatori, fisioterapisti, mental coach, tecnici e professionisti capaci di lavorare con ragazzi molto giovani. In Liguria abbiamo tanta passione, ma alcune professionalità specifiche siamo ancora costretti a cercarle fuori regione”.

Da qui una delle prospettive emerse durante l’incontro: provare a fare di Genova e della Liguria un punto di riferimento sempre più importante per l’arrampicata sportiva. “Oggi, se dobbiamo allenarci in strutture di livello internazionale, dobbiamo andare ad Arco o a Innsbruck - ha spiegato il direttore Sofia -. La Liguria ha mare, montagna e una grande vocazione outdoor. Perché non immaginare anche qui un centro capace di attrarre atleti, competizioni ed eventi? Sarebbe un’opportunità sportiva, ma anche economica e turistica”.

Un ragionamento raccolto dal presidente del Municipio Fabio Ceraudo. “Avere nel Medio Ponente una realtà come The ForGe significa avere un motore di crescita, non un presidio di resistenza. È una struttura che porta competenza, metodo e visione. Quando un giovane cresciuto nel Ponente arriva a un Mondiale non è un’eccezione, ma la conferma che questo territorio ha tutto per generare talento”.

Ceraudo ha sottolineato anche le caratteristiche del territorio, dal mare alle colline fino alle strutture indoor. “Lo sport può diventare un elemento identitario e anche un volano per il commercio e l’economia locale. Sestri Ponente non ha nulla da invidiare ad altre località che dell’arrampicata hanno fatto un punto di forza: anche noi abbiamo qualità e potenzialità per costruire qualcosa di importante”.

Sul coinvolgimento dei ragazzi è intervenuto Alekseij Canepa, che ha indicato anche un primo appuntamento concreto: The ForGe parteciperà allo SportCity Day del 20 settembre, insieme alle associazioni sportive del territorio, con un muro di arrampicata a disposizione di ragazzi e famiglie. “Bisogna portare queste discipline fuori dagli spazi nei quali vengono praticate abitualmente e farle conoscere direttamente alle persone – ha spiegato –. In prospettiva sarebbe interessante riuscire a creare anche uno spazio outdoor attrezzato per l’arrampicata. Allo stesso tempo è fondamentale costruire una rete tra società sportive, scuole e territorio”.

La vicepresidente del Municipio Elisa Somaglia ha invece insistito sul ruolo dello sport anche per cambiare il racconto del Ponente. “Abbiamo un territorio con tantissime potenzialità, una rete associativa molto ricca e un tessuto commerciale importante. Lo sport può diventare uno strumento molto potente per superare una narrazione troppo spesso concentrata soltanto sulle criticità”.

Secondo Somaglia, la strada può passare anche dagli eventi: “Possono diventare vere vetrine per Sestri e Cornigliano, portare persone sul territorio, sostenere il commercio e creare indotto. La sfida è dare continuità alle iniziative e trasformarle in appuntamenti riconoscibili per tutta la città”.

A chiudere il quadro istituzionale è stato il presidente del CONI Liguria Antonio Micillo, che ha richiamato il ruolo decisivo dello sport di base. “Alessandro è un esempio di quello che possono produrre le tante società che operano sul territorio grazie a dirigenti appassionati e competenti. Le piccole società sono quelle più vicine al tessuto sociale e svolgono un compito che va ben oltre il risultato sportivo”.

Per Micillo l’arrampicata ha ancora grandi margini di crescita in Liguria. “Non esistono sport minori. L’ingresso nel programma olimpico ha dato un ulteriore impulso alla disciplina e la Liguria offre grandi possibilità, sia indoor sia outdoor, penso al Finalese e allo Spezzino. Può diventare anche uno strumento di promozione con importanti ricadute economiche. Bisogna investire in strutture e persone formate, con l’affiancamento della Federazione”.

Ed è proprio dal confronto nato durante la mattinata che è arrivato anche uno degli sviluppi più concreti: Micillo ha manifestato la disponibilità del CONI Liguria a collaborare con il Municipio VI Medio Ponente, mettendo a disposizione competenze ed esperienza anche sul piano amministrativo, organizzativo e gestionale per la costruzione di future iniziative ed eventi sportivi.

Al termine dell’incontro il CONI ha consegnato un riconoscimento ad Alessandro Sofia e al Municipio, mentre il Municipio VI Medio Ponente ha premiato il giovane atleta con una targa per il percorso che lo ha portato fino alla Nazionale e ai Mondiali.

Per Sofia, intanto, la scalata continua. Nel mirino ci sono la qualificazione al prossimo Mondiale anche nel Boulder, risultati importanti a livello europeo e, più avanti, il sogno olimpico. Ma anche un futuro oltre le gare. “Vorrei studiare Scienze motorie, continuare a insegnare ai bambini e un giorno diventare tecnico della Nazionale. Quello che direi a un ragazzo che inizia oggi è di non smettere mai di credere in se stesso: questo percorso è fatto di vittorie, ma anche di sacrifici, sconfitte e delusioni. E la cosa più bella è riuscire a trasmettere agli altri la passione che questo sport ha dato a me”.

Redazione

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