Quanto emerso dal consiglio comunale di ieri, martedì 8 settembre, in merito al nuovo cantiere previsto in via Polonio, a Trasta, ha fatto scattare la reazione dei Comitati dell'Alta Valpolcevera. La preoccupazione riguarda i lavori per la realizzazione della rete di drenaggio e smaltimento delle acque a servizio del nuovo insediamento produttivo nell'area ex Squadra Rialzo, destinato a diventare l'hub logistico di Sogegross.
"Questo rischia di aggiungere un'ulteriore criticità a una viabilità che già oggi deve fare i conti con diversi interventi contemporaneamente", spiega Luciano Giorgi, coordinatore dei Comitati Uniti dell'Alta Valpolcevera.
L'intervento è stato autorizzato nell'ambito delle opere di urbanizzazione del progetto e, come spiegato in consiglio comunale dall'assessore alla Mobilità Emilio Robotti, interessa direttamente la sede stradale. Per questo è previsto un restringimento della carreggiata. La questione è stata portata in aula dal consigliere Enrico Vassallo (PD), preoccupato per l'impatto che il cantiere potrebbe avere su una strada già congestionata, soprattutto con la ripresa delle attività lavorative e scolastiche.
Robotti ha spiegato che non esisterebbero alternative tecniche per spostare le lavorazioni e che l'amministrazione intende limitare i disagi attraverso prescrizioni alla ditta, garantendo la percorribilità della strada, il passaggio dei mezzi di soccorso, gli accessi laterali, la presenza di movieri e il monitoraggio della Polizia Locale.
Per i Comitati, però, il punto non è soltanto come gestire il traffico durante i lavori, ma se sia opportuno far partire proprio adesso un ulteriore cantiere. "La richiesta che faremo è di posticipare questo nuovo cantiere che intendono avviare a breve, almeno fino a quando non saranno terminati gli altri cantieri, o almeno uno dei due", spiega Giorgi.
Il riferimento è innanzitutto ai lavori di RFI per la realizzazione del nuovo ponte di Cadevilla e al cantiere per il ripristino della fognatura in via Romairone. "Chiediamo che vengano conclusi entrambi, perché si tratta di due cantieri sui quali non abbiamo certezze sui tempi. Da una parte c'è quello di RFI per la realizzazione del nuovo ponte, dall'altra quello per il ripristino della fognatura in via Romairone".
Il timore riguarda soprattutto la possibilità che eventuali ritardi facciano sovrapporre ulteriormente le lavorazioni. "Il pericolo concreto è che ci siano lavori che iniziano, ma dei quali, come spesso accade, non si sa quando finiranno. E il rischio che questo accada è molto alto".
Secondo i Comitati, il problema è amplificato dal fatto che la rete stradale della zona è già sottoposta a una forte pressione. "La viabilità è già abbastanza complicata. Era già in crisi di base: basta un semaforo temporizzato male per creare code da via Polonio fino all'Ikea", e a questo si sommano le modifiche alla circolazione già presenti: "Se si aggiunge il senso unico alternato in via Romairone, una sola corsia a scendere in via Polonio e un altro senso unico alternato in via 30 Giugno, la situazione diventa davvero difficile".
Per il coordinatore dei Comitati, il quadro rischia di peggiorare con l'arrivo dell'autunno: "Stiamo entrando anche nella stagione delle piogge. Quando iniziano le scuole e comincia a piovere, molti degli utenti che utilizzano i mezzi a due ruote prendono la macchina. Di conseguenza il traffico veicolare aumenta per forza di cose. Nel frattempo ci è stato detto che verranno limitate alcune corse del trasporto pubblico: sembra quasi fatto apposta".
"Se mettiamo insieme la riduzione del servizio pubblico, l'aumento dei cantieri, le condizioni meteo e la riapertura delle scuole, il quadro tende inevitabilmente a peggiorare", aggiunge Giorgi.
I Comitati avevano già portato all'attenzione dell'amministrazione anche altre possibili soluzioni per alleggerire la situazione. "Come Comitati avevamo parlato con l'assessore Robotti prima di agosto, dicendogli che, se c'erano dei lavori da fare, sarebbe stato opportuno intervenire prima della ripresa delle scuole. Tra questi ce n'era uno che avrebbe dovuto essere realizzato e del quale poi non si è più saputo nulla: il ripristino della viabilità di sponda".
Secondo quanto riferito dal coordinatore, l'intervento avrebbe dovuto essere accompagnato da una fase di prove: "Robotti ci aveva detto che si sarebbe partiti a inizio settembre e che avrebbero dovuto essere fatte delle prove". Da qui la proposta di anticipare le verifiche: "Noi avevamo detto: perché non fate le prove quindici giorni prima, quando non c'è ancora nessuno? Così, se emergono dei problemi, si possono affrontare prima dell'inizio delle scuole. Altrimenti, quando iniziano le scuole e ci si accorge dei problemi, si rischia di paralizzare tutto".
"Non è stato fatto nulla al riguardo e, da allora, non se n'è più saputo niente", aggiunge Giorgi. Tra le proposte avanzate dai Comitati c'è anche quella di intervenire sulla conformazione della strada per recuperare spazio: "Avevamo indicato anche alcuni interventi per mitigare le condizioni della viabilità, soprattutto sul fronte ciclopedonale: eventualmente eliminare qualche aiuola, allargare un po' la carreggiata e spostare alcune colonnine che si trovano in via Polonio, a scendere, e che creano un restringimento".
Il riferimento è anche alle colonnine per la ricarica elettrica: "Ce n'è una davanti a un palazzo, proprio vicino a casa mia. Avevamo proposto di spostarla dall'altra parte, in modo da eliminare il restringimento a scendere e mantenere due corsie continue".
Versace: "Non si tratta di bloccare i lavori, ma di avere più attenzione"
Sulla vicenda interviene anche Michele Versace, presidente del Municipio Valpolcevera, che parte da una considerazione più generale sulla gestione dei cantieri in una zona già fortemente interessata da lavori e modifiche alla viabilità.
"Credo che tutte le richieste che riguardano cambi di viabilità, scavi e lavori sul suolo pubblico in Valpolcevera debbano essere trattate con particolare attenzione. Non perché siamo in Valpolcevera, ma perché siamo ormai davvero invasi dai cantieri. Quando arriva una richiesta, la prima cosa da fare dovrebbe essere coinvolgere la Polizia Locale e il Municipio, perché chi conosce il territorio può fornire indicazioni utili".
Secondo Versace, proprio il rapporto con il territorio avrebbe potuto essere maggiormente valorizzato anche nel caso del cantiere di via Polonio. "Quando abbiamo saputo della necessità di realizzare la canalizzazione delle acque a servizio del nuovo hub logistico di via Polonio, noi del Municipio siamo venuti a conoscenza della questione un po' così, senza essere particolarmente coinvolti. E credo che anche la Polizia Locale non sia stata coinvolta a sufficienza nelle fasi precedenti. Stiamo parlando di un progetto noto da anni e approvato. Se il progetto è stato autorizzato, evidentemente si sapeva anche che sarebbero stati necessari questi lavori per la canalizzazione delle acque. Nessuno mette in discussione la necessità di farli".
Il punto, secondo Versace, riguarda piuttosto la scelta del momento in cui intervenire. "Forse si poteva suggerire al privato, in questo caso al committente, di realizzare questi lavori in un periodo un po' più tranquillo, per esempio tra giugno, luglio e agosto. Arrivare a settembre, proprio con l'inizio delle scuole, significa non considerare fino in fondo che la Valpolcevera, dal punto di vista dei cantieri, è una zona particolarmente delicata".
Una valutazione che, per il presidente del Municipio, diventa ancora più importante considerando la contemporaneità con altri interventi. "Non si tratta di bloccare i lavori, ci mancherebbe. I lavori vanno fatti e molti di questi hanno anche un'importanza strategica. Anche nel caso di un intervento privato, nessuno vuole mettere in discussione la possibilità di realizzarlo: può significare sviluppo e opportunità di lavoro. Però servirebbe un po' più di attenzione e un po' più di prescrizioni, in modo che l'impatto venga distribuito e non ricada sempre sulle persone che percorrono quella strada".
Versace richiama in particolare la sovrapposizione con il cantiere per la sostituzione della condotta fognaria in via Romairone. "Quello è un altro intervento necessario, ma far partire contemporaneamente due cantieri in una zona che da più di un anno sta già affrontando problemi di viabilità significa aumentare ulteriormente le difficoltà. Per questo credo che si potessero fare ragionamenti diversi sulla programmazione".
Tra le ipotesi, il presidente del Municipio indica anche la possibilità di recuperare spazio sulla carreggiata attraverso alcuni interventi sulle sistemazioni esistenti, pur precisando che alcune delle informazioni circolate non sono al momento confermate. "Si parla, per esempio, di una possibile modifica della rotonda perché potrebbe esserci un problema con il raggio di curvatura necessario ai camion. Sono voci che non posso confermare, ma proprio per questo dico: se ci sono interventi che devono essere fatti, valutiamo anche se sia possibile eliminare alcune delle aiuole lungo il lato del fiume, così da recuperare spazio e fare in modo che il cantiere per la posa del tubo non occupi tutta la carreggiata".
Un'altra possibilità, secondo Versace, riguarda la gestione del traffico durante i lavori. "Si sarebbe potuto almeno suggerire al committente di attivare un servizio costante della Polizia Locale, naturalmente a titolo oneroso. È una modalità che viene già utilizzata in altri cantieri: il committente sostiene il costo dello straordinario e il Comune può garantire la presenza degli agenti per regolare il traffico".
Per Versace si tratta di misure che non impedirebbero la realizzazione dell'opera, ma potrebbero contribuire a ridurne l'impatto. "Sono prescrizioni e accorgimenti che non ledono il diritto di chi deve costruire e non significano fare barricate. Possono semplicemente dare un segnale di maggiore attenzione alle persone che ogni giorno devono attraversare quella zona".
Il tema diventa ancora più delicato, secondo il presidente del Municipio, se si considera il trasporto pubblico. "Se contemporaneamente vengono ridotte anche le corse del trasporto pubblico, per molte persone l'auto non è più una scelta, ma una necessità. In quella direttrice le alternative sono limitate e il trasporto pubblico è già sottoposto a una forte pressione".
Da qui la necessità, per Versace, di dare voce alle criticità espresse dai residenti senza trasformare la discussione in una contrapposizione tra cittadini e chi realizza le opere. "Credo sia dovere di un presidente di Municipio dire che si potevano fare proposte utili a mitigare il disagio per le persone. Perché altrimenti il costo di questa situazione viene pagato dai soliti noti, cioè dalla cittadinanza. Nessuno vuole bloccare i lavori - conclude il presidente -. Se qualcuno pensa o dice che questa sia la posizione del Municipio o dei Comitati, non è così. I lavori devono essere fatti. Se diciamo che questo scavo poteva essere fatto tra giugno e la fine di agosto, non stiamo dicendo una follia. Se invece lo facciamo partire nella settimana in cui ricominciano le scuole, è comprensibile che qualche cittadino si chieda se non si potesse fare diversamente".






