Sostenibilità finanziaria, sviluppo infrastrutturale razionale e partenariato pubblico-privato sono stati al centro del quarto tavolo di confronto sui nuovi Piani Regolatori Portuali (PRP), che ha visto riuniti l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Confindustria Genova, rappresentata da Beppe Costa, Marco Ghiglione e Vincenzo Cellario.
L'impostazione presentata dall'AdSP mira a evitare previsioni sovradimensionate, concentrando gli interventi sulle opere ritenute strettamente necessarie e limitando il consumo di nuovo territorio. Un approccio pensato per superare il vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e per favorire l'ingresso di capitali privati tramite concessioni e project financing. Sul fronte ambientale, la pianificazione prevede azioni per incentivare lo shift modale su rotaia, ridurre le emissioni navali, incrementare le energie rinnovabili e mitigare l'impatto acustico verso il tessuto urbano. L'incontro ha registrato la valutazione positiva dei rappresentanti degli industriali.
Il virgolettato del presidente AdSP, Matteo Paroli: "La sostenibilità economica è una condizione essenziale per rendere concreta qualsiasi previsione di sviluppo. Oggi non possiamo pensare a un Piano Regolatore fatto di interventi infrastrutturali imponenti senza chiederci, fin dall’inizio, se quelle opere potranno essere effettivamente realizzate e con quali risorse. Per questo abbiamo scelto un’impostazione funzionale e razionale, che delimita le nuove opere a quelle realmente necessarie e considera anche la possibilità di coinvolgere maggiormente gli investimenti privati e il partenariato pubblico-privato.
Questo non significa avere meno ambizioni, ma avere una maggiore capacità di trasformare le previsioni in opere reali. Una parte degli interventi dovrà necessariamente essere sostenuta dallo Stato, ma siamo convinti che una quota importante potrà essere realizzata attraverso investimenti privati.
Se chiediamo al privato di investire su infrastrutture che hanno tempi di ritorno necessariamente lunghi, dobbiamo essere in grado di costruire un quadro regolatorio coerente con questa prospettiva. L'obiettivo è arrivare a un Piano che non sia soltanto una previsione urbanistica, ma uno strumento concreto, sostenibile e capace di accompagnare la competitività dei nostri porti nei prossimi decenni".






