Il reinserimento sociale e l'emergenza abitativa delle persone che hanno scontato una condanna penale sono stati i temi al centro del quarto tavolo tematico della Consulta Carcere-Città, riunito questa mattina a Palazzo Tursi.
L'organismo, istituito dal Comune di Genova nel 2025, rappresenta il primo tavolo comunale stabile in Italia dedicato al raccordo tra l'istituzione penitenziaria e il tessuto cittadino.
Durante il confronto, gli amministratori locali e i rappresentanti del Terzo settore hanno analizzato la necessità di individuare soluzioni abitative stabili come condizione per garantire il mantenimento di un'occupazione e l'accesso ai servizi.
Entro la fine dell'anno la Consulta elaborerà un documento di proposte da sottoporre alle istituzioni competenti, a partire da Regione Liguria, con l'obiettivo di valutare modifiche al sistema di assegnazione dell'edilizia residenziale pubblica e valorizzare il recupero degli alloggi comunali sfitti.
I prossimi appuntamenti della Consulta saranno dedicati alla tutela della genitorialità e dei minori, con l'assessora Rita Bruzzone, e al tema della sicurezza e della prevenzione, curato dall'assessora Arianna Viscogliosi.
Cristina Lodi (Welfare e Servizi sociali): «L'incontro di questa mattina, incentrato sulle politiche dell’abitare, ha permesso di approfondire la questione attraverso le competenze dei diversi assessorati e prosegue con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Entro la fine dell’anno, al termine di questo primo ciclo di incontri, sarà elaborato un documento conclusivo con le proposte condivise da sottoporre alle altre istituzioni, a partire dalla Regione Liguria, che partecipa alla Consulta. Stiamo costruendo uno spazio nel quale affrontare insieme questioni complesse, senza considerarle separatamente. Lavoro, salute, documenti, formazione e abitazione concorrono infatti a creare le condizioni necessarie per affrontare il ritorno alla vita sociale. Disporre di una sistemazione stabile è particolarmente importante, perché la sua assenza può mettere a rischio anche le opportunità costruite durante la detenzione. I tavoli tematici ci consentono di entrare nel merito dei singoli ambiti, mantenendo una visione complessiva. Essere stati il primo Comune italiano a istituire una Consulta Carcere-Città significa assumersi la responsabilità di sperimentare un modello nel quale il carcere non sia percepito come una realtà separata, ma come parte della città».

Davide Patrone (Politiche della casa e Patrimonio): «La casa è spesso il primo requisito per poter ricominciare davvero. Per chi esce dal carcere, una sistemazione stabile è fondamentale per poter lavorare, accedere ai servizi, ricostruire relazioni e riconquistare progressivamente autonomia. Per questo dobbiamo evitare che la fine della pena o l’esecuzione della pena in regime alternativo coincida con un salto nel vuoto. Occorre intervenire su più fronti: inclusione socio-abitativa, edilizia residenziale pubblica e social housing. La Consulta rappresenta uno strumento importante di confronto e di stimolo anche nei confronti della Regione, perché una risposta adeguata richiede una collaborazione capace di intervenire sull’attuale sistema di assegnazione previsto dalla legge regionale 10 del 2004. Nel confronto è emersa inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione con gli enti del Terzo settore per rimettere in circolo alloggi comunali attualmente sfitti: stiamo infatti predisponendo una modifica del regolamento del civico patrimonio abitativo che avrà tra i suoi elementi centrali proprio questa possibilità».







