A Bolzaneto torna al centro della discussione l’impianto AMIU di via Sardorella, dove da tempo il Comitato cittadino “Non Solo Borgo” contesta la gestione delle emissioni odorigene e le modalità di movimentazione dei materiali.
La vicenda si intreccia con una serie di segnalazioni, esposti e risposte formali tra residenti, azienda e istituzioni. Il comitato parla di un “muro di gomma istituzionale” e di uno “scaricabarile burocratico”, sostenendo che gli interventi adottati finora non abbiano risolto il problema.
L’esposto dei residenti: “L’impianto continua a creare disagi”
La vertenza si è riaccesa formalmente il 26 agosto scorso, con un esposto inviato via Pec alla sindaca di Genova Silvia Salis, all’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, ad AMIU e al Municipio V Valpolcevera. Il documento, firmato dal presidente del comitato Massimiliano Pettinari, contesta in particolare l’efficacia delle recenti modifiche alla gestione dell’impianto.
Secondo i residenti, lo spostamento all’interno del capannone dello stoccaggio del materiale compattato, precedentemente effettuato all’aperto, non avrebbe prodotto miglioramenti significativi. Le segnalazioni riguardano in particolare l’area intorno ai civici 51, 53 e 53A di via Sardorella.
Nel mirino ci sono soprattutto le modalità di apertura dei varchi di accesso. Secondo quanto riferito dal comitato, ogni camion che trasporta plastica da riciclo necessita dell’apertura del portellone per circa 15 minuti. I residenti parlano di una media di 15 passaggi al giorno, distribuiti tra le 6 del mattino e l’una di notte. A loro dire, dopo ogni operazione gli odori rimarrebbero percepibili all’esterno per oltre mezz’ora.
Al problema degli odori si aggiunge quello del rumore. Il comitato segnala che, nonostante le lavorazioni siano previste fino alle 22, il transito dei camion e dei mezzi d’opera proseguirebbe fino all’una di notte, per poi riprendere già alle 6 del mattino.
AMIU: “Impianto nel rispetto delle autorizzazioni”
La risposta di AMIU è arrivata il 7 settembre, con una lettera ufficiale nella quale l’azienda respinge le contestazioni e sostiene che l’impianto operi “nella piena e rigorosa osservanza dei titoli autorizzativi ambientali” e delle disposizioni vigenti.
Nella comunicazione, AMIU definisce conformi alle prescrizioni le attività di ricezione, movimentazione e stoccaggio effettuate all’interno della struttura. Anche l’apertura dei portelloni viene ricondotta alle esigenze operative dell’impianto e descritta come una procedura “strettamente funzionale e circoscritta alle necessarie manovre logistiche”.
L’azienda esclude quindi anomalie nel processo o difformità rispetto alle misure di mitigazione approvate dagli enti di controllo.
Per quanto riguarda invece gli interventi strutturali, AMIU indica nel 31 dicembre 2027 la data prevista per il completamento del piano generale di revamping e ammodernamento tecnologico dell’impianto.
Il comitato replica: “Il portellone era aperto da oltre mezz’ora”
La risposta dell’azienda non ha chiuso la contestazione. Nel pomeriggio dello stesso 7 settembre il comitato ha inviato una nuova comunicazione, riportando anche una situazione osservata direttamente dai residenti.
Alle 19.25, mentre veniva redatta la replica, il portellone dell’impianto sarebbe rimasto aperto per oltre 30 minuti, secondo quanto riferito dal comitato, senza che in quel momento fossero presenti movimenti di mezzi logistici.
Per i residenti non si tratterebbe di un episodio isolato. Il comitato sostiene che l’apertura prolungata dei varchi venga utilizzata dalle maestranze per favorire il ricambio dell’aria all’interno dei locali, con il risultato, secondo la loro ricostruzione, di trasferire all’esterno gli odori.
La contestazione riguarda anche le caratteristiche dei capannoni: non essendo, secondo il comitato, mantenuti in depressione e non risultando completamente sigillati, l’apertura dei varchi renderebbe più difficile contenere gli odori provenienti dalle lavorazioni.
“La cittadinanza non può tollerare che la conduzione ordinaria del sito rimanga così carente per i prossimi quindici mesi in attesa del revamping”, ha dichiarato Pettinari, chiedendo ad AMIU di disporre la chiusura dei portelloni al di fuori dei tempi necessari alle operazioni tecniche.
I residenti chiedono interventi anche prima del revamping
Nel comunicato diffuso insieme agli atti, il Comitato “Non Solo Borgo” torna quindi a chiedere interventi immediati, senza attendere la conclusione dei lavori previsti entro la fine del 2027.
“Se le istituzioni e i vertici di AMIU pensano di poter gestire il territorio a colpi di timbri e autorizzazioni, ignorando la salute pubblica, si sbagliano di grosso”, affermano i rappresentanti del comitato.
La richiesta è quella di introdurre, nel frattempo, regole più rigide per l’apertura dei varchi, sistemi di contenimento e soluzioni temporanee per il filtraggio dell’aria.
In assenza di risposte, il comitato annuncia l’intenzione di proseguire e inasprire la protesta nelle sedi che riterrà opportune.






