Un plafond finanziario da 100 milioni di euro, finanziamenti fino a 5 milioni con durata decennale, accesso agevolato alle garanzie del Mediocredito Centrale e agli strumenti del PNRR, unito a un servizio strutturato di consulenza strategica. Con questo pacchetto di interventi BPER Banca sceglie Genova e la Liguria come territorio pilota per promuovere il consolidamento e lo sviluppo delle imprese a guida femminile, con la prospettiva di estendere il modello all'intero Paese. Nella Città Metropolitana le attività rosa superano quota 14.000, rappresentando il 21% del tessuto produttivo complessivo: una realtà dinamica ma caratterizzata da microimprese con una media di 2,7 addetti, concentrate per oltre l'80% nei settori dei servizi alla persona, del commercio, del turismo e della ristorazione.
La genesi dell'iniziativa affonda le radici in un dialogo immediato tra la banca e la leadership cittadina. "L'iniziativa parte da uno stimolo della sindaca Silvia Salis, la prima persona che ho incontrato al mio arrivo ad aprile in BPER", ha spiegato Giuseppe La Boria, Direttore Regionale BPER Liguria Piemonte. "È stata lei a propormi di sviluppare un percorso specifico sull'imprenditoria femminile". Il progetto, costruito insieme a Confindustria e alle associazioni di categoria, parte da Genova proprio per l'elevata densità di aziende rosa, le quali incontrano storicamente ostacoli nell'accesso al credito. Per rispondere a questa esigenza, l'istituto ha affiancato alle soluzioni finanziarie e all'assistenza per il PNRR un servizio di consulenza dedicata. Nel corso dell'incontro La Boria ha inoltre annunciato la nomina della dottoressa Paola Tavella, manager ligure, come nuova responsabile di BPER per la Liguria, segnando un ulteriore rafforzamento della presenza territoriale dell'istituto.
Il valore dell'intesa viene commisurato al ritardo strutturale che penalizza le donne nel mercato del lavoro italiano. "Voglio ringraziare BPER per la sensibilità dimostrata su un tema che rallenta lo sviluppo economico del Paese e incide sulla vita quotidiana delle donne", ha evidenziato la sindaca di Genova, Silvia Salis. I dati indicano che a 15 anni dalla nascita del primo figlio una donna percepisce una retribuzione inferiore del 57% rispetto alle donne senza figli, mentre nel report europeo sul gender gap del 2025 l'Italia si attesta al 38° posto su 40 nazioni. Con imprese cittadine dalla dimensione media di due addetti e mezzo, lo stanziamento di 100 milioni di euro rappresenta una leva fondamentale per sostenere un'occupazione femminile che fatica a decollare.

Le criticità legate al credito trovano riscontro nelle analisi dell'ente camerale. "È un'iniziativa fondamentale per declinare l'impresa al femminile - dichiara Maurizio Caviglia, Segretario Generale della Camera di Commercio di Genova -. Le nostre analisi evidenziano almeno 21.000 imprese a guida femminile su scala provinciale, con una forte concentrazione nel commercio, nel turismo, nella ristorazione e nei servizi alla persona. Queste attività affrontano spesso criticità sul piano del merito creditizio, per cui la risposta della banca del territorio è determinante. La rete delle associazioni e la ricostituzione del nostro Comitato per l'Imprenditoria Femminile, attivo da oltre vent'anni, ci permetteranno di individuare le priorità di intervento e fare animazione sul territorio per far conoscere questi strumenti".
L'impegno operativo passa attraverso la rete delle rappresentanze economiche locali. Ornella Caramella, direttrice di Confcommercio Genova e rappresentante del Comitato Terziario Donna, ha confermato la massima adesione al progetto. "Rappresento le imprenditrici del terziario, del turismo e dei servizi. Questa iniziativa di BPER risponde a un bisogno concreto e collaboreremo in modo capillare per diffonderla tra tutte le nostre associate".

Al fianco del mondo imprenditoriale si colloca il contributo del terzo settore. Giulia Campanella, presidente di PWN Genova (Professional Women Network). "Come associazione no profit impegnata sull'empowerment femminile e sulla leadership paritaria, riscontriamo quotidianamente le difficoltà delle imprese liguri nell'accedere al credito e alla formazione. Genova e il suo indotto registrano una forte presenza di aziende femminili legate al territorio, in particolare nel commercio, nell'agricoltura e nella ristorazione. Offrire loro un supporto concreto è essenziale e ringraziamo BPER e le istituzioni per l'impegno profuso".
A tracciare la sintesi politica e sociale del progetto è stata la stessa Silvia Salis, richiamando l'impatto dei divari occupazionali nazionali, dove l'81% dei lavoratori precari è composto da donne e il lavoro a tempo parziale mostra marcate sproporzioni di genere. Salis ha ricordato anche la propria esperienza personale: da ex atleta olimpica e prima donna ad assumere la vicepresidenza a 39 anni fino alla guida della città, evidenziando come persino donne affermate debbano affrontare pregiudizi e commenti denigratori. "La giusta sinergia tra amministrazione pubblica e privati deve spingere le donne non solo a non tollerare più certi atteggiamenti, ma a trovare coraggio e competenza", ha concluso la sindaca. "Scelte come questa non devono fermarsi ai percorsi personali di poche, ma devono incidere sulla condizione di tutte le donne, affinché ciascuna possa dare corso alle proprie inclinazioni e realizzare i propri sogni nella città di Genova".









