Sport - 10 settembre 2026, 16:45

Dallo zero alla reazione, De Rossi chiama il Genoa alla svolta senza alibi: “Dobbiamo pedalare ma non siamo peggiorati, i valori usciranno”

Sul tavolo dell'antivigilia col Frosinone protagonista il mercato. Il tecnico respinge le critiche sulla qualità della rosa e ammette: “Rosa diversa da quella che avevo immaginato, ma più li vedo allenarsi e più mi convinco che siamo forti”

Dallo zero alla reazione, De Rossi chiama il Genoa alla svolta senza alibi: “Dobbiamo pedalare ma non siamo peggiorati, i valori usciranno”

C'è un numero che pesa più di ogni altra parola, in questo avvio di stagione rossoblù. E' uno zero, quello fermo accanto al nome del Genoa nella casellina dei punti in classifica dopo le prime tre giornate, in un inizio tosto sì, ma anche poco convincente sotto certi aspetti.

Ed è da lì che comincia l'analisi di Daniele De Rossi all'antivigilia dell'importante sfida col Frosinone di sabato pomeriggio al “Ferraris”. Il mister lo sa, per questo sceglie di non girarci intorno, di non travestirlo da semplice combinazione di calendario avverso, perché forse è solo così che si possono trasformare la delusione il fastidio in benzina: passando attraverso la consapevolezza, nonostante ora cominci a farsi sentire un pizzico di pressione. 

«Penso sia corretto averne un po' e non fare i finti tonti: siamo a zero punti. Al di là del calendario che abbiamo avuto, non è piacevole e non fa bene. Dobbiamo muoverci e muovere la classifica», scandisce il tecnico, che però invita alla prudenza nei giudizi definitivi: «Un pizzico di pressione serve, anche se siamo solo alla quarta giornata, quindi per tirare una linea sulla salvezza finale ce ne passa. Comunque bisogna iniziare a pedalare per fare punti in classifica e vogliamo farlo davanti ai nostri tifosi».

Ed è proprio ripartendo da quel bruciante “zero” che il discorso di De Rossi scivola sui temi che stanno più accompagnando, dall'esterno, il Vecchio Balordo in questo scampolo di stagione. Primo su tutti quello della qualità a disposizione, in particolare sulla trequarti. Un'accusa che il tecnico respinge quasi con fastidio: «Parlare di mancanza di qualità, secondo me, è sbagliato e ingeneroso. Abbiamo tanti giocatori che sono gli stessi dell'anno scorso», rimarca. Semmai, spiega, il problema è un altro, più sottile: «Credo che l'anno scorso avessimo un po' più di facilità ad arrivare al tiro e al gol grazie alle caratteristiche individuali. Adesso abbiamo perso qualche gol e l'ultimo passaggio, ed è proprio quello che dobbiamo ritrovare attraverso altre trame e individualità. Non è che avessimo sulle fasce Robben e Ribery... Non siamo necessariamente peggiorati e non penso che questa sia una squadra debole: alla lunga i valori usciranno fuori e forse faremo anche più punti dell'anno scorso».

È un discorso, quello sulla qualità del gruppo, che si intreccia inevitabilmente con un altro tema caro al tecnico in questo avvio di stagione: la gestione di una rosa che sulla carta appare ampia, ma che De Rossi non considera affatto un vantaggio automatico. «Non amo le rose sterminate. Avere tanti giocatori con caratteristiche diverse è un vantaggio, ma avere tanti giocatori per gli stessi ruoli non lo è affatto - premette - Abbiamo tantissimi quinti di centrocampo e giocatori esterni con profili simili: questo rischia di far sentire qualcuno fuori dal progetto, nonostante tu cerchi di ruotarli in allenamento».

Un esempio su tutti, quello di un possibile adattamento di Meichtry sulla corsia, che il tecnico usa per spiegare il rovescio della medaglia: «Se lo metto lì, devo lasciare in panchina due ragazzi che lo fanno di ruolo naturale, e questo crea dinamiche antipatiche». Da qui la ricetta alternativa, già sperimentata con successo: «A volte è meglio avere una rosa leggermente più corta e pescare dalla Primavera all'occorrenza - continua - Guardate Wiafe: sembrava di passaggio, poi abbiamo deciso di aspettare sul mercato e lo abbiamo buttato dentro; ha dimostrato di poter fare un ottimo lavoro sopperendo alle assenze, pur con meno esperienza». 

Ed è proprio il mercato, del resto, il capitolo su cui il tecnico sceglie le parole con più cura: «Non mi piace dare voti al mercato, intellettualmente non lo trovo onesto. So che nel calcio ci sono schieramenti e simpatie politiche, ma a me non interessano. A me importa solo che i miei giocatori sappiano che li stimo e che credo in loro. Il mercato ci ha consegnato una squadra un po' diversa da quella che avevo immaginato. Non sto dicendo che con un'altra squadra avremmo 9 punti oggi; avevamo in mente qualcosa di diverso». Eppure la chiusura sull'argomento è tutt'altro che rassegnata: «Più guardo questa squadra allenarsi, più mi convinco che sia forte e che farà punti. Quando entrerà a regime, e speriamo accada senza intoppi, farà risultati». 

E, a proposito di volti nuovi arrivati a ridosso della chiusura del mercato, De Rossi si dice più sereno di quanto temesse: «Alcuni giocatori sono arrivati in ritardo, ma devo dire che pensavo stessero peggio fisicamente. Stiamo conoscendo i nuovi e valutando i giocatori che avevamo già, alcuni dei quali sono arrivati un po' sottotono». 

C'è poi attesa per due nomi in particolare incrociando i temi di mercato e qualità. Sono quelli di Traoré che, «se tornerà a un livello accettabile sarà un bene per lui e per noi», e soprattutto di El Shaarawy: «L'altro giorno volevo inserirlo sul 3-1, ma quando ho visto che la partita si era chiusa idealmente l'ho fatto rimettere seduto per non rischiare nulla. Mi dice che sta bene, ovviamente ha un minutaggio ridotto. Spero di non averne l'estremo bisogno e di potergli dare minuti solo per fargli riassaporare il campo. Allenarsi da soli e poi buttarsi in gruppo all'improvviso nasconde sempre delle insidie; lui sta rispondendo molto bene e, quando si gioca a campo aperto, dimostra di essere di un'altra categoria. Domenica gli spazi saranno ampi, avremo bisogno di gente in condizione per fronteggiare le frecce del Frosinone».

E già, perché c'è anche un avversario di cui parlare. Un avversario che finora ha fatto benissimo ed è forse la più bella sorpresa della Serie A. «Massimo rispetto», premette De Rossi per il tecnico dei ciociari Alvini e per la sua squadra, che «ti stimola continuamente a trovare soluzioni», capace di non affidarsi solo a intensità e duelli: «Hanno rotazioni e movimenti che vanno attenzionati, spesso molto di più rispetto a squadre guidate da allenatori più blasonati». 

Un rispetto tattico che, alle porte di una gara da non sbagliare, suona anche come ultimo avvertimento a una squadra, la sua, chiamata a smettere di guardare la classifica e a cominciare a scriverla.

Mattia Pastorino


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