(Adnkronos) - "Gli italiani guardano allo scenario plumbeo che viviamo quotidianamente con sgomento e a tratti con una rassegnata inquietudine. Temono i cambiamenti della geopolitica, sono preoccupati per il riscaldamento climatico, spaventati per l'ulteriore incremento dei prezzi. Al tempo stesso, però, vivono questa dimensione quasi con un certo fatalismo, un certo distacco. Tant'è che ormai smettono di guardare le news in tv e saltano le notizie più inquietanti nei loro feed dei social". A dirlo è Albino Russo, direttore generale Ancc di Coop, in occasione della presentazione, a Milano, dell’anteprima digitale del 'Rapporto Coop 2026 - Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani', redatto dall’Ufficio studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori-Coop). "Invece, utilizzano questi ultimi anni per ridefinire la loro mappa valoriale e rimettere al centro del loro agire quotidiano vecchi e nuovi valori - prosegue -. Certamente rimane il mito imperituro della famiglia, ultima trincea in cui rifugiarsi per trovare una comfort zone in un mondo, appunto, che spaventa. Assumono il benessere come il nuovo obiettivo prioritario della vita quotidiana, un benessere non solo fisico, ma sempre più olistico, psichico, una migliore salute mentale, che trova anche corrispondenza nella voglia di tempo aggiuntivo".
"Gli italiani vivono una quotidianità in affanno - dice ancora -. Un terzo si dichiara costantemente sotto stress e avere un po' di tempo per sé, per disconnettersi dal mondo esterno e recuperare un equilibrio interiore, appare l'altra grande esigenza degli italiani. A questo si mescola la voglia di esperienze diverse, a partire dai viaggi, che offrono esperienze diverse da una quotidianità faticosa". Sul fronte della tecnologia, infine, per il direttore generale Ancc di Coop, "gli italiani non guardano al nuovo smartphone da 2mila euro, ma alla tecnologia gratuita delle app dell'intelligenza artificiale, lo strumento che consente, senza grossi esborsi, di migliorare la qualità della vita. Gli italiani sono, infatti, quelli che dichiarano in maggior misura, rispetto agli altri Paesi europei, di farsi assistere dall'intelligenza artificiale nei loro acquisti. Tutte queste dimensioni rientrano in una nuova sintassi dei consumi, in cui vince l'esperienza e vince il benessere. Ma il tratto che si afferma con maggiore nettezza è, paradossalmente, il valore del 'non consumo'. Due italiani su tre condividono fermamente l'affermazione secondo cui 'c'è un valore nell'astenersi dal consumo, nel limitare gli sprechi, nel limitare gli acquisti', non solo per necessità economiche - conclude - ma anche per scelta personale".






