Attualità - 11 settembre 2026, 10:18

Aule roventi e nessuna soluzione all’orizzonte: così parte l’anno scolastico 2026/2027

Filippo Bruzzone, consigliere delegato della Città Metropolitana, fa il quadro delle scuole della provincia. Lunedì prossimo suona la prima campanella

Lunedì prossimo suona la prima campanella anche in Liguria

Lunedì prossimo suona la prima campanella anche in Liguria

È il tema delle aule calde, dopo un’estate da temperature record, quello che accompagnerà l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027. “Dobbiamo sempre più prendere consapevolezza che nelle aule delle nostre scuole, spesso molto datate dal punto di vista della costruzione e altrettanto spesso non nate per la specifica finalità della formazione, non va combattuto solamente il freddo in inverno, ma anche il caldo da maggio in poi”. 

A parlare è Filippo Bruzzone, consigliere metropolitano con delega all’edilizia scolastica, che introduce un tema - di respiro nazionale - “che è strettamente di attualità a Genova e che si presenterà con tutti i suoi effetti già a partire dalla prossima settimana, con la partenza ufficiale dell’anno scolastico 2026/2027”. 

Il perché è presto spiegato: “Le scuole sono rimaste chiuse, come di consueto, per la pausa agostana. Ovvero, quando le temperature in città sono state più estreme, con tredici giorni consecutivi di bollino rosso. La temperatura media delle aule è tuttora altissima”. In parecchi casi si superano i trenta gradi, “e non basterà far prendere aria, se l’aria continua a mantenersi calda”. 

Servono soluzioni strutturali e la Città Metropolitana di Genova, seguendo il percorso avviato anche da altre istituzioni italiane, “ha scritto una missiva ad Anci e, per il suo tramite, al Governo, perché questo problema del caldo è enorme, sarà sempre più stringente e gli enti territoriali, da soli, non hanno sufficienti risorse per poter gestire l’emergenza”. 

Bruzzone fa notare che “a Genova solo il nuovo polo scolastico di via Giotto, a Sestri Ponente, ha un impianto di aerazione anche per contrastare il caldo. Ma parliamo di una scuola ricostruita praticamente da zero, per la quale si è investito moltissimo. In tutti gli altri casi, non ci sono impianti di condizionamento, e spesso non possono neppure essere installati”. 

Genova, sia come comune che come provincia, “sconta il fatto di avere le scuole all’interno di edifici che erano nati con altre finalità. Pensiamo ad esempio al ‘Mazzini’ di Pegli, dentro una villa nobiliare che poi è diventata anche un museo. Installare i condizionatori è improbabile per tanti motivi: sia perché le spese sono ingenti, sia perché ci sono tutele sulle facciate da parte della Soprintendenza, sia perché gli impianti elettrici non sono in grado di reggere e a malapena possono reggere un ventilatore per classe”. 

Ecco allora che Città Metropolitana chiede “lo stanziamento di risorse importanti da parte dello Stato, dal momento che le ondate di calore non cesseranno e l’emergenza è già da maggio in poi, per poi protrarsi a settembre”. 

Nei giorni scorsi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emesso un bando rivolto alle scuole per il raffrescamento e per il miglioramento del comfort microclimatico degli ambienti didattici, “ma è uscito il 2 settembre e c’è tempo solo sino all’11 settembre. Per quest’anno sarà difficile riuscire a ottenere qualche risultato. Serve una programmazione di più lungo periodo. In ogni caso, noi abbiamo segnalato questo bando alle singole istituzioni scolastiche, invitandole a partecipare”. 

Sul tema dell’edilizia scolastica, Bruzzone osserva inoltre: “È un dato invece molto positivo il fatto che abbiamo completato il 100% degli investimenti previsti dal Pnrr, grazie anche al lavoro degli uffici e all’impegno di chi mi ha preceduto, la consigliera Laura Repetto. Parliamo di sessantotto milioni di euro di risorse, più altri trentadue milioni provenienti dai Piani urbani integrati. Il polo di via Giotto è stato il lavoro principale, ma segnaliamo anche l’ex scuola ‘Maestre Pie’ di Recco e gli interventi al ‘Marsano’ di San Colombano Certenoli, al ‘King’ di Sturla e all’‘Odero’ di Sestri Ponente”. 

Bruzzone ha fatto anche partire “un ragionamento sul dimensionamento scolastico, dal momento che il calo demografico alla scuola primaria è del 23% e questi numeri, tra qualche anno, arriveranno alle superiori e occorre farsi trovare pronti”. Infine, il trasporto dei disabili: “Abbiamo già sbloccato circa due milioni e mezzo di euro, ma resta il nodo di come affrontare con tutti gli interlocutori il servizio nel futuro”.

Alberto Bruzzone

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