Attualità - 11 settembre 2026, 10:55

Ericsson Genova, avviata la procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti. La Cgil: "Un colpo mortale"

I tagli colpiscono il reparto Ricerca e Sviluppo degli Erzelli. Il sindacato chiama a raccolta istituzioni e politica: "Così muore il polo tecnologico della città"

Ericsson Genova, avviata la procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti. La Cgil: "Un colpo mortale"

È arrivata questa mattina la lettera contenente la procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti del sito genovese di Ericsson “Siamo davanti all’ennesima procedura di licenziamento che coinvolge 131 dipendenti e le loro famiglie – commenta Sonia Montaldo Segretaria generale Slc Cgil Genova – un colpo durissimo per i dipendenti visto che la proprietà chiude l’intero reparto R&D Ottica e parte di un altro reparto sempre R&D, sezioni che si occupano principalmente di tecnologie di rete avanzate e infrastrutture”. 

Come riportato nella procedura una delle cause è da ricercarsi nella costante e progressiva involuzione del mercato italiano delle telecomunicazioni che continua  a presentare dinamiche particolarmente impegnative e in sofferenza.

“Siamo davanti ad un vero e proprio dramma sociale per Genova e per il progetto del polo tecnologico degli Erzelli che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello della ricerca e innovazione tecnologica della città” continua Montaldo che sottolinea come Ericsson, multinazionale svedese attiva nel campo dell’informatica, delle nuove tecnologie legate agli apparati nell’ambito della comunicazione, abbia deciso di chiudere proprio il reparto ricerca e sviluppo.

“La procedura rappresenta una sciagura per l’Azienda che perde il cuore del suo processo produttivo e una sconfitta per lo sviluppo della cittadella tecnologica. Chiediamo a politica e istituzioni di affrontare la vertenza in modo compatto e coeso perché Genova non può permettersi uno scempio del genere né per i lavoratori né per lo sviluppo della città" conclude Montaldo. Lunedì 14 settembre dalle ore 9,30 alle ore 11,30, si terrà una assemblea di tutto il personale. La procedura coinvolge 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti.

Orlando (Partito Democratico) e Pastorino (Lista Orlando): “Colpita al cuore la ricerca e sviluppo. Una mazzata per tutta la Liguria”

“La procedura di licenziamento collettivo avviata da Ericsson per 131 dipendenti della sola sede genovese rappresenta l'ennesima, durissima mazzata per l'occupazione a Genova e in Liguria. Ma questa volta c'è un elemento che rende la decisione ancora più grave: viene chiuso l'intero reparto R&D Ottica e viene colpita anche un'altra parte della Ricerca e Sviluppo, settori che si occupano di tecnologie di rete avanzate e infrastrutture. Parliamo di uno dei motori dell'azienda, di competenze e professionalità altamente qualificate e proprio di quelle attività che dovrebbero rappresentare il cuore di un polo che si definisce tecnologico”.

Lo dichiarano Andrea Orlando, consigliere regionale del Partito Democratico e Gianni Pastorino, consigliere regionale della Lista Andrea Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa, intervenendo sulla nuova procedura annunciata da Ericsson, che coinvolge 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti.

“Colpendo in questo modo la Ricerca e Sviluppo cambia la natura stessa della presenza di Ericsson nella nostra città. È un ulteriore e pesantissimo passo nel progressivo disimpegno dell'azienda da Genova, iniziato ormai molti anni fa e proseguito attraverso una lunga serie di ristrutturazioni, esuberi e uscite.

Circa tredici anni fa Ericsson beneficiò di importanti finanziamenti pubblici destinati proprio a progetti di ricerca e sviluppo. Da allora siamo passati dagli oltre 900 lavoratori presenti a Genova a poche centinaia. Una diminuzione impressionante dell'occupazione, avvenuta senza che si sia mai riusciti a costruire un vero confronto continuativo tra l'azienda e le istituzioni locali.

Per anni Marco Bucci si è riempito la bocca parlando del polo tecnologico degli Erzelli come di un progetto strategico per Genova, luogo dell'innovazione, della ricerca e delle imprese ad alta tecnologia. Ecco i risultati: il polo tecnologico non è mai realmente decollato secondo le aspettative, le aziende private hanno continuato a ridurre personale e alcune presenze sono diventate progressivamente marginali. Ora una delle principali realtà insediate agli Erzelli arriva a colpire proprio la Ricerca e Sviluppo. È esattamente il contrario di ciò che quel progetto avrebbe dovuto rappresentare.

Ogni posto di lavoro perso è grave, ma i numeri contano: 131 licenziamenti concentrati su Genova sono una vera e propria mazzata. Lo sono innanzitutto per 131 lavoratrici e lavoratori e per le loro famiglie, ma anche per il tessuto economico e produttivo della città e della Liguria. Perdere professionalità nella ricerca significa perdere competenze difficili da ricostruire e impoverire ulteriormente la capacità del nostro territorio di produrre innovazione.

Le organizzazioni sindacali si sono già attivate e lunedì si terrà l'assemblea dei lavoratori, ma la procedura rischia di arrivare a conclusione entro la fine di novembre.

Siamo già in contatto con le organizzazioni sindacali di riferimento e con l'Assessorato regionale competente affinché si mantenga un rapporto diretto tra le rappresentanze dei lavoratori e il Consiglio regionale.

Di fronte a una decisione di queste dimensioni la politica e le istituzioni devono dare una prova di reazione. Genova non può assistere in silenzio allo smantellamento di un altro pezzo della propria occupazione qualificata, della propria ricerca e della propria capacità industriale”.

Candia e Casella (AVS): “Licenziamenti Ericsson, Regione intervenga per evitare il disastro”

“I 131 licenziamenti decisi dalla multinazionale Ericsson sono uno schiaffo ai lavoratori e alla città di Genova. Dopo gli ingenti finanziamenti pubblici ricevuti per insediarsi nel polo tecnologico degli Erzelli, la multinazionale ha ridotto il personale da 900 a 373 dipendenti, che adesso scenderanno a meno di 250 con l’ultima ondata di esuberi. Chiediamo al presidente Bucci e alla sua giunta di difendere il lavoro ed evitare un dramma sociale per Genova, anche in nome dei fondi regionali spesi per sostenere il trasferimento di Ericsson agli Erzelli”

Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e Jan Casella, consigliere regionale di AVS, sollecitano l’intervento della giunta Bucci per bloccare l’ulteriore riduzione di organico avviata da Ericsson.

“Ericsson è un’azienda sana, che opera in un settore in crescita e con forti utili, quindi questi licenziamenti sono insensati. Nel mercato ligure del lavoro, che riserva scarse opportunità nei settori ad alto contenuto tecnologico, questo taglio del personale rischia di avere effetti devastanti sulle persone colpite e sulle loro famiglie. La chiusura di un intero reparto di ricerca e sviluppo e il depotenziamento di un’altra struttura simile sembrano il preludio allo smantellamento dell’attività su Genova. È necessario che la Regione faccia valere il potere contrattuale acquisito con l’erogazione dei finanziamenti pubblici, per mantenere sul nostro territorio l’azienda e gli attuali lavoratori”, è l’appello di Candia e Casella.

Basso, Pandolfo, Ghio (PD): “131 licenziamenti inaccettabili. Genova non può perdere un altro presidio tecnologico. Il Governo deve intervenire con urgenza. Presentate interrogazioni alla Camera e al Senato”

“Centotrentuno licenziamenti a Genova sono inaccettabili. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Ericsson e chiediamo al Governo di intervenire immediatamente per fermare una decisione che rischia di colpire non soltanto l’occupazione, ma uno dei presìdi tecnologici più importanti della nostra città”. Lo dichiarano il senatore del Partito Democratico Lorenzo Basso, vicepresidente della Commissione Ambiente, Trasporti e Innovazione tecnologica del Senato, il deputato Alberto Pandolfo, capogruppo PD nella Commissione Attività produttive della Camera, Valentina Ghio vicepresidente Gruppo PD alla Camera, annunciando la presentazione di due interrogazioni parlamentari al Senato e alla Camera dopo l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti della sede genovese di Ericsson.
“La decisione di dismettere completamente l’unità Ottica entro la fine dell’anno rende questa vertenza ancora più grave. Parliamo di ricerca e sviluppo, reti ottiche, telecomunicazioni e competenze altamente specializzate. Un patrimonio costruito a Genova in decenni di lavoro e ricerca che non possiamo accettare venga semplicemente cancellato o trasferito altrove. Ericsson ha una lunga storia industriale nella nostra città e il polo degli Erzelli è stato sostenuto anche attraverso importanti investimenti pubblici proprio con l’obiettivo di consolidare a Genova attività di ricerca e sviluppo. Da anni, invece, assistiamo a un progressivo ridimensionamento dell’occupazione e delle attività. Ora siamo di fronte a un passaggio che rischia di compromettere definitivamente competenze tecnologiche strategiche”, aggiungono.
“Chiediamo una convocazione urgente di Ericsson al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme alle organizzazioni sindacali, alla Regione Liguria e al Comune di Genova, e la sospensione della procedura mentre si apre il confronto. Il Governo deve chiedere all’azienda un piano industriale chiaro per Genova e per l’Italia e deve sapere dove Ericsson intenda portare le attività oggi svolte dall’unità Ottica genovese. Difendere questi 131 posti di lavoro significa anche difendere il futuro industriale di Genova. Non possiamo parlare ogni giorno di sovranità tecnologica e poi assistere senza reagire alla perdita di ricerca, competenze e tecnologie strategiche dal nostro Paese”, concludono.

Merlino (FISTEL CISL LIGURIA): "Chiediamo all’azienda di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali"

“L’avvio della procedura di licenziamento collettivo è un segnale estremamente grave, soprattutto per un territorio come Genova, che negli anni ha già pagato un prezzo altissimo in termini di riduzione degli organici Ericsson. Non possiamo pensare che, di fronte alle trasformazioni del settore delle telecomunicazioni, la risposta continui a essere quella di scaricare i costi sui lavoratori. Chiediamo all’azienda di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di individuare tutte le soluzioni possibili per evitare licenziamenti traumatici. Come Fistel Cisl siamo pronti a fare la nostra parte, ma è necessario un impegno concreto da parte di Ericsson e delle istituzioni per difendere l’occupazione e garantire un futuro industriale al sito genovese”, spiega Giorgio Merlino, segretario generale della Fistel Cisl Liguria.

Camera del Lavoro Genova e Sindacato nazionale Cgil Comunicazione “Il Paese perde occupazione e ricerca”
 

"La procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti della sede genovese di Ericsson, concentrati nel settore della ricerca, è l’ennesimo atto di disinteresse verso il nostro Paese da parte del colosso svedese del settore delle comunicazioni. La precedente procedura che ha colpito il sito genovese, del febbraio 2025, aveva già espulso dall’azienda una decina di dipendenti che si sono sommati agli oltre 500 persi a Genova negli ultimi 10 anni. Anno dopo anno l’Azienda ha perso occupazione e professionalità. È un fatto grave per la città di Genova, che aveva fortemente investito nel progetto e nello sviluppo del Polo tecnologico degli Erzelli, e lo è per il settore nazionale delle comunicazioni del nostro Paese che subisce l’ennesimo impoverimento occupazionale, produttivo e di sviluppo. Camera del Lavoro di Genova e Sindacato Nazionale delle Comunicazioni Cgil si appellano a politica e istituzioni affinché si adoperino per trovare una soluzione che salvaguardi l’occupazione e il comparto che rischia di essere sempre meno competitivo a livello nazionale e internazionale".
 

Redazione

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