Da oggi, lunedì 14 settembre, entra in vigore il nuovo orario invernale di Amt, ed è il primo vero banco di prova del ridimensionamento del servizio previsto nel piano di risanamento dell'azienda: i percorsi delle linee restano invariati, ma diminuiscono corse e frequenze, con una contrazione media indicata attorno al 10% rispetto allo scorso inverno.
Il dato medio, però, non racconta da solo quello che cambia alle fermate. La riduzione non è infatti distribuita in maniera uniforme: alcune linee rimangono sostanzialmente invariate, altre vengono alleggerite soprattutto nelle ore di morbida, mentre su diverse direttrici il numero delle corse scende in maniera decisamente più consistente.
Il nuovo programma è stato costruito sulla disponibilità effettiva di autobus e personale, con l'obiettivo di ridurre il divario tra il servizio scritto negli orari e quello concretamente effettuato. Sul solo bacino urbano i turni passano da circa 1.045 a 855, quindi circa 190 in meno al giorno. Nell'extraurbano la riduzione precedentemente indicata era invece da 257 a 227 turni.
Nessuna linea cambia percorso, ma diminuiscono le frequenze
La prima differenza rispetto alle ipotesi circolate durante l'estate è che da oggi non scatta la rivoluzione della rete inizialmente prospettata. Non vengono quindi soppresse o accorciate in maniera strutturale le linee urbane ed extraurbane e non cambiano i capolinea: la revisione complessiva della rete è stata rinviata e sarà affrontata successivamente.
Il taglio viene applicato principalmente attraverso il numero delle corse e l'allungamento delle frequenze. In alcune fasce orarie, secondo il confronto effettuato dalle associazioni dei consumatori, l'attesa può passare anche da 6 a 12 minuti, quindi raddoppiare rispetto all'orario precedente.
Il confronto con lo scorso inverno: 421 corse in meno sulle linee analizzate
Un'elaborazione dell'associazione Utenti del Trasporto Pubblico, effettuata confrontando gli orari invernali 2025/2026 e 2026/2027, fotografa in maniera più dettagliata l'effetto sulle principali direttrici cittadine.
Il conteggio riguarda un gruppo selezionato di linee, dal lunedì al venerdì, ed esclude le corse successive alle 21: non rappresenta quindi l'intera rete AMT e non è direttamente sovrapponibile al -10% medio indicato dall'azienda. All'interno di questo perimetro, però, le corse passano complessivamente da 1.575 a 1.154: 421 in meno, pari al 26,7%.
Valpolcevera
È la direttrice che nel prospetto registra la riduzione maggiore. Le linee 7 e 8 passano complessivamente da 321 a 203 corse, con una flessione del 36,8%. La linea 7 rimane a 191 corse, mentre è soprattutto l'8 a determinare il dato: nel prospetto passa da 130 a 12 corse, con 118 collegamenti in meno e una riduzione del 90,8%.
Ponente
Sulle linee 1 e 3 il totale delle corse considerate passa da 378 a 278, cento in meno al giorno e un calo del 26,5%. La linea 1 scende da 229 a 190 corse, mentre la 3 passa da 149 a 88, con una diminuzione del 40,9%.
Val Bisagno
Anche sull'asse della Val Bisagno il ridimensionamento è consistente. Il confronto riguarda 13 e 14, che insieme scendono da 293 a 216 corse. Il 13 passa da 160 a 121, mentre il 14 da 133 a 95. In totale sono 77 corse in meno, pari al 26,3%.
Levante
Sulle linee 15, 16 e 17 barrato il totale passa da 583 a 457 corse, con una riduzione complessiva del 21,6%. Il 15 scende da 249 a 178 corse, il 16 da 162 a 89, con riduzioni rispettivamente del 28,5% e del 45,1%. In controtendenza il 17 barrato, che nel prospetto sale da 172 a 190 corse, quindi 18 in più.
Dal 36 al 47: i tagli sulle altre linee
Un altro confronto, realizzato prendendo come riferimento un giorno feriale dello scorso giugno e gli orari pubblicati da AMT, restituisce numeri differenti perché utilizza un diverso metodo di conteggio, ma conferma come la riduzione sia molto variabile da linea a linea.
Tra le linee centrali, il 36 passa da 126 a 94 corse quotidiane, il 34 da 107 a 94 e il 35 da 74 a 61. Sulle delegazioni il 47 di Quezzi scende da 90 a 68 corse, mentre il 39 di Oregina passa da 68 a 46.
Nello stesso confronto risultano invece sostanzialmente preservate la 7, la 20 tra Foce e Sampierdarena, la 63 tra Sampierdarena e Pontedecimo e la 96 Voltri-Crevari. Il 17, al contrario, risulta rafforzato, passando da 86 a 94 corse.
I numeri di questo secondo confronto non possono essere sommati o confrontati direttamente con quelli della tabella UTP, proprio perché cambiano il periodo e il criterio utilizzato per contare le corse. Entrambi, però, mostrano come dietro al dato medio del 10% convivano situazioni molto differenti.
Extraurbano, il 701 passa da mezz'ora a un'ora
Anche nel bacino extraurbano il nuovo orario entra in vigore da oggi, dopo la revisione delle prime proposte presentate durante l'estate e il confronto con i Comuni.
Una delle modifiche più evidenti riguarda la linea 701 tra Rossiglione e Voltri, che nelle fasce interessate passa da una frequenza ogni mezz'ora a una corsa ogni ora.
In Valle Scrivia sono stati corretti alcuni orari per migliorare le coincidenze con i treni e con i collegamenti autostradali verso Genova. Restano invece ancora da definire ulteriori correttivi, in particolare nei collegamenti tra Busalla e Vobbia.
Nel Tigullio, a San Colombano Certenoli, rimane soppressa la tratta tra Romaggi e Calvari, mentre vengono mantenute le corse previste in Val Cichero e a Villa Oneto. Nel Golfo Paradiso la linea tra Uscio e Terrile, che nella prima versione sarebbe stata cancellata, rimane invece in servizio con una corsa in meno. Sul rientro Brignole-Colle Caprile viene eliminata una corsa anziché le due inizialmente previste.
Ad Avegno, sulla Testana-Serro, una corsa inizialmente eliminata è stata ripristinata ma contemporaneamente ne è stata soppressa un'altra; analoga rimodulazione interessa il collegamento Genova-Caprile.
Per Santo Stefano d'Aveto il confronto con i Comuni ha invece dimezzato i tagli originariamente prospettati: viene eliminata soltanto la seconda corsa del mattino, mentre resta quella pomeridiana. Il collegamento con Chiavari diventa inoltre diretto, senza il cambio a Borzonasca.
Il nodo del sabato
Tra i punti più delicati rimane il servizio extraurbano del sabato, dove in diverse aree il numero delle corse viene fortemente ridimensionato. È proprio il sabato una delle giornate indicate come più problematiche nella nuova programmazione, insieme ai collegamenti tra il capoluogo e le valli.
Durante la preparazione dell'orario era stata anche prospettata, per alcune zone dell'entroterra, una programmazione vicina a quella festiva: una riduzione particolarmente pesante per le frazioni dove nei giorni festivi il servizio è già molto limitato o assente.
Nell'entroterra tornano anche gli autobus dei privati
Il problema non è soltanto il numero degli autisti. Nei depositi di Torriglia e Savignone, in particolare, la carenza di autobus da 12 metri disponibili rende inutilizzabile una parte dei conducenti presenti.
Secondo quanto emerso alla vigilia dell'entrata in vigore dell'orario, circa metà dei conducenti interessati nei due depositi, per una decina di turni complessivi, non avrebbe mezzi sufficienti da guidare. Per garantire parte dei collegamenti viene quindi nuovamente utilizzato, almeno fino a dicembre, personale e mezzi di aziende private in appalto.
Metro e Zecca-Righi non cambiano
Nessuna modifica, invece, per la metropolitana, che mantiene l'orario già in vigore: apertura tutti i giorni dalle 5 alle 21, mentre il sabato il servizio prosegue fino a mezzanotte. In occasione dei grandi eventi cittadini potrà essere disposto un prolungamento.
Resta invariato anche il servizio della funicolare Zecca-Righi, aperta ogni giorno dalle 6.40 a mezzanotte, con una corsa ogni 20 minuti.
Per la Ferrovia Genova-Casella, invece, il cambio di stagione arriverà più avanti: il nuovo orario invernale entrerà in vigore lunedì 28 settembre.






