Politica - 14 settembre 2026, 18:12

Area ex Facchini, nasce il campus della Valpolcevera: qui il primo liceo tecnologico sperimentale d’Italia

Trenitalia concederà gratuitamente al Comune per 99 anni 10mila metri quadrati. Nel nuovo Distretto educativo anche primaria, medie e nido-scuola: edifici stimati in 30 milioni. Prime classi sperimentali già dal 2027/2028

Foto d'archivio

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Un liceo tecnologico sperimentale, il primo in Italia, insieme a scuole per tutte le fasce d’età e laboratori dedicati a innovazione, intelligenza artificiale, mobilità ferroviaria ed energie rinnovabili. È il progetto destinato a trasformare l’area ex Facchini di Certosa nel nuovo Distretto Educativo dell’Innovazione – Campus Tecnologico Valpolcevera.

L’accordo quadro è stato sottoscritto lunedì 14 settembre in Prefettura da Comune, Città Metropolitana, Regione Liguria, ministeri delle Infrastrutture e dell’Istruzione, Trenitalia, Alpim e Ordine degli Architetti.

Il primo passaggio concreto riguarda l’area: Trenitalia concederà gratuitamente al Comune di Genova per 99 anni il diritto di superficie su circa 10mila metri quadrati dell’ex complesso ferroviario Facchini. Qui sorgeranno gli edifici del nuovo campus.

Il cuore del progetto sarà il Liceo statale tecnologico sperimentale, affiancato da una scuola secondaria di primo grado, una primaria e un nido-scuola dell’infanzia. L’investimento stimato per i soli edifici scolastici è di 30 milioni di euro.

«È un accordo importante perché si decide finalmente la destinazione di questa area urbana», ha spiegato il commissario straordinario Calogero Mauceri. Parallelamente alla costruzione del campus partirà il lavoro per anticipare l’esperienza educativa attraverso una sperimentazione ospitata in una scuola già esistente della Valpolcevera.

L’obiettivo è arrivare alle prime iscrizioni per l’anno scolastico 2027/2028, mentre procederanno progettazione e realizzazione del nuovo complesso.

Il presidente di Alpim Carlo Castellano, promotore dell’iniziativa, ha spiegato che la scuola destinata ad accogliere la fase sperimentale è già stata individuata, anche se il nome non è ancora stato reso pubblico in attesa dei passaggi formali con il ministero.

"Per la prima volta diamo ai ragazzi della Valpolcevera la possibilità di avere anche qui un percorso liceale", ha sottolineato Castellano, ricordando come la vallata non abbia mai ospitato un liceo. "L’obiettivo è arrivare al primo liceo tecnologico d’Italia proprio in Valpolcevera". 

La fase sperimentale avrà una durata massima di tre anni e servirà a mettere a punto contenuti, modalità didattiche e organizzazione in attesa del trasferimento nel nuovo edificio. Non si tratterà quindi semplicemente di spostare un liceo già esistente, ma di costruire progressivamente un nuovo modello scolastico.

Sul progetto lavoreranno anche realtà scientifiche e tecnologiche del territorio. Castellano ha citato gli accordi già avviati con Istituto Italiano di Tecnologia, Fondazione Ansaldo e GHT, con l’obiettivo di coinvolgere imprese e centri di ricerca nelle attività del futuro campus.

Il progetto prevede inoltre laboratori sulla mobilità ferroviaria, sulle energie rinnovabili e sull’intelligenza artificiale. Nell’accordo compare anche l’ipotesi di realizzare con Enel impianti fotovoltaici per una potenza complessiva fino a 3,5 MW, destinati a coprire il fabbisogno energetico del distretto e, attraverso comunità energetiche, a produrre benefici anche per le aree circostanti.

Alpim concorrerà inoltre alla nascita di una Fondazione di partecipazione insieme al Comune e ad altri soggetti pubblici e privati, destinata a sostenere l’innovazione didattica, finanziare borse di studio per studenti meritevoli in condizioni di fragilità e promuovere attività extrascolastiche e formazione per il personale.

A sostenere l’avvio della sperimentazione nei prossimi tre anni ci sarà anche la Fondazione Santa Rita da Cascia, che ha manifestato la disponibilità a contribuire al percorso di definizione del nuovo modello didattico.

Sul fronte della progettazione, l’obiettivo è arrivare in tempi rapidi a una gara internazionale per individuare il progetto del campus. «Entro fine anno è possibile lanciare la gara», ha spiegato Castellano, mentre dovrà ancora essere definita nel dettaglio la copertura dei 30 milioni necessari alla costruzione degli edifici.

La sindaca Silvia Salis ha annunciato nuovi incontri operativi già nelle prossime settimane. «È un progetto ambizioso e vogliamo provare a dare già dall’inizio dell’anno prossimo la possibilità alle famiglie di valutare l’iscrizione alle sezioni sperimentali».

La sperimentazione partirà quindi prima della conclusione del campus, con l’obiettivo di formare progressivamente le classi che potranno poi trovare sede nel nuovo liceo una volta completati gli edifici dell’area Facchini.

Federico Antonopulo


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