Politica - 15 settembre 2026, 15:57

Consiglio regionale, spese di comunicazione: Orlando attacca sui fondi, Ferro risponde e la maggioranza aggiunge: “Dal PD l'ennesima cantonata"

Il capogruppo dem chiede chiarezza sugli aumenti a bilancio e sui criteri delle gare. La Vicepresidente chiarisce la natura degli accordi quadro: “Nessun vincolo di spesa, numeri gonfiati di quattro volte”

Consiglio regionale, spese di comunicazione: Orlando attacca sui fondi, Ferro risponde e la maggioranza aggiunge: “Dal PD l'ennesima cantonata"

Spese di comunicazione al centro del dibattito in Consiglio regionale.

A tenere banco nella seduta odierna sono state le risorse destinate alla comunicazione istituzionale di Regione Liguria.

Il dibattito, innescato da un'interrogazione a prima firma del capogruppo del Partito Democratico Andrea Orlando, ha visto le spiegazioni puntuali della Vicepresidente Simona Ferro.

Nel suo intervento in aula, Orlando ha ripercorso il filo logico delle verifiche condotte dal gruppo dem, evidenziando forti perplessità sulla gestione e sulla crescita dei budget: “Nel bilancio 2025 gli stanziamenti per la comunicazione erano di 10 milioni, mentre nel 2026 sono arrivati a 15 milioni: un salto significativo che merita una riflessione e un approfondimento. Emerge inoltre una tendenza a utilizzare spesso le partecipate: Liguria Digitale ha chiuso il bilancio 2025 con un valore della produzione a 111 milioni rispetto ai 94 dell'anno precedente”.

Entrando nel dettaglio dei dati emersi tramite l'Anac e gli accessi agli atti, il capogruppo del PD si è focalizzato su una procedura di gara specifica: “Consultando il sito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione è emersa una gara da 750mila euro, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, valutata solo su basi qualitative e con un ribasso dello 0%, affidata a PTV Programmazioni Televisive S.p.A. (Primocanale), unico partecipante. Paragonandola a una gara precedente del 2023 da 1,5 milioni, a fronte della quale risultano spesi meno di 400mila euro, la domanda è: queste scelte derivano da precisi indirizzi della Giunta regionale? Non si tratta di capire il perché del destinatario, ma se vi siano direttive sulle modalità di aggiudicazione in assenza di forme di ribasso, che sono le uniche a consentire un risparmio di risorse pubbliche”.

La Vicepresidente Ferro è intervenuta per chiarire i contorni tecnici ed economici della vicenda, precisando la distinzione fondamentale tra la capienza teorica di un accordo e gli impegni di spesa effettivi: “Liguria Digitale S.p.A. ha sottoscritto un accordo quadro con PTV Programmazioni Televisive S.p.A. con una stima massima pari a 750mila euro, a decorrere dal 1° agosto 2026 e di durata triennale, per servizi a consumo di comunicazione istituzionale. L'accordo quadro, a norma del Codice degli Appalti, è uno strumento non vincolante: non costituisce fonte di un'obbligazione di spesa, non è impegnativo e non comporta l'obbligo di affidare contratti discendenti né di consumare l'intero importo".

A riprova di ciò, la Vicepresidente ha citato l'andamento del triennio precedente e lo stato attuale dei contratti: “A fronte del precedente accordo quadro del 2023 con importo massimo presunto di 1,5 milioni, sono stati stipulati da Liguria Digitale contratti discendenti per un importo complessivo ben inferiore, pari a circa 375mila euro, ossia circa 125mila euro all'anno. Relativamente al nuovo accordo del 2026, alla data odierna non è stato stipulato alcun contratto attuativo e di conseguenza non è stata assunta alcuna obbligazione di spesa. Per quanto riguarda invece Agenzia in Liguria, la spesa complessivamente sostenuta per la comunicazione istituzionale dal 1° agosto 2026 è pari a 771.106 euro”.

Nella sua replica, Orlando ha preso atto dei chiarimenti ma ha ribadito la necessità di mantenere alta la guardia sulla programmazione: “Dal sito dell'Anac non si poteva dedurre che la nuova gara fosse vincolata alle dinamiche dell'accordo quadro. Se a fronte di una previsione di 1,5 milioni ne sono stati spesi appena 400mila, ci chiediamo su quali basi avvenga la riconsiderazione delle cifre e se la Giunta sia in grado di dare risposte chiare sugli indirizzi di spesa”.

Durissimo, a margine della seduta, il commento congiunto dei capigruppo di maggioranza, che hanno respinto le accuse dell'opposizione parlando di narrazione distorta:

“Abbiamo assistito oggi all’ennesima brutta figura del Pd. In Consiglio regionale è stata data una falsa narrazione dei dati disponibili: è stato scambiato il tetto massimo indicato da un accordo quadro per le risorse effettivamente destinate alla comunicazione. Sono state date in pasto ai cittadini cifre quattro volte superiori a quelle realmente impiegate, coinvolgendo un’azienda privata che nulla c’entra con la politica. È l’ennesima volta che vengono diffuse notizie fondate su interpretazioni fuorvianti, come già accaduto per la polemica sui 5 milioni destinati all'adeguamento salariale del personale e scambiati dal PD per fondi alle segreterie politiche. Prendiamo le distanze da questo modo di fare politica che genera solo confusione tra i cittadini”.

Isabella Rizzitano


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