Attualità - 16 settembre 2026, 20:23

Ericsson non arretra sui 131 licenziamenti, Salis chiama il Governo: "Subito un tavolo nazionale"

L’azienda conferma il no al ritiro della procedura, agli ammortizzatori sociali e alla riconversione dei lavoratori. La sindaca scriverà a Urso, Calderone e Giorgetti. Domani nuovo incontro con il presidente della Regione Bucci

Ericsson non arretra sui 131 licenziamenti, Salis chiama il Governo: "Subito un tavolo nazionale"

Ericsson non fa passi indietro sui 131 licenziamenti annunciati per la sede genovese. Dopo il confronto con i sindacati, nel pomeriggio di oggi la vertenza è approdata a Palazzo Tursi, dove la sindaca Silvia Salis e l’assessore al Lavoro Emilio Robotti hanno incontrato prima i rappresentanti dei lavoratori e poi i vertici genovesi della multinazionale.

Dall’azienda è arrivata la conferma della linea già emersa nelle ultime ore: la procedura di licenziamento collettivo non verrà ritirata. Un rifiuto che, secondo Slc Cgil, riguarda anche il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali e l’ipotesi di riconvertire i lavoratori interessati su altri reparti o in altre sedi italiane.

"Abbiamo chiesto il ritiro della procedura ed eventualmente l’applicazione di ammortizzatori sociali, ma il rifiuto è stato categorico su entrambe le richieste", spiega Sonia Montaldo, segretaria generale Slc Cgil Genova. Anche sulla possibilità di ricollocare internamente i lavoratori, aggiunge, "la risposta è stata ancora negativa". 

Secondo quanto riferito dal sindacato, Ericsson avrebbe indicato tra le ragioni del ridimensionamento anche le difficoltà del mercato italiano delle telecomunicazioni. In Italia sarebbe ancora in corso il potenziamento della rete 5G, mentre altri Paesi starebbero già guardando allo sviluppo del 6G. Nella documentazione aziendale, riferisce Montaldo, Ericsson parla inoltre di una «costante e progressiva involuzione del mercato italiano delle telecomunicazioni» e di dinamiche considerate particolarmente difficili.

Una situazione che per Slc Cgil deve ora chiamare in causa direttamente il Governo. "L’azienda è sorda alle nostre richieste e per questo abbiamo ancora più bisogno dell’aiuto di politica e istituzioni per farla tornare sui propri passi", sottolinea Montaldo.

A chiedere l’apertura immediata di un tavolo nazionale è anche Palazzo Tursi. Salis ha annunciato che domani scriverà al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiedendo la convocazione urgente di un confronto con i vertici nazionali e internazionali di Ericsson, Regione Liguria, sindacati, Confindustria e rappresentanti parlamentari.

"Non possiamo restare immobili davanti a multinazionali che vengono a fare affari sul nostro territorio senza assumersi una responsabilità sul futuro delle persone che vi lavorano", afferma Salis. L’obiettivo del Comune è ottenere chiarimenti non soltanto sui 131 esuberi, ma anche sugli investimenti e sul piano industriale previsto per l’Italia e per la sede degli Erzelli.

"Vogliamo garanzie per i 131 lavoratori a rischio, vogliamo risposte chiare sul futuro della sede degli Erzelli e sugli investimenti di Ericsson in città", prosegue la sindaca. Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, i dirigenti locali dell’azienda avrebbero confermato di non poter recedere dalla decisione, inserita in una più ampia strategia del gruppo.

I vertici genovesi di Ericsson avrebbero però assicurato che l’azienda non intende lasciare Genova e che il ridimensionamento riguarderebbe esclusivamente una specifica area di prodotto. Sarebbe inoltre già stato avviato un confronto con il presidente di Confindustria Genova per verificare eventuali possibilità di ricollocamento sul territorio dei lavoratori coinvolti.

Per l’assessore Robotti, tuttavia, queste rassicurazioni non sono sufficienti. "Non possiamo accettare che un patrimonio di competenze e professionalità tecnologiche di tale rilievo venga disperso o ridimensionato con leggerezza", afferma, ribadendo l’intenzione del Comune di affiancare i lavoratori nella vertenza.

Durissimo anche Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro di Genova, che parla di "uno sgarbo pesantissimo alla città", ricordando il sostegno pubblico ricevuto dall’azienda per il proprio insediamento e sottolineando l’impatto che i 131 esuberi avrebbero non soltanto sui dipendenti direttamente coinvolti, ma anche sull’indotto.

Il confronto istituzionale proseguirà già domani mattina: alle 9 è previsto un incontro con il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Sindacati e istituzioni puntano ora a spostare rapidamente la vertenza su un tavolo nazionale, mentre Ericsson resta ferma sulla procedura di licenziamento collettivo.

Redazione

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