Dal Centro De Caroli di Teglia al portierato sociale di Begato, passando per l'educativa territoriale, i laboratori e l'alloggio per giovani adulti: in Valpolcevera il lavoro sociale si articola attraverso servizi diversi, rivolti a persone che hanno esigenze differenti. Il Centro De Caroli, in piazza De Caroli, è uno dei luoghi in cui questa rete prende forma. Nato nel 2007 con due piani dedicati ai minori, oggi ne conta tre. Per i maggiorenni l'accesso è libero, mentre per i più giovani è prevista la presenza degli operatori. All'interno del Centro c'è anche una sala dedicata ai podcast e alla registrazione musicale, risistemata dagli stessi ragazzi e diventata il Seventeen Studio, un progetto gestito dai giovani e utilizzato anche per i laboratori musicali dei Centri di Educazione al Lavoro di Genova.
Il Centro De Caroli è oggi una delle sedi del SEA Valpolcevera, Servizi Educativi per Adulti, gestito dalle cooperative sociali Coopsse e Agorà e inserito nel quadro del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, programma cofinanziato dall'Unione Europea e dallo Stato che coinvolge le 14 Città Metropolitane italiane e finanzia interventi di inclusione e innovazione sociale, rigenerazione urbana e contrasto al disagio socio-economico e abitativo nelle periferie. Per Genova il programma prevede una dotazione complessiva di oltre 126 milioni di euro.
Per capire da dove arriva questo lavoro bisogna partire da Coopsse, cooperativa nata nel 1978 e radicata soprattutto in Valpolcevera e nei comuni limitrofi. "Coopsse è una realtà storica della Valpolcevera: è una cooperativa che nasce nel 1978 ed è una delle prime cooperative sociali genovesi. Abbiamo ormai attraversato e concluso una fase importante di transizione e ricambio generazionale, a tutti i livelli", racconta il presidente Luca Oddone. La cooperativa opera nell'ambito dei servizi socioeducativi e sociali, con interventi rivolti a bambini, ragazzi, famiglie e persone in situazioni di difficoltà. Tra le attività ci sono i servizi 0-6, quelli educativi diurni e residenziali, i servizi aggregativi e territoriali, gli interventi rivolti ai migranti e quelli per l'inclusione lavorativa.
"Da un lato ci sono le attività istituzionali storiche, che caratterizzano le cooperative sociali come la nostra: la gestione di servizi socioeducativi e sociali, o educativi per l'infanzia, rivolti a diverse tipologie di beneficiari, dai servizi 0-6 ai servizi educativi diurni e residenziali per persone, famiglie e minori in carico ai servizi sociali, servizi aggregativi, servizi territoriali, servizi per migranti, per l'inclusione lavorativa eccetera". Accanto alle attività istituzionali, negli ultimi anni è cresciuto un secondo filone di lavoro legato ai bandi promossi da fondazioni e soggetti privati, con particolare attenzione alla povertà educativa e al protagonismo giovanile. "Nel contesto del contrasto alla povertà educativa e anche della promozione del protagonismo giovanile, in particolar modo con attività dedicate anche alla cura dell'ambiente e al verde, all'outdoor, come strumento sia di protagonismo e riattivazione giovanile, ma anche come attività nella comunità e di promozione e cura del territorio".
Il contesto nel quale questi servizi operano è quello di un territorio segnato da una storia sociale ed economica particolare. La Valpolcevera è stata per decenni una delle aree industriali e operaie della città e la crisi delle grandi industrie ha avuto conseguenze anche sui quartieri popolari. A questo si aggiungono le situazioni di disagio socio-economico concentrate in alcune zone, la presenza dell'edilizia popolare di Begato e le trasformazioni demografiche del territorio. La Valpolcevera, inoltre, presenta anche un tessuto associativo e aggregativo molto diffuso, con numerose realtà che lavorano nei quartieri.
Un altro elemento che pesa sulla vita quotidiana della valle è la presenza contemporanea di numerosi cantieri e grandi opere. Dopo il crollo del ponte Morandi, il territorio è diventato anche un crocevia di interventi infrastrutturali e logistici, dal Terzo Valico alla Gronda, insieme agli interventi di riqualificazione urbana e dell'area dell'ex Miralanza. Il sovrapporsi di lavori, modifiche alla viabilità e chiusure, secondo quanto riferito dalla cooperativa, rappresenta oggi un'ulteriore difficoltà per gli abitanti, in particolare in alcune zone come Certosa.

Tra le problematiche sociali vengono inoltre indicate la solitudine, la fragilità fisica e sanitaria, le problematiche legate alla salute mentale e i bisogni connessi all'invecchiamento della popolazione. È in questo quadro che si inserisce il SEA, coordinato da Andrea Mancuso.
Uno dei servizi è l'educativa territoriale, con sede proprio al Centro De Caroli. "Il focus è sul target d'età dai diciotto ai venticinque anni tendenzialmente, e abbiamo successivamente altri servizi, in realtà, con un target diverso, dai ventuno anni in su, senza porsi realmente un limite d'età, tendenzialmente fino ai sessantotto-settant'anni" spiega Mancuso. Il lavoro educativo può riguardare la ricerca di una casa, quella di un impiego, le pratiche burocratiche o l'accesso ai servizi sanitari. "Il nostro focus in quel caso lì è quel supporto alla figura per quanto riguarda ricerca abitativa, ricerca lavoro, supporto anche magari nelle pratiche burocratiche o in ambito sanitario".
Accanto all'educativa individuale ci sono i gruppi laboratorio, pensati soprattutto per la socializzazione. Tra questi ci sono il laboratorio di cucina, quello di cultura e "In Te con Te", gruppo dedicato ai giochi di società. "Questo servizio qua in realtà è più un ambito ludico, e soprattutto per far sì che le persone potessero socializzare tra di loro. Un esempio dei gruppi laboratorio: abbiamo il laboratorio di cucina, il laboratorio di cultura, 'In Te con Te', che è un gruppo di socializzazione con giochi di società, e il focus è quello di far sì che le persone possano socializzare tra di loro e conoscersi, conoscere anche il territorio". Un altro servizio riguarda l'accompagnamento sul territorio. "Ha come focus quello di far sì che le persone possano spostarsi sul territorio in comodità e conoscere anche il territorio; c'è una persona proprio che li segue".
A completare la rete c'è il portierato sociale, gestito da Agorà. Il servizio è nato prima del SEA, intorno al 2022, e ha sede a Begato. "Il portierato è un servizio unico sul territorio. Si trova a Begato e ha come focus quello di avere un impatto su un territorio che in realtà è sempre stato definito fragile, fragile per mille motivazioni". Il portierato interviene anche sulle necessità quotidiane degli abitanti.
"Aiutano nella manutenzione delle case, sia quelle gestite da ARTE, quindi dal Comune, ma anche comunque case popolari; supportano nel fare la spesa, supportano nel portare il farmaco a casa, quindi aiutano nella fragilità delle persone". Nel territorio sono presenti anche altre realtà che lavorano con la popolazione adulta, soprattutto nell'assistenza domiciliare e nell'invecchiamento attivo. Per quanto riguarda invece un servizio strutturato con le caratteristiche del SEA, quello realizzato da Coopsse e Agorà è un intervento affidato dal Comune di Genova.
L'ultimo tassello è l'alloggio sociale di via Berlioz, sempre a Begato. È rivolto a giovani neomaggiorenni e prevede un accompagnamento più leggero rispetto ad altri alloggi per giovani adulti gestiti dalla cooperativa.
"Attualmente la capienza massima è di quattro posti letto, è un alloggio per l'autonomia puro, dove entrano ragazzi neomaggiorenni che hanno bisogno, per vari motivi, di un supporto, di un posto dove poter stare a dormire; sono ragazzi autonomi che lavorano e che sono già inseriti all'interno della società".
La struttura funziona come una forma di co-housing con sostegno leggero: ragazzi e ragazze seguiti, in qualche misura, dai servizi possono sperimentare un percorso di autonomia anche in una situazione di emergenza abitativa. L'alloggio è un servizio realizzato dalla cooperativa per il Comune di Genova.






