Primo tavolo di lavoro a Palazzo San Giorgio dedicato all'elaborazione del nuovo Piano Regolatore Portuale. Alla riunione, organizzata dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per un primo confronto con i principali stakeholder del territorio, hanno preso parte la sindaca di Genova Silvia Salis e il vicesindaco Alessandro Terrile.
All'incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle amministrazioni municipali direttamente confinanti con l'area portuale: i presidenti del Municipio II Centro Ovest (Michele Colnaghi), del Municipio VI Medio Ponente (Fabio Ceraudo) e del Municipio VII Ponente (Matteo Frulio), insieme all'assessore del Municipio I Centro Est (Andrea Visentin). Le parti hanno avviato l'analisi delle prime ipotesi progettuali volte a coniugare l'operatività dello scalo marittimo con la tutela ambientale e la qualità della vita nei quartieri limitrofi.
«È stato un primo momento di illustrazione e confronto su alcune ipotesi di lavoro, per raccogliere contributi utili alla definizione di un Piano che tenga insieme le prospettive di crescita del sistema portuale e le aspettative della città - dichiara la sindaca Silvia Salis - al centro della nostra attenzione c’è la convivenza tra le attività portuali e la città, con particolare riguardo alla qualità della vita nei quartieri più vicini al porto. Siamo in una fase preliminare, nella quale è essenziale il coinvolgimento del territorio, ascoltando e mettendo a confronto esigenze e valutazioni diverse. Vogliamo lavorare affinché le scelte maturino attraverso un percorso trasparente e partecipato, che coinvolga anche i cittadini e i comitati e consenta di comprendere le ipotesi in discussione e le loro possibili ricadute».
Il percorso di concertazione proseguirà nei prossimi mesi con nuove sessioni d'ascolto per sintetizzare le osservazioni raccolte prima della stesura definitiva del documento strategico.
«Il porto è parte della storia e della vita di Genova, una risorsa per il lavoro e per l’economia della città - prosegue Salis - il suo futuro va pensato insieme a quello delle persone che abitano accanto alle sue attività. Per questo il contributo di chi vive ogni giorno quei quartieri deve trovare spazio nel confronto e accompagnare il percorso verso le scelte».






