Nessun passo indietro sui 131 esuberi previsti nella sede genovese di Ericsson e chiusura dell’azienda anche rispetto all’ipotesi di ricorrere agli ammortizzatori sociali. È un giudizio netto quello della Cisl sull’incontro con la multinazionale, che lascia la vertenza ancora più aperta e spinge il sindacato a chiedere il coinvolgimento diretto del governo.
"Ericsson, il giudizio sull’incontro è molto negativo - dichiara Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria -. L'azienda ha respinto il ritiro dei licenziamenti, la revisione degli esuberi e il ricorso agli ammortizzatori sociali".
La procedura riguarda 131 lavoratori del sito genovese, una parte molto rilevante degli addetti della sede, ed è legata alla riorganizzazione annunciata dalla multinazionale, con particolare impatto sulle attività di ricerca e sviluppo.
Secondo Maestripieri, a preoccupare non è però soltanto il destino immediato dei lavoratori coinvolti, ma anche il messaggio che emerge dalle valutazioni dell’azienda sul futuro delle attività in Italia.
"La chiusura dell’azienda, che considera l’Italia poco conveniente per gli investimenti, è un segnale molto preoccupante. Chiediamo che la discussione si sposti al tavolo nazionale, con il coinvolgimento del governo, per tutelare 131 famiglie ed evitare che la nostra città e il nostro Paese diventino sempre più residuali per la multinazionale".
La richiesta della Cisl è quindi quella di trasferire la vertenza dal livello locale a quello nazionale, aprendo un confronto con il governo per tentare di bloccare o ridimensionare gli esuberi e individuare strumenti alternativi ai licenziamenti.
UIL: "GRAVE MANCANZA DI RISPETTO DELL'AZIENDA"
Giuseppe Gulli, segretario organizzativo Uil Liguria, ha attaccato l'azienda: "Devo esprimere tutta la mia indignazione per quanto accaduto oggi in Prefettura. È stata un'occasione mancata. Al tavolo era stata richiesta la presenza dell'Assessore del Comune di Genova Robotti e dell'Assessore della Regione Liguria Ripamonti. Una presenza fondamentale, perché la vertenza Ericsson, pur avendo carattere nazionale, ha ricadute pesantissime sul nostro territorio e gli amministratori locali possono e devono farsi portavoce presso il Governo affinché venga affrontata la vicenda nella sua complessità. L'azienda non ha avuto nemmeno la decenza di presentarsi in Prefettura, era solo collegata da remoto, e con un pretesto formale ha preteso che i rappresentanti delle istituzioni locali lasciassero il tavolo, accettando di confrontarsi solo con le organizzazioni sindacali per la procedura di raffreddamento con la Prefetto. Lo ritengo un fatto di una gravità inaudita e di un'arroganza inaccettabile, non solo verso le istituzioni, ma verso i lavoratori stessi".
ERICSSON, SINDACA SALIS: ESCLUSIONE COMUNE E REGIONE DA TAVOLO IN PREFETTURA FATTO GRAVE E INAUDITO; ORA INTERVENGA GOVERNO
"La richiesta di escludere Comune e Regione dal tavolo su Ericsson, convocato oggi in Prefettura, è un fatto inaudito e senza precedenti per la nostra città. Si tratta di un grave sgarbo istituzionale da parte dei vertici dell’azienda, ai quali avevamo garantito la massima disponibilità al dialogo in una vertenza cruciale per il tessuto lavorativo genovese". Lo dichiara, in una nota, la sindaca di Genova, Silvia Salis, dopo che questa mattina i rappresentanti di Ericsson hanno chiesto l’esclusione della partecipazione di Comune di Genova e Regione Liguria, dal tavolo convocato in Prefettura.
"Ringrazio l'assessore Emilio Robotti, i nostri uffici e l'assessore regionale Paolo Ripamonti per il grande senso di responsabilità: il loro temporaneo passo indietro, fatto esclusivamente per consentire la prosecuzione della trattativa, è un atto di rispetto verso i dipendenti – prosegue la sindaca - ma una multinazionale come Ericsson non può pensare di mandare a casa 131 lavoratori chiudendo la porta in faccia alle istituzioni locali. Il Comune di Genova non resterà in silenzio davanti a chi fa profitti sul nostro territorio senza assumersi la responsabilità del futuro di chi vi lavora. Pretendiamo garanzie assolute sulla tutela dei dipendenti, sul futuro della sede di Erzelli e sugli investimenti di Ericsson in città. Noi ci saremo in ogni fase di questo confronto, fianco a fianco con i sindacati e i lavoratori, e ci uniamo alla loro richiesta di un tavolo nazionale coordinato dal governo".
“È molto grave che Ericsson non abbia voluto interloquire con i rappresentanti di Regione Liguria e Comune di Genova presenti questa mattina in Prefettura insieme alle organizzazioni sindacali”, dichiara Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Orlando Presidente in Consiglio regionale, presente al presidio delle lavoratrici e dei lavoratori.
“Sappiamo che la procedura non prevede la partecipazione delle istituzioni a questo tipo di incontri. Ma una cosa è la procedura, un’altra è il rispetto istituzionale e la volontà di mantenere un rapporto con il territorio. Rifiutare persino un’interlocuzione con Regione e Comune dimostra un’arroganza istituzionale che lascia basiti e dice molto sul reale interesse di Ericsson a continuare a investire a Genova e in Liguria. Parliamo di un’azienda che negli anni ha beneficiato anche di risorse pubbliche per sostenere la propria presenza sul territorio e che ora vuole concludere entro dicembre una procedura che rischia di lasciare senza lavoro 131 persone. Anche chi resterà si troverà in una sede fortemente ridimensionata e con un futuro sempre più incerto. Il Governo rompa il silenzio e convochi immediatamente un tavolo nazionale con l’azienda e le organizzazioni sindacali”.
“Se Ericsson pensa di poter decidere il futuro di 131 lavoratori senza confrontarsi con le istituzioni del territorio, ha fatto male i suoi conti. La richiesta surreale dell’azienda di escludere il Comune di Genova e la Regione Liguria dal tavolo convocato oggi in Prefettura rappresenta un segnale gravissimo, che non possiamo accettare. Stiamo parlando di una multinazionale che opera da anni a Genova e che ha nella sede di Erzelli un insediamento strategico per il nostro territorio. Di fronte a una prospettiva di drammatici esuberi, il confronto con istituzioni, sindacati e lavoratori dovrebbe essere un punto di partenza, non qualcosa da evitare”.
Così, i capigruppo regionale e comunale del M5S, Stefano Giordano e Marco Mes.
“Le istituzioni locali hanno dato piena disponibilità a partecipare al confronto e a lavorare per individuare soluzioni. Francamente non si comprende la pretesa di Ericsson di chiudere la porta proprio a chi rappresenta il territorio nel quale l'azienda opera e ha costruito una parte della propria presenza. Al netto delle prese di posizione, non arretriamo di un millimetro e vogliamo risposte chiare: quali sono le prospettive occupazionali? Quale futuro avrà la sede di Erzelli? Quali investimenti Ericsson intende mantenere e sviluppare a Genova?”.
“Come M5S saremo al fianco di lavoratori e sindacati e continueremo a pretendere che tutte le istituzioni siano coinvolte, nessuna esclusa. Sosteniamo inoltre la richiesta di un tavolo nazionale coordinato dal Governo, perché una vertenza di questa portata non può essere affrontata lasciando sole le istituzioni e, soprattutto, i lavoratori”, concludono.
“I toni utilizzati non sono stati certamente cordiali, ma le procedure prevedevano in questa fase un incontro di carattere tecnico. La nostra presenza era motivata dalla volontà di esprimere vicinanza e solidarietà ai lavoratori. Riteniamo che alimentare uno scontro tra istituzioni e azienda non sia utile, soprattutto nel momento in cui occorre aprire un tavolo di confronto, avviare una trattativa e individuare soluzioni concrete. Ringraziamo, anzi, il Prefetto per averci messo al corrente della riunione in oggetto e per l’attività che sta svolgendo per affrontare questa delicata vertenza. Ribadiamo quindi il massimo impegno della Regione per la tutela dei posti di lavoro e per costruire, insieme a tutte le parti coinvolte, una prospettiva per i lavoratori e per il futuro dell’azienda”. Così l’assessore regionale alle Relazioni con le organizzazioni sindacali Paolo Ripamonti in merito a quanto accaduto in mattinata durante l’incontro in Prefettura sulla vertenza Ericsson.






