Attualità - 23 settembre 2026, 18:45

Ericsson, il ministro Adolfo Urso convoca il tavolo al Mimit: il 5 ottobre confronto sui 131 esuberi

La vertenza arriva a Roma dopo lo sciopero e il duro confronto in Prefettura, dove l’azienda ha chiesto l’allontanamento degli assessori di Comune e Regione. Al tavolo nazionale azienda, istituzioni locali e sindacati

Ericsson, il ministro Adolfo Urso convoca il tavolo al Mimit: il 5 ottobre confronto sui 131 esuberi

La vertenza Ericsson approda al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il ministro Adolfo Urso ha convocato per lunedì 5 ottobre alle 16.30 un tavolo dedicato al futuro della sede genovese della multinazionale, dove la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda coinvolge 131 lavoratori.

Al confronto al Mimit parteciperanno Ericsson, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali. Al centro della riunione ci saranno le prospettive industriali e occupazionali del sito di Genova nell’ambito della procedura avviata dalla multinazionale.

La convocazione arriva al termine di una giornata particolarmente tesa sul fronte della vertenza. Questa mattina i lavoratori hanno scioperato per quattro ore e manifestato davanti alla Prefettura, chiedendo l’intervento del governo e l’apertura di un tavolo nazionale.

Proprio durante il successivo incontro in Prefettura si è verificato uno dei passaggi più duri del confronto. Ericsson ha chiesto l’allontanamento dal tavolo dell’assessore regionale Paolo Ripamonti e dell’assessore comunale Emilio Robotti, sostenendo che alla riunione non fosse prevista la presenza di rappresentanti politici. I due assessori hanno quindi lasciato la sala per permettere alla trattativa di proseguire. Una decisione che i rappresentanti dei lavoratori hanno definito un segnale grave nei confronti delle istituzioni locali.

Sul merito della vertenza, inoltre, non sono arrivate aperture. L’azienda ha confermato la procedura per i 131 esuberi, respingendo le richieste dei sindacati sul ritiro dei licenziamenti, sulla revisione del numero degli esuberi e sul ricorso agli ammortizzatori sociali.

Una chiusura che aveva portato le organizzazioni sindacali a chiedere con ancora maggiore forza lo spostamento della discussione a livello nazionale. «L'azienda ha respinto il ritiro dei licenziamenti, la revisione degli esuberi e il ricorso agli ammortizzatori sociali», aveva sottolineato il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri, chiedendo il coinvolgimento diretto del governo.

La richiesta di un tavolo ministeriale era stata avanzata nei giorni scorsi anche dalle istituzioni locali. Il 17 settembre il presidente della Regione Marco Bucci, dopo l’incontro con i sindacati, aveva annunciato una lettera al governo per chiedere l’apertura di un tavolo nazionale con i ministri Urso, Calderone e Giorgetti, insieme a Comune, Regione e azienda.

La procedura riguarda una parte consistente della forza lavoro genovese e colpisce in particolare le attività di ricerca e sviluppo, con la prevista chiusura del reparto R&D Ottica. Comune e Regione avevano già approvato all’unanimità atti per chiedere di scongiurare i 131 licenziamenti e salvaguardare i livelli occupazionali.

ERICSSON, BUCCI: "SODDISFAZIONE PER APERTURA TAVOLO DA PARTE DEL GOVERNO, IL 5 OTTOBRE SI PONGANO LE BASI PER UNA SOLUZIONE CONDIVISA"

"Apprendo con soddisfazione l’apertura di un tavolo di confronto su Ericsson decisa dal governo italiano. La convocazione da parte del ministro Urso dimostra l’attenzione per questa delicata vertenza che riguarda non solo Genova, ma anche tutto il Paese. Regione Liguria si è subito fatta parte attiva di un confronto al massimo livello e auspico che quello del prossimo 5 ottobre possa mettere le basi per arrivare a una soluzione condivisa". Così il presidente di Regione Liguria Marco Bucci commenta le novità in merito alla vertenza Ericsson.

BERRINO (FDI): "GRAZIE A MINISTRO URSO PER VICINANZA A TERRITORIO, NESSUNO VERRÀ LASCIATO SOLO"

“La tempestiva convocazione del tavolo di crisi al Mimit sulla vertenza Ericsson da parte del ministro Urso dimostra ancora una volta l’attenzione massima del Governo Meloni per la difesa dei livelli occupazionali e del tessuto industriale della Liguria. Di fronte alla decisione inaccettabile dell’azienda di avviare una procedura di licenziamento collettivo per oltre 130 lavoratori, le istituzioni nazionali rispondono con la concretezza dei fatti e la velocità che la situazione richiede. Fratelli d’Italia e il Mimit si sono attivati immediatamente per mettere attorno allo stesso tavolo azienda, sindacati ed enti locali. L'obiettivo del confronto del 5 ottobre è chiaro e prioritario: tutelare il futuro delle famiglie e delle professionalità coinvolte, salvaguardare la vocazione tecnologica dello stabilimento di Genova e difendere un presidio industriale fondamentale per la nostra regione”.

Redazione

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