Un nuovo tavolo sulla crisi dell’ex Ilva è stato convocato per giovedì 8 ottobre nella sede della Regione Piemonte, a Torino. La richiesta è partita dal sindaco di Novi Ligure ed è stata condivisa da Fim, Fiom e Uilm. Al confronto sono stati invitati anche i rappresentanti di Regione Liguria e Comune di Genova, con l’obiettivo di affrontare in maniera coordinata le conseguenze della crisi sui diversi stabilimenti del gruppo.
La convocazione arriva in una fase particolarmente delicata per il futuro della siderurgia italiana. La Corte d’Appello di Milano ha infatti confermato il provvedimento che dispone il blocco dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, da attuare entro il 28 ottobre, respingendo la richiesta di sospensiva presentata da Acciaierie d’Italia ed ex Ilva in amministrazione straordinaria.
Secondo i sindacati, le conseguenze rischiano però di estendersi ben oltre Taranto. “Anche gli impianti non interessati direttamente dallo spegnimento saranno inesorabilmente investiti dalla mancanza di denaro per acquistare l’acciaio da lavorare, per far girare le fabbriche e per la manutenzione degli impianti che si stanno deteriorando col tempo”, spiegano Fim, Fiom e Uilm di Piemonte, Alessandria e Cuneo.
Nel mirino c’è anche il futuro dello stabilimento di Genova Cornigliano, insieme a quelli di Novi Ligure e Racconigi. “Taranto, Genova e Novi Ligure, che fanno cassa integrazione a rotazione, scenderanno alla minima occupazione. Lo stabilimento di Racconigi è già fermo da molti mesi mentre migliaia di famiglie stanno sopportando una crisi senza fine”, sottolineano le organizzazioni sindacali, chiedendo al Governo di indicare rapidamente una prospettiva industriale.
Per Fim, Fiom e Uilm è necessario arrivare a una soluzione che garantisca la continuità produttiva e occupazionale dell’intero gruppo, auspicando anche “una partecipazione diretta dello Stato” e chiedendo alla Regione Piemonte di portare queste istanze al tavolo nazionale già aperto a Palazzo Chigi.
Il vertice dell’8 ottobre rafforza così l’asse tra Piemonte e Liguria sulla vertenza. Proprio il 22 settembre il Consiglio regionale ligure ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta a istituire un tavolo permanente sulla situazione dell’ex Ilva, in raccordo con quello nazionale, e a lavorare insieme al Piemonte per la continuità produttiva degli impianti di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi.






