Un bene confiscato alla criminalità organizzata che torna a essere uno spazio aperto al quartiere. È questo il senso di "ApriMaddalena – un Mosaico Urbano", l'iniziativa in programma oggi, giovedì 24 settembre, alle 17 in via della Maddalena 25R, con la presentazione del Patto di collaborazione per la gestione condivisa dei locali e l'inaugurazione dell'opera realizzata sulla saracinesca a cura di Libera Genova.
L'appuntamento è promosso dal Comune di Genova, Municipio I Centro Est e Libera Genova e punta a trasformare l'immobile confiscato in un presidio permanente di legalità, partecipazione, inclusione sociale e cittadinanza attiva nel centro storico.
A rendere possibile la gestione dello spazio è il patto sottoscritto da otto associazioni, che hanno scelto di impegnarsi per garantire continuità alla presenza all'interno dell'immobile, con aperture, attività e iniziative rivolte alla cittadinanza. L'obiettivo è fare in modo che il bene non rimanga soltanto un immobile assegnato, ma diventi uno spazio vissuto e riconoscibile nel quartiere.
L'iniziativa arriva mentre in città resta aperto il confronto sul futuro dei beni confiscati. Martedì 22 settembre l'Associazione Abitanti della Maddalena (AMa) ha partecipato all'Osservatorio Beni Confiscati del Comune di Genova, chiedendo di mantenere alta l'attenzione sui diversi immobili e, in particolare, su Vico Mele.
Per l'AMa, l'esperienza di via della Maddalena rappresenta proprio il modello da seguire: "La restituzione alla comunità di un bene confiscato non può essere soltanto una pratica amministrativa: deve diventare un presidio vivo, frequentato, aperto e capace di produrre relazioni".
L'associazione ha inoltre espresso il proprio sostegno alla nuova Commissione Speciale Antimafia del Consiglio Comunale e alla proposta di portare il confronto direttamente nei territori interessati dalla presenza della criminalità organizzata. "Lo diciamo da anni, e chi ci segue lo sa bene: l'antimafia si fa sulla strada", sottolinea l'AMa.
L'appuntamento di oggi sarà quindi anche un momento di apertura concreta del bene alla città: un immobile sottratto alla criminalità che, attraverso il coinvolgimento delle associazioni e del quartiere, viene destinato a una nuova funzione pubblica e sociale.







