Dai fondi pubblici destinati negli anni allo sviluppo del polo tecnologico degli Erzelli ai 131 licenziamenti annunciati da Ericsson nella sede genovese. Sinistra Italiana - AVS Genova interviene sulla vertenza e chiama in causa il Governo, mentre il senatore Tino Magni presenta un’interrogazione ai ministri delle Imprese e del Made in Italy e del Lavoro.
“Ericsson sostiene che l’Italia sia poco conveniente e non remuneri gli investimenti. È un argomento che suona beffardo: a non essere stato remunerato è l’investimento pubblico, con decine di milioni di euro dei cittadini liguri e italiani destinati negli anni a sviluppare ricerca e lavoro agli Erzelli. In cambio oggi ci troviamo con un sito sempre più piccolo e 131 lettere di licenziamento”, attacca la segreteria genovese di SI-AVS.
Nel 2012 l’accordo di programma per il centro di ricerca e sviluppo Ericsson agli Erzelli prevedeva investimenti complessivi per oltre 73 milioni di euro e circa 41,9 milioni di risorse pubbliche, provenienti da ministeri e Regione Liguria.
La procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda interessa 131 lavoratrici e lavoratori della sede genovese: 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti. Tra le attività coinvolte anche la ricerca e sviluppo, con la prevista chiusura del reparto R&D Ottica.
“Le multinazionali non possono ricattare i territori, prendendo quando conviene e andandosene quando i margini calano – prosegue Sinistra Italiana - AVS Genova –. Qui non sono in gioco soltanto 131 posti di lavoro, ma competenze costruite in decenni di attività e un patrimonio di ricerca e innovazione che Genova non può permettersi di perdere”.
Per il partito la vertenza va oltre il futuro del singolo stabilimento. “Se un grande gruppo internazionale delle telecomunicazioni arriva a sostenere che in Italia non vale più la pena investire, il problema non può essere affrontato soltanto come una singola vertenza aziendale. Significa che manca una politica industriale pubblica per un settore strategico come quello delle reti e delle telecomunicazioni. Serve una strategia industriale nazionale, non soltanto un tavolo di crisi quando arrivano i licenziamenti”.
La questione arriva intanto anche in Parlamento. Tino Magni, senatore di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un’interrogazione al Governo chiedendo quali iniziative intenda assumere per individuare alternative ai licenziamenti, tutelare i posti di lavoro e attivare strumenti di protezione occupazionale, ricollocazione e riconversione professionale.
Nell’atto viene richiamato anche quanto accaduto durante il confronto del 23 settembre in Prefettura, quando Ericsson ha chiesto l’allontanamento dal tavolo degli assessori di Comune e Regione e ha confermato la propria contrarietà al ricorso agli ammortizzatori sociali.
“Ci siamo immediatamente attivati anche a livello parlamentare per chiedere al Governo come intenda procedere per tutelare le lavoratrici e i lavoratori e per fare chiarezza sul futuro del settore – conclude SI-AVS Genova –. La difesa dell’occupazione agli Erzelli deve andare di pari passo con una strategia capace di garantire che ricerca, innovazione e telecomunicazioni restino un patrimonio industriale del Paese”.
La vertenza approderà ora al Mimit il 5 ottobre, quando è convocato il tavolo con azienda, istituzioni locali e organizzazioni sindacali sulle prospettive industriali e occupazionali del sito genovese.






