(Adnkronos) - La nuova Commissione internazionale di The Lancet Oncology, presentata oggi al World Cancer Congress di Hong Kong, traccia una roadmap globale per rendere la genomica del cancro e l’oncologia di precisione più accessibili, sostenibili ed eque. La Lancet Oncology Commission on Cancer Genomics and Precision Oncology - informa una nota - analizza in modo approfondito le difficoltà che ancora oggi limitano la capacità dei sistemi sanitari di tradurre i progressi scientifici della genomica in benefici concreti per i pazienti e propone un nuovo modello per accompagnarne l’implementazione nei diversi contesti sanitari. Negli ultimi decenni, genomica del cancro e oncologia di precisione hanno trasformato molti aspetti della diagnosi e del trattamento oncologico, permettendo di utilizzare informazioni molecolari sempre più dettagliate per classificare meglio i tumori e selezionare terapie più appropriate. Tuttavia, la capacità dei sistemi sanitari di rendere disponibili questi progressi nella pratica clinica rimane profondamente diseguale.
Secondo la Commissione - si legge - la maggior parte dei sistemi sanitari non è ancora in grado di garantire in modo efficace l’accesso alle opportunità offerte dall’oncologia di precisione: test molecolari e trattamenti innovativi restano concentrati soprattutto nei Paesi più ricchi e, anche al loro interno, spesso nei centri maggiormente attrezzati. Anche l’ecosistema della ricerca e dei dati presenta forti criticità. La ricerca genomica, i trial clinici guidati da biomarcatori e i dati sanitari che alimentano l’oncologia di precisione sono concentrati prevalentemente nei Paesi ad alto reddito e nelle popolazioni occidentali, mentre gli ecosistemi dei dati rimangono frammentati e scarsamente integrati.
"L’espansione dell’oncologia di precisione riflette straordinari progressi scientifici che hanno contribuito a salvare e prolungare molte vite. Ma ha anche generato nuove complessità – afferma Raffaella Casolino, oncologa e ricercatrice coordinatrice della Commissione -. Sistemi diagnostici sempre più sofisticati, evidenze in rapida evoluzione, costi e percorsi assistenziali complessi rendono sempre più difficile garantire cure oncologiche di alta qualità, soprattutto nei contesti a basso reddito o con risorse limitate. La nostra analisi mostra inoltre che i pazienti si trovano spesso di fronte ad informazioni complesse e aspettative talvolta poco realistiche rispetto ai test molecolari e ai trattamenti innovativi, che possono essere associati a benefici clinici modesti".
La Commissione - dettaglia la nota - riunisce competenze in oncologia, genomica, anatomia patologica, sanità pubblica, politiche sanitarie, economia, scienza dei dati, etica e patient advocacy e rappresenta una delle più ampie valutazioni dell’oncologia di precisione realizzate finora.
"Questa Commissione dimostra in modo molto chiaro che le barriere all’oncologia di precisione non sono più soltanto tecnologiche, ma organizzative, economiche e regolatorie. I singoli attori, sistemi sanitari, industria, società scientifiche, organizzazioni dei pazienti, non sono in grado di colmare da soli queste lacune – sottolinea Nicola Normanno, responsabile del Center for Advanced Molecular Diagnostics in Oncology della Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e presidente dell’International Quality Network for Pathology (IQN Path), autore di un commentary di accompagnamento pubblicato su The Lancet Oncology -. Serve una cooperazione reale tra istituzioni pubbliche, industria diagnostica e farmaceutica, ricercatori e, soprattutto, pazienti, per condividere gli investimenti necessari a costruire infrastrutture diagnostiche solide, garantire la qualità dei test in ogni contesto e allineare le regole tra Paesi diversi. È esattamente il modello che, con il progetto internazionale Iqn Path, stiamo già sperimentando concretamente per favorire l’accesso all’oncologia di precisione nei Paesi a basso e medio reddito. Le raccomandazioni della Commissione confermano che questa è la strada giusta, e che va percorsa insieme".
L’attività della Commissione - riferisce la nota - è frutto anche dell’esperienza diretta delle persone che convivono o hanno convissuto con il cancro. I lavori della Commissione si aprono con una dichiarazione delle persone che hanno vissuto l’esperienza della malattia, riconoscendo il loro ruolo nel definire come l’oncologia di precisione debba essere valutata e implementata e quale valore debba realmente produrre per i pazienti.
"L’oncologia di precisione ha aperto un ‘nuovo mondo’ non solo in termini di efficacia e attività, ma anche di qualità di vita – spiega Massimo Di Maio, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) -. Oggi, oltre il 30% dei pazienti con tumori solidi avanzati può ricevere una terapia basata sui biomarcatori e questa percentuale aumenterà grazie alle numerose terapie di precisione che sono attualmente in sviluppo clinico. L’innovazione, però, trova la sua piena realizzazione solo se vengono eliminate o ridotte le disparità ancora esistenti. L’innovazione, per essere tale, deve essere offerta in maniera equa e tempestiva a tutti i pazienti". Nei Paesi a basso e medio reddito, le barriere sono ancora maggiori e comprendono limitazioni nella capacità diagnostica e di laboratorio, risorse finanziarie insufficienti, fragilità delle catene di approvvigionamento e carenza di competenze specialistiche. La Commissione sottolinea inoltre che una maggiore inclusione nella ricerca genomica e nei trial clinici deve essere considerata non soltanto un obbligo etico, ma una necessità scientifica, affinché l’evidenza prodotta sia realmente rilevante per popolazioni diverse.
Per trasformare le evidenze in azione, la Commissione propone cinque elementi chiave:1. un framework di implementazione basato sul valore e stratificato per risorse; 2. uno strumento per valutare la prontezza dei sistemi sanitari; 3. un framework di competenze per la workforce dell’oncologia di precisione; 4. un framework per il monitoraggio e la valutazione dell’implementazione; 5. un ecosistema responsabile di condivisione dei dati e apprendimento dei sistemi sanitari.
Quest’ultimo elemento è particolarmente importante perché, secondo la Commissione, l’implementazione dell’oncologia di precisione deve procedere insieme alla generazione di nuova conoscenza: producendo evidenze più rappresentative, colmando le lacune esistenti e utilizzando responsabilmente i dati real-world per comprendere continuamente dove e come l’oncologia di precisione generi reale valore. Attraverso una Global Call-to-Action e una roadmap per l’implementazione, la Commissione propone una base comune per costruire un percorso globale più equo, sostenibile e informato dalle evidenze. Le raccomandazioni - conclude la nota - sono inoltre strettamente allineate con la risoluzione sulla medicina di precisione adottata nel 2026 dall’Assemblea mondiale della sanità, che invita a integrare la medicina di precisione nei sistemi sanitari in modo equo e appropriato ai diversi contesti.





