Attualità - 27 settembre 2026, 08:00

Voltri, chiuso il Centro trasfusionale. Aom: “Manca personale ma entro breve saranno fatte le assunzioni”

La denuncia da parte della consigliera regionale Selena Candia: “Ho presentato una interrogazione per capire il destino di un servizio molto prezioso sul territorio”

La Casa della Comunità di Voltri

La Casa della Comunità di Voltri

È tutto nuovo e tutto in ordine, ma tristemente non funzionante. Alla Casa di Comunità di Voltri, aperta nel novembre del 2024 (e quindi poco meno di due anni fa) il Centro trasfusionale è fermo al palo, per mancanza di personale. La situazione si protrae dallo scorso primo luglio e questo crea parecchi problemi anche nella raccolta delle sacche e del plasma, perché di fatto c’è un vuoto da Sampierdarena a Savona.

"E molti donatori, non avendo più un punto di riferimento fisso, hanno anche rinunciato alla loro nobile attività", come racconta Selena Candia, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Regione Liguria. "Ho appreso di questo disservizio nei giorni scorsi - racconta - Visitando l’ospedale di Villa Scassi, insieme al collega consigliere comunale Massimo Romeo. Qui è attivo il Centro trasfusionale, ma con enormi problemi, perché il personale è pochissimo". 

Il Centro trasfusionale della delegazione dell’estremo ponente genovese è una sorta di enclave: perché, di fatto, dipende dall’Azienda Ospedaliera Metropolitana, essendo legato all’analogo servizio del Villa Scassi, ma sta dentro alle strutture di una Casa di Comunità, che invece dipendono dall’Azienda Tutela Salute della Liguria. 

Non è però questo il motivo del disservizio, "quanto semmai una cronica mancanza di personale. A Villa Scassi c’è un solo medico, a Voltri nemmeno quello - prosegue Selena Candia - Eppure, sinché ha funzionato ed è rimasto aperto, il presidio di Voltri raccoglieva 2.500 sacche all’anno e poteva contare su 347 donatori di plasma. Da solo il punto di Voltri contribuiva per il 40% al monte complessivo, mentre Villa Scassi arrivava al 60%. Adesso i numeri di Voltri sono in picchiata, anzi sono praticamente fermi, e molte persone non vanno a donare sino a Sampierdarena. Il che crea un problema su un altro problema".

La consigliera regionale ricorda "la chiusura del Centro trasfusionale all’ospedale Padre Antero Micone di Sestri Ponente nel 2020. Non è stato mai più riaperto. Così tra Savona e Villa Scassi c’era solo l’avamposto di Voltri. E ora più nulla".

Candia informa di aver presentato "un’interrogazione in Consiglio Regionale, per sapere se ci sono prospettive di riapertura per il punto di Voltri e perché si è arrivati alla decisione di fermare tutto, se davvero dipende dalla mancanza di personale o se ci sono ulteriori difficoltà". 

Sul tema interviene l’Azienda Ospedaliera Metropolitana: "La chiusura del punto donatori presso il plesso di Voltri è temporanea. Per risolvere la criticità in modo strutturale, Aom ha concluso le procedure concorsuali per dirigenti medici di Medicina Trasfusionale: la graduatoria è stata definita il 15 settembre. Dopo la sua pubblicazione si procederà all’assunzione a tempo indeterminato dei professionisti individuati. Nel frattempo sono state adottate diverse misure per garantire la continuità della raccolta sul territorio. Grazie alla sinergia con il Centro trasfusionale del San Martino è stata potenziata la raccolta associativa presso Voltri in collaborazione con Avis e Fidas. Questa collaborazione ha permesso di programmare ad agosto 5 giornate di raccolta; nel mese di settembre 4 giornate e a ottobre 6 giornate, grazie a un’altra intensificazione chiesta alle associazioni".

Alberto Bruzzone

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