Attualità - 28 settembre 2026, 10:11

Campasso, i cittadini: "Non siamo contro i lavori, ma il quartiere non può essere lasciato isolato"

Viabilità modificata, collegamenti insufficienti e timori per la sicurezza: "Chiediamo soluzioni per anziani, persone con disabilità, famiglie e lavoratori"

Campasso, i cittadini: "Non siamo contro i lavori, ma il quartiere non può essere lasciato isolato"

La chiusura del sottopasso ferroviario e le conseguenze sulla vita quotidiana del quartiere stanno alimentando la preoccupazione degli abitanti del Campasso. Il quartiere del Municipio II Centro Ovest, alle spalle di Sampierdarena, è interessato dai lavori ferroviari legati al potenziamento del nodo di Genova e, con la chiusura del sottopasso, ha visto cambiare in maniera significativa viabilità e collegamenti.

Una situazione che i cittadini definiscono particolarmente pesante anche perché arrivata con la ripresa delle attività dopo l'estate, tra scuola, lavoro, sport e spostamenti quotidiani.

Gli abitanti riuniti nel gruppo "Noi cittadini del Campasso 2.0" hanno diffuso una nota per chiedere attenzione sulla situazione del quartiere. La loro posizione, spiegano, non è contraria ai lavori: "Non siamo contro i lavori e comprendiamo l'importanza dell'opera. Il problema è che, mentre per organizzare il cantiere è stata messa in moto una grande macchina, non sembra essere stata messa in moto una macchina altrettanto efficace per permettere ai cittadini di continuare a vivere normalmente".

Tra le principali criticità segnalate ci sono i percorsi più lunghi determinati dalla modifica della viabilità, il maggiore consumo di carburante e i costi aggiuntivi per chi deve raggiungere il quartiere. Anche il servizio di navetta, secondo i residenti, non coprirebbe adeguatamente tutte le esigenze: vengono segnalate in particolare l'assenza di collegamenti dopo le 20 e prima delle 6 del mattino, una fascia nella quale, spiegano gli abitanti, sono numerose le persone che lavorano.

A risentire maggiormente della situazione sarebbero anziani, persone con disabilità, famiglie e ragazzi che non dispongono ancora della patente. C'è poi la situazione delle attività commerciali. "I commercianti del quartiere stanno inoltre subendo le conseguenze economiche della situazione, perché la difficoltà nel raggiungere il Campasso significa meno clienti e meno incassi", sostengono i cittadini, che segnalano criticità anche nella gestione della raccolta dei rifiuti.

Un altro punto riguarda la possibilità di individuare percorsi alternativi. Secondo gli abitanti, non sarebbe stato possibile costruire insieme una soluzione che consentisse almeno di ridurre l'isolamento del quartiere durante i lavori.

I residenti chiedono inoltre di valutare una possibile accelerazione delle attività di cantiere, quando le condizioni lo consentono, utilizzando anche il fine settimana. A sostegno della loro richiesta raccontano di aver osservato, in una giornata di bel tempo, un'attività di lavoro molto limitata nella giornata di sabato: "Abbiamo constatato che di sabato si è lavorato circa un'ora".

Ma la preoccupazione principale riguarda la sicurezza e, in particolare, la gestione di eventuali emergenze. Il timore degli abitanti è legato alla possibilità che, in caso di un'allerta meteo importante, anche il sottopasso di Brin possa diventare impraticabile. Da qui le domande rivolte alle istituzioni: quale sarebbe la via alternativa per raggiungere il quartiere? Come potrebbero intervenire rapidamente ambulanze e Vigili del Fuoco? E come verrebbero raggiunti anziani e persone con disabilità in una situazione di emergenza?

"Qual è il piano di emergenza del Campasso?", chiedono i cittadini, sollecitando una risposta pubblica da parte di chi ha la responsabilità della sicurezza del territorio. Nel loro appello gli abitanti richiamano anche la particolare storia recente del quartiere. Nel Campasso vivono infatti persone che hanno vissuto direttamente le conseguenze del crollo del Ponte Morandi, compresi residenti della zona rossa che hanno dovuto affrontare trasferimenti e anni di disagi.

Da qui anche la richiesta di non essere considerati soltanto in occasione delle commemorazioni del 14 agosto. "Abbiamo la sensazione che il Campasso venga ricordato dalle istituzioni soprattutto il 14 agosto, quando il nome del quartiere torna nelle commemorazioni e nelle cerimonie legate al Ponte Morandi, per poi tornare a essere dimenticato quando si tratta di affrontare concretamente i problemi quotidiani di chi qui vive".

La richiesta è di accompagnare la realizzazione dell'opera con misure che consentano al quartiere di continuare a funzionare. "Non chiediamo privilegi e non chiediamo di fermare i lavori. Chiediamo di essere considerati. Chiediamo che, mentre si realizza un'opera importante, venga messa in campo una macchina altrettanto efficace per proteggere e accompagnare i cittadini durante i lavori".

I cittadini chiedono infine alle istituzioni e alla stampa di andare direttamente nel quartiere per verificare la situazione e raccogliere le testimonianze di chi sta vivendo i disagi: anziani, persone con disabilità, famiglie, ragazzi e commercianti. L'obiettivo, concludono, è evitare che la situazione venga ridotta alla semplice definizione di "disagio alla viabilità": "Qui ci sono persone che hanno già vissuto momenti difficili e che oggi chiedono semplicemente di non essere dimenticate ancora una volta".
 

C.O.

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