Dopo mesi di trattative e un tavolo negoziale che non ha trovato sbocchi favorevoli, i lavoratori dell'IIT sono pronti a incrociare le braccia: per la giornata di martedì 29 settembre è stato infatti proclamato uno sciopero generale di 24 ore. L'iniziativa, indetta dalle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) insieme a FLC-CGIL e USB Lavoro Privato su mandato dell'Assemblea dei Dipendenti, vedrà un concentramento a partire dalle ore 11:00 in Largo Pertini, di fronte al Teatro Carlo Felice, per poi spostarsi verso la sede del Consiglio Regionale.
Al centro della mobilitazione c'è il netto rifiuto della proposta avanzata dalla Fondazione sugli adeguamenti salariali. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, il Comitato Esecutivo dell'istituto avrebbe confermato una linea di totale chiusura rispetto alla richiesta di raddoppiare lo stanziamento per la paga base.
"Come prevedibile — spiegano RSU, FLC-CGIL e USB — il Comitato Esecutivo non ha dato seguito alla nostra richiesta avanzata al tavolo di martedì scorso di raddoppiare lo stanziamento economico per gli aumenti contrattuali in paga base. È l’ennesima manifestazione di chiusura totale della Fondazione nei confronti di istanze che portiamo avanti da ormai nove mesi. Si tratta di una proposta irricevibile e già unanimemente bocciata dall’Assemblea, con aumenti irrisori di poche decine di euro, ben distanti anche dall’obiettivo minimo del recupero dell’inflazione".
Oltre alla partita economica e al contrasto al carovita, la protesta riaccende i riflettori sul tema dell'occupazione e del precariato all'interno dei laboratori e degli uffici dell'ente di ricerca.
"A questo quadro — proseguono le sigle sindacali — si unisce una perdurante indeterminatezza delle sorti di quanti tra noi hanno un contratto precario. Siamo convinti che sia giunto il momento di alzare ancora una volta e con più forza la nostra voce per chiedere che IIT si impegni economicamente a garantire stabilità lavorativa a tanti colleghi che assicurano il buon funzionamento e i risultati della Fondazione».
La nota si chiude con un richiamo al valore del capitale umano all'interno dell'eccellenza scientifica genovese: «I lavoratori non sono una variabile a perdere nella ricerca. La scienza, prima che dagli strumenti, scaturisce dalla professionalità e dalle conoscenze delle lavoratrici e dei lavoratori che vi sono quotidianamente impegnati".






