Riparte il confronto sul nuovo Piano Regolatore Portuale del sistema Genova e Savona-Vado. Questa mattina l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha incontrato il Comitato Multedo per l’Ambiente e il Comitato Porto Aperto per illustrare gli scenari di sviluppo previsti dal Piano e raccogliere osservazioni e proposte sul futuro rapporto tra porto e città.
Al centro dell’incontro crescita e competitività dello scalo, sostenibilità ambientale ed economica e razionalizzazione degli spazi portuali, con l’obiettivo di ridurre le interferenze con il tessuto urbano e allontanare dal fronte cittadino le lavorazioni considerate maggiormente impattanti.
Uno dei principali temi di confronto è stato quello della delocalizzazione dei depositi chimici. L’AdSP ha illustrato l’ipotesi elaborata per l’area industriale di Porto Petroli, a Multedo, che prevede depositi semi-interrati e la successiva possibilità di liberare e riqualificare gli spazi oggi occupati verso la città.
Una soluzione sulla quale i comitati hanno espresso la propria contrarietà. Il Comitato Multedo per l’Ambiente, rappresentato da Gian Piero Cellerino e Goffredo Ferelli, e il Comitato Porto Aperto, con Giammario Bolognini e Gian Giorgio Parodi, hanno proposto di valutare in alternativa le aree ex Ilva alla foce del Polcevera.
L’Autorità portuale ha però chiarito che quelle aree non rientrano nella propria disponibilità e competenza e non possono quindi essere inserite nelle previsioni dell’attuale Piano. È stata invece manifestata disponibilità a valutare, per gli spazi di competenza dell’AdSP sulla sponda del Polcevera, una destinazione legata ad attività commerciali e industriali qualora si creassero le condizioni per una diversa organizzazione delle funzioni attualmente presenti.
Ampio spazio anche al tema della sostenibilità. Nel comparto della cantieristica e delle riparazioni navali sono già presenti 14 punti di connessione alla rete elettrica nei bacini dell’Ente Bacini, ai quali le unità ormeggiate o in lavorazione devono collegarsi per ridurre emissioni e rumore. Sono inoltre operativi un impianto per il trattamento delle acque utilizzate durante le lavorazioni e sistemi di monitoraggio delle condizioni atmosferiche e dei solventi.
Per il futuro, il Piano prevede una progressiva riorganizzazione delle attività cantieristiche, anche attraverso ampliamenti verso mare, con l’obiettivo di spostare le lavorazioni più impattanti a maggiore distanza dalle aree abitate.
Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche i monitoraggi ambientali sviluppati con Arpal e gli approfondimenti epidemiologici sugli effetti delle attività portuali sulla popolazione residente nelle zone circostanti.
"Il confronto di oggi conferma il valore di un percorso nel quale abbiamo scelto di mettere gli scenari del Piano a disposizione del confronto prima dei passaggi istituzionali – ha dichiarato il presidente dell’AdSP Matteo Paroli –. Ascoltare punti di vista diversi significa anche misurarsi con proposte alternative e verificarne concretamente la fattibilità, senza perdere di vista le esigenze di un porto che deve continuare a crescere e a garantire lavoro e sviluppo al territorio. La nostra responsabilità è trovare un equilibrio possibile tra queste esigenze, la sostenibilità delle trasformazioni e la qualità del rapporto con la città".
Il percorso di interlocuzione prosegue nel pomeriggio a Savona, dove il nuovo Piano Regolatore Portuale sarà illustrato alla Provincia e ai Comuni del comprensorio.






