Addio a Ignazio Venzano, per decenni punto di riferimento del mondo scolastico genovese e storico preside del liceo linguistico internazionale Grazia Deledda. Venzano è stato colto da un malore nella serata di ieri mentre si trovava nella sua automobile.
Una lunga carriera, la sua, legata soprattutto al Deledda, dove era entrato nel 1979 e di cui era diventato preside nel 1988, mantenendo l’incarico fino al 2013. Nel corso degli anni aveva lavorato per rafforzare l’apertura internazionale della scuola, promuovendo scambi e collaborazioni con istituti stranieri.
Il suo nome è legato anche alla nascita della Deledda International School, istituita tra la fine degli anni Novanta e il 2000 e successivamente entrata nel sistema dell’International Baccalaureate. Venzano aveva inoltre diretto la Fondazione Fulgis, che gestisce alcune delle scuole civiche genovesi, e aveva avuto incarichi anche al Duchessa di Galliera.
Negli anni successivi aveva continuato a occuparsi di istruzione e formazione, mantenendo un forte legame con il mondo della scuola e con i progetti dedicati all’internazionalizzazione dell’offerta educativa.
Tra i messaggi di cordoglio anche quello dell’assessora comunale Arianna Viscogliosi, che sui social ha ricordato Venzano come un amico e un punto di riferimento. “Perdo un amico, una persona con cui mi sono confrontata tante volte e dalla quale ho imparato davvero molto. Un vero intellettuale illuminato, capace di guardare avanti e di trasformare le idee in realtà educative innovative per Genova, dal Deledda International School fino al Liceo Tecnologico”.
Viscogliosi ha ricordato anche il legame costruito attorno ai temi europei e alla scuola: “Ci legava in particolare l’amore per l’Europa, per i suoi valori e per l’idea di una scuola capace di formare cittadini aperti, consapevoli e pronti a confrontarsi con il mondo. Aveva visione, curiosità, coraggio e una capacità rara di leggere il futuro della scuola e della formazione”. “Genova perde una persona preziosa. Io perdo un amico e un punto di riferimento. Ciao Ignazio, mancherai”, conclude l’assessora.






