Un tavolo di confronto permanente tra Regione Liguria e Comune di Genova per affrontare la programmazione e la realizzazione del termovalorizzatore. È quanto prevede l'ordine del giorno approvato oggi dal Consiglio regionale con 17 voti favorevoli e 9 contrari, con parere favorevole della Giunta.
La proposta, illustrata dal consigliere Federico Bogliolo, parte dalla necessità indicata dalla Regione di arrivare alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria. Il consigliere ha evidenziato come una parte dei rifiuti prodotti sul territorio regionale venga attualmente conferita fuori regione, con conseguenti costi per il sistema.
“I costi della TARI aumentano per il fatto che, in Liguria, i rifiuti vengono esportati in altre regioni". Da qui la richiesta di arrivare alla realizzazione di un impianto per la chiusura del ciclo.
Nel corso del dibattito Bogliolo ha indicato in Genova il territorio centrale della discussione, richiamando il dato secondo cui in città viene prodotta una quota rilevante dei rifiuti regionali. La proposta contenuta nell'ordine del giorno è quindi quella di coinvolgere direttamente l'amministrazione comunale.
Il parere favorevole della Giunta è stato espresso dall’assessore Giacomo Giampedrone, che ha precisato che il percorso dovrà essere condiviso anche con gli altri soggetti coinvolti.
Il confronto in aula ha però evidenziato una netta distanza politica sulla localizzazione dell'impianto e, più in generale, sulla strategia regionale per la gestione dei rifiuti.
Il consigliere Simone D'Angelo (PD) ha contestato l'impostazione della proposta, sostenendo che il confronto con il Comune avrebbe dovuto precedere l'avvio del percorso regionale. Nel suo intervento ha chiesto dati e una programmazione più dettagliata, mettendo in discussione la scelta di arrivare ora alla richiesta di un tavolo.
Di segno diverso l'intervento dell’ex assessore comunale Matteo Campora (Vince Liguria), che ha difeso la necessità di arrivare a un impianto per la chiusura del ciclo. Campora ha richiamato i dati sulla raccolta differenziata a Genova, passata, secondo i numeri citati in aula, dal 28,63% del 2015 al 68% nel 2025, e ha definito il documento "un tentativo, un ultimo tentativo per affrontare una discussione che noi riteniamo assolutamente importante e basilare".
"Riteniamo che Genova debba ospitare un termovalorizzatore", ha affermato Campora, sostenendo che l'impianto dovrebbe essere considerato uno strumento per la chiusura del ciclo regionale. Ha inoltre richiamato il tema della quantità di rifiuti prodotti in città e la necessità di superare il ricorso alle discariche e al trasferimento dei rifiuti fuori regione.
Nel dibattito sono emerse anche posizioni contrarie all'ipotesi del termovalorizzatore e richieste di verificare prima costi, alternative e capacità degli impianti già previsti dalla pianificazione regionale. Armando Sanna ha contestato i tempi e il metodo della proposta, chiedendo di partire dai dati della pianificazione e dai tempi necessari per autorizzare e realizzare un eventuale nuovo impianto.
Anche il consigliere Roberto Arboscello (PD) ha chiesto alla Regione di dimostrare, attraverso i numeri, la convenienza dell'impianto rispetto ad altre soluzioni, compreso il conferimento dei rifiuti in impianti fuori regione.
Al centro della discussione è rimasta quindi la questione della localizzazione. La proposta approvata non individua un sito, ma punta ad aprire un confronto istituzionale con il Comune di Genova per arrivare a una decisione condivisa sulla collocazione dell'impianto e sul percorso necessario alla chiusura del ciclo dei rifiuti.
L'ordine del giorno è stato infine approvato con 17 voti favorevoli e 9 contrari.
"Con l’approvazione del nostro ordine del giorno impegniamo la Giunta regionale a istituire un tavolo di confronto con il Comune di Genova per individuare finalmente il sito idoneo alla realizzazione del termovalorizzatore. Chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria non è più rinviabile: esportarli fuori regione significa far lievitare i costi e far pagare ai cittadini bollette TARI sempre più salate, esattamente come avvenuto di recente a Genova”. Così il consigliere regionale di Vince Liguria, Federico Bogliolo, a margine del voto in aula.
“La nostra volontà politica è chiara ed è a favore di un impianto di ultima generazione a minimo impatto ambientale, capace di generare ricadute positive su occupazione ed economia. Chi invece deve fare definitiva chiarezza è l'amministrazione comunale di Genova: in Liguria si producono oltre 830 mila tonnellate di rifiuti l'anno e ben due terzi arrivano proprio dal capoluogo. Dopo aver ascoltato legittimamente il 'no' della Val Bormida, Genova non può voltarsi dall'altra parte o nascondersi dietro a no ideologici. Se il Comune non vuole farsi carico della propria quota- ha aggiunto il Capogruppo di Vince Liguria Matteo Campora- lo dica chiaramente e vada a spiegare ai sindaci degli altri territori dove intende smaltire i rifiuti dei genovesi. Ora, attraverso questo tavolo istituzionale, ci aspettiamo risposte serie, tecniche e senza ulteriori rinvii per il bene delle famiglie e del territorio”.
"Ho sentito un sacco di cose non vere in aula, come al solito, perché tutti quanti dicono cose che sono assolutamente false, oltretutto confondendo i volumi del TMB con i volumi del termovalorizzatore. Sono ovviamente due cose completamente diverse, perché dal termovalorizzatore esce materiale che poi va nell'indifferenziata, quindi non può essere la stessa cosa.
La morale della favola è che, ancora una volta, si usano mele con pere per arrivare a definire strategie che poi non hanno nessun senso - è il commento del presidente Marco Bucci al termine dei lavori in aula -. È ovvio che tutte le città hanno un termovalorizzatore, tutte le regioni ce l'hanno e quindi anche noi dobbiamo farlo. Faremo tutto il discorso per portarlo avanti. È chiaro che ora non possiamo dire i numeri, perché siamo ancora in mezzo alla gara. Quando la gara sarà terminata ci saranno tutti i numeri a disposizione per tutti".






