Assoutenti valuta positivamente gli sviluppi emersi dall’ultima riunione dell’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova in merito al ripristino e all’installazione delle barriere fonoassorbenti lungo le tratte autostradali genovesi.
Secondo l’aggiornamento diffuso dal Comune, il piano di risanamento acustico sulle tratte di competenza di Autostrade per l’Italia interessa complessivamente 30,9 chilometri. Una prima fase di lavorazioni riguarda 28,7 km, mentre sui restanti 2,2 km sono previsti tre maxi-lotti; parallelamente proseguono gli interventi di riqualificazione delle barriere integrate, che interessano 14,6 km di rete, dei quali 11,7 km risultano completati o in dirittura d’arrivo. Restano inoltre 2,9 km sui quali sono ancora in corso verifiche tecniche per stabilire se procedere mediante sostituzione o ripristino.
«Si tratta indubbiamente di uno sviluppo positivo – afferma Furio Truzzi, presidente Assoutenti Liguria – perché dopo anni di attesa viene finalmente delineato un percorso per arrivare al ripristino delle protezioni acustiche sulle tratte ancora scoperte. È essenziale, tuttavia, che i cronoprogrammi vengano rispettati e che i cittadini possano conoscere con precisione tempi e modalità degli interventi».
Assoutenti sottolinea però come il completamento delle barriere risolva il problema per il futuro, ma non possa cancellare quanto accaduto nel passato.
Lo stesso Piano d’Azione del Rumore del Comune di Genova ha rilevato che la rimozione delle barriere da parte di ASPI, avvenuta a partire dal 2019 in diverse tratte delle A7, A10 e A12, ha determinato un aumento dell'esposizione al rumore autostradale per parte della popolazione.
Per migliaia di cittadini genovesi, quindi, il problema non riguarda soltanto quando saranno reinstallate le barriere, ma anche ciò che è accaduto nel lungo periodo intercorso tra la loro rimozione e il definitivo ripristino.
«Residenti e proprietari degli immobili situati nelle zone interessate hanno dovuto sopportare per anni una situazione profondamente diversa da quella precedente alla rimozione delle protezioni: maggiore esposizione al rumore, peggioramento della fruibilità delle abitazioni e degli spazi esterni e, nei casi che dovranno essere verificati individualmente, possibili conseguenze anche sul valore e sulla normale utilizzabilità degli immobili».
Assoutenti ritiene pertanto particolarmente importante quanto dichiarato dall’assessora al Welfare Cristina Lodi, che ha annunciato l'intenzione del Comune di sollecitare alla Regione Liguria l'indagine epidemiologica promessa nel 2023, sottolineando espressamente che, oltre alla reinstallazione dei pannelli, esiste il problema del danno subito dai cittadini in termini di qualità della vita, che deve essere approfondito anche sotto il profilo dell'indennizzo.
Per Assoutenti si tratta di un passaggio importante: per la prima volta il confronto istituzionale non può limitarsi al cronoprogramma delle opere, ma deve estendersi alle conseguenze prodotte negli anni di mancata o insufficiente protezione acustica.
L'associazione chiede pertanto che, parallelamente al completamento delle barriere, venga aperto anche con l’eventuale ausilio del Comune un tavolo di confronto specificamente dedicato alla posizione dei cittadini che hanno subito l'esposizione al rumore.
In particolare, secondo Assoutenti, occorre arrivare alla definizione di criteri oggettivi e trasparenti che consentano di individuare le aree e gli immobili interessati, ricostruire la durata dell'esposizione conseguente alla rimozione o all'assenza delle barriere, acquisire e mettere a disposizione i dati delle rilevazioni fonometriche effettuate nel corso degli anni e valutare le diverse tipologie di pregiudizio eventualmente documentabili.
«Non sarebbe accettabile – chiosa l’avv. Luca Cesareo di Assoutenti – che, una volta reinstallate le ultime barriere, la vicenda venisse considerata semplicemente conclusa. Il ripristino delle protezioni acustiche è una misura dovuta per riportare le condizioni ambientali verso la normalità; altra e distinta questione è quella relativa agli anni durante i quali i cittadini hanno vissuto senza quelle protezioni».
La questione assume particolare rilievo proprio alla luce dei tempi prospettati per il completamento degli interventi. Per alcune tratte, infatti, progettazione, verifiche strutturali e difficoltà di cantierizzazione comportano ancora tempi significativi. Il Comune riferisce, tra l'altro, che sono tuttora in progettazione gli interventi sulla A7 nelle zone tra Garbo e Rivarolo e a Bolzaneto, mentre per altri tratti proseguono gli approfondimenti tecnici.
Assoutenti chiede quindi che Comune di Genova, Regione Liguria, ASPI e gli altri soggetti istituzionali coinvolti affrontino il tema degli indennizzi, senza attendere il completamento materiale dell'intero piano.
«La soluzione può e deve essere ricercata innanzitutto attraverso il confronto – chiosa il Presidente Truzzi - L'obiettivo dovrebbe essere quello di individuare, sulla base di dati tecnici verificabili, un percorso conciliativo e criteri omogenei di indennizzo, evitando, per quanto possibile, di costringere ogni singolo cittadino ad affrontare autonomamente un contenzioso per ottenere il riconoscimento del pregiudizio subito.
Le nuove barriere rappresentano la risposta necessaria per il futuro. Adesso occorre dare una risposta anche al passato».






