Attualità - 30 settembre 2026, 12:59

Caro-carburanti, l’allarme della Croce Bianca: “Il sistema rischia di saltare”

Carrubba: “Il carburante è soltanto una parte del conto”. ANPAS Liguria chiede di affrontare la sostenibilità del trasporto sanitario in vista della scadenza dell’Accordo Quadro regionale

Caro-carburanti, l’allarme della Croce Bianca: “Il sistema rischia di saltare”

Il caro-carburanti mette sotto pressione anche il sistema del soccorso e del trasporto sanitario. A lanciare l’allarme è la Croce Bianca Genovese, che richiama l’attenzione sull’aumento dei costi necessari per mantenere operative le ambulanze e garantire ogni giorno i servizi alla cittadinanza. Un problema che, secondo l’associazione, va oltre il solo prezzo del gasolio e riguarda la sostenibilità complessiva delle Pubbliche Assistenze.

“I soccorritori non presentano il conto quando si sale su un’ambulanza. Ma l’ambulanza, per muoversi, quel conto lo presenta ogni giorno", è il punto di partenza della denuncia. A pesare sui bilanci, oltre al carburante, ci sono infatti manutenzione, assicurazioni, pneumatici, revisioni e ammortamento dei mezzi, sanificazione, dispositivi di protezione, materiali e presidi sanitari, apparecchiature elettromedicali, formazione e personale.

Secondo i dati richiamati dalla Croce Bianca Genovese, il prezzo medio nazionale del gasolio self service si aggira oggi intorno ai 2,35 euro al litro. Il price cap introdotto nei giorni scorsi può contenere temporaneamente una parte della spesa, ma non modifica il quadro generale dei costi necessari per mantenere in funzione il servizio.

“Il recente intervento sul prezzo del carburante è certamente positivo perché consente di contenere, almeno temporaneamente, una delle voci di spesa che incidono sulla nostra attività. Ma il problema che poniamo è più ampio e riguarda la sostenibilità complessiva del servizio”, spiega Walter Carrubba, presidente della Croce Bianca Genovese. “Quando un’ambulanza parte non vanno considerati soltanto i litri di gasolio consumati: ci sono un mezzo da mantenere efficiente e sicuro, assicurazioni, attrezzature, materiali sanitari, sanificazione, formazione e persone che devono garantire il servizio. Il carburante è soltanto una parte del conto”.

In Liguria, dal 1° gennaio 2026, il sistema regionale riconosce 55 euro per ogni servizio e 1,15 euro per ogni chilometro percorso. La somma deve quindi contribuire a sostenere l’intero costo dell’intervento e non soltanto la spesa per il carburante. La stessa Regione, nel giugno 2024, aveva riconosciuto nell’aggiornamento dell’Accordo Quadro regionale che il precedente sistema dei rimborsi non garantiva un adeguato recupero dei costi sostenuti dalle organizzazioni di volontariato.

Per comprendere meglio, la Croce Bianca entra nel merito: su un servizio di 100 chilometri il rimborso regionale arriva a 170 euro, tra quota fissa e componente chilometrica. Ma quella cifra deve contribuire alla copertura di tutti i costi necessari a garantire il servizio e non rappresenta quindi quanto resta all’associazione. Anche ipotizzando un prezzo del carburante di 2,19 euro al litro, un’ambulanza che consumi mediamente tra 10 e 12 litri ogni 100 chilometri sostiene una spesa di circa 26 euro per quella percorrenza. A questa cifra si sommano tutte le altre voci di esercizio.

“È proprio questo il punto che vogliamo portare all’attenzione delle istituzioni - precisa Carrubba -. Non è sufficiente confrontare il rimborso ricevuto con il solo costo del gasolio per stabilire se un servizio sia adeguatamente sostenuto. Il rimborso deve contribuire a coprire un insieme molto più ampio di costi, perché un’ambulanza deve essere sempre efficiente, assicurata, attrezzata, sanificata e pronta a partire”.

C’è poi il tema del personale. Il volontariato resta centrale nell’attività delle Pubbliche Assistenze, ma per garantire continuità, programmazione e operatività sono necessari anche lavoratori regolarmente assunti, retribuiti e formati.

“Il volontario mette gratuitamente a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, ma questo non significa che l’intera organizzazione che rende possibile il suo intervento sia priva di costi”, sottolinea il presidente della Croce Bianca Genovese. 

“Una Pubblica Assistenza deve poter sostenere anche il costo del personale dipendente necessario a garantire continuità, pianificazione e operatività. È una componente che deve essere considerata quando si ragiona sulla sostenibilità economica del servizio”.

L’aggiornamento delle tariffe regionali, entrato progressivamente in vigore tra il 2024 e il 2026, ha rappresentato un riconoscimento dell’aumento dei costi sostenuti dalle associazioni. Ma secondo la Croce Bianca il quadro è nuovamente cambiato e pone la questione della capacità del sistema tariffario di seguire nel tempo l’andamento delle spese.

In particolare, l’Accordo Quadro attualmente in vigore scadrà il 31 dicembre 2026 e, per le tariffe ordinarie aggiornate nel 2024, non prevede un adeguamento automatico legato all’andamento dei costi durante il periodo di validità. Nel periodo compreso tra settembre 2023 e giugno 2024, quando si sviluppò l’iter per la revisione dell’Accordo, il prezzo medio del gasolio in Liguria oscillava tra 1,71 e 1,94 euro al litro, arrivando a 1,75 euro nel giugno 2024. Oggi, secondo i dati riportati dall’associazione, il prezzo medio regionale è sensibilmente più alto.

Da qui la richiesta di aprire un confronto complessivo sul futuro del sistema. ANPAS Liguria richiama in particolare la scadenza dell’Accordo Quadro e l’aumento dei costi di gestione.

“La scadenza dell’Accordo Quadro, prevista per il 31 dicembre, e l’aumento dei costi rendono ormai indispensabile affrontare con serietà il tema della sostenibilità dei servizi di trasporto sanitario”, dichiara Nerio Nucci, presidente di ANPAS Liguria. “Non possiamo limitarci a discutere il rinnovo dell’Accordo Quadro o il solo adeguamento delle tariffe. È necessario affrontare insieme il nuovo modello dell’emergenza-urgenza, il riordino del trasporto sanitario qualificato, il riconoscimento degli extracosti, la formazione dei soccorritori EMS e la ripresa effettiva dei tavoli territoriali”.

Carrubba aggiunge: “Il sistema dei rimborsi deve essere messo nuovamente a confronto con i costi reali che le associazioni devono sostenere. L’aggiornamento delle tariffe è stato un passo importante e va riconosciuto, ma se aumentano il carburante, le assicurazioni, la manutenzione, le attrezzature e il costo del lavoro, anche il sistema dei rimborsi deve poter tenere conto di questi aumenti. Altrimenti rischiamo di chiedere al volontariato non soltanto di donare il proprio tempo, ma di farsi carico progressivamente anche dei costi necessari per garantire un servizio essenziale per tutta la comunità. Il sistema rischia di saltare, a cominciare dalle realtà più piccole ma coinvolgendo a ruota tutti quanti, con conseguenze incalcolabili per la cittadinanza della regione più anziana d’Europa”.

L’associazione ribadisce infine la propria disponibilità a confrontarsi con le istituzioni e con le altre realtà del sistema di soccorso attraverso ANPAS, che partecipa ai tavoli di contrattazione, con l’obiettivo di individuare soluzioni sostenibili nel tempo.

“Non stiamo chiedendo privilegi -conclude Carrubba- ma che venga riconosciuto un principio molto semplice: il volontariato è gratuito, ma il sistema che permette al volontario di essere operativo non lo è. Un’ambulanza deve poter partire sempre. Dietro quella partenza ci sono persone, mezzi, attrezzature, materiali sanitari, carburante e una struttura che deve essere in grado di garantire il servizio ogni giorno. Se vogliamo continuare a garantire alla cittadinanza un servizio efficiente e sicuro, dobbiamo avere il coraggio di parlare anche di questi costi”.

I.R.

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